a cura di Ugo Baldassarre
OM Digital Solution fa la sua prima (doppia) mossa e lancia due nuovi prodotti: Lo Zuiko Pro 8-25mm F/4 (un versatilissimo grandangolo con vocazione da tuttofare) e una nuova fotocamera. In attesa di ricevere i prodotti veri e propri per un test, volevo fare qualche ragionamento sulla nuova macchina che ho comunque avuto l’occasione di toccare con mano il 9 giugno direttamente in sede Olympus Italia con Luca Servadei (direttore vendite) e Gianni Trevisani (capo responsabile tecnico Olympus Italia).
La serie EP è stata quella che ha lanciato il sistema Micro4/3 Olympus ed è sempre stata caratterizzata da estrema eleganza, robustezza costruttiva e scelte ben definite; da non confondersi con la linea Lite che invece puntava ad un risultato simile ma meno ricercato. Tralasciando il progetto Pen F (cui rimprovero proprio il non essere stata così estrema in alcune scelte) nessuna Pen ha mai avuto il mirino e, a ben pensarci la prima EP1 non aveva neanche la possibilità di montare quello elettronico (opzionale) che tu introdotto dal secondo modello, la EP2.
La EP7 pertanto sembra mantenere una forte idea di continuità con il passato, quasi fosse un “restart” della gloriosa serie che ha lanciato il sistema.
Se vi volesse analizzare oggettivamente un prodotto come questo, le considerazioni da fare sarebbero diametralmente opposte a quelle che invece, da amante del marchio e del sistema (lo ammetto candidamente!), andrò a fare. Le specifiche si sapevano già da qualche giorno, il prezzo definitivo è stato reso noto solo ieri ma era nell’aria. Troppo cara: il verdetto inesorabile e prevenuto del web che parla senza riflettere.
La Pen EP 7 è, a mio avviso, prima di tutto “oggetto” e poi “strumento fotografico”. Un oggetto di raffinata fattura e estrema bellezza – aggiungo – dopo averla tenuta in mano e sentita tra le dita. Alluminio, dove ci si aspettava plastica comandi perfettamente allocati e un geniale interruttore sulla parte frontale che fa il verso a quello della F ma risulta ancora più comodo, passando in tempo reale con un click da BN a Colori e attivando con tutti i comandi connessi del controllo filtri bn e colore.
Solidità, robustezza, feeling. Queste le prime tre cose venutemi in mente, ma sempre e solo dopo aver prima esclamato “WOW è bellissima”.
E quando un prodotto riesce a partire con questo passo, quando ti conquista così, a pelle, il prezzo è solo un ostacolo che separa dal piacere del possesso, non più qualcosa di razionale. Un pò come accade per qualsiasi prodotto del “lusso”.
La EP7 riparte da dove la EP5 aveva lasciato, anni fa: macchina di alto livello costruttivo e caratteristiche similari all’ammiraglia in un corpo compatto pensato per il point & shoot ed estremamente stylish. Questa è la ricetta e questo è quello che viene servito.
Se si vuole il mirino, c’è la OM-10 Mark IV; se si desidera il display orientabile c’è la PEN F o la Em5 mark 3 etc etc: nessuna di queste, però, è la EP7 che è quindi pensata e realizzata per essere univoca.
L’esperienza di scatto che Olympus/OM-Digital Solution vuole offrire con questo prodotto è ben definita.
Un mirino pop-up poteva starci? Certamente, e anche a pennello!! Non avrebbe intaccato l’estetica e sarebbe stato probabilmente più utile del piccolo flash integrato ma – e sottolineo ma -probabilmente avrebbe intaccato il concept del prodotto: in Olympus sono da sempre così, per molti versi vicini a certe scelte dei tedeschi di Leica.

Personalmente ho amato la EP2 e la EP5, sempre usate senza mirino e godute nella loro forma originaria, così come pensate e realizzate.
D’altronde i giovanissimi che hanno imparato a scattare con lo smartphone e che ormai, cresciuti, cercano prodotti evoluti per una esperienza fotografica superiore, il mirino non lo concepiscono neanche: credo sia questo il punto focale del ragionamento dietro questa macchina. Offrire una esperienza di scatto superiore a chi è abituato al semplice point & click.
Ed è forte, credo, anche il messaggio di “passaggio” che questo prodotto porta con sè, in quanto primo prodotto del nuovo corso aziendale: un prodotto cross-over, di passaggio generazionale.
D’altronde, di cosa ci si lamenta? Le alternative non mancano.
Nei prossimi giorni avrò modo di testare la macchina per davvero, sul campo, ma sono fermamente convinto che, se presa e usata senza pregiudizi, compresa nella sua essenza e goduta nella sua esemplare bellezza, la EP7 non potrà che farvi innamorare, come è successo a me di quel che rappresenta e non solo di quel che può fare. E’ una “macchinetta” che fa battere il cuore.
A me è bastato prenderla in mano per desiderarne ardentemente un esemplare!
Si ringrazia Polyphoto SpA per la collaborazione
Per maggiori informazioni su Pen E-P7 clicca qui – sito ufficiale
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