OM System OM-5 II – Prova sul campo

Testo e fotografie di Ugo Baldassarre
in collaborazione con OM Digital Solution

Evoluzione. Un termine con svariate sfumature che non significa per forza stravolgimento o rivoluzione. Evolvere significa adattarsi a nuove necessità e puntare ad un miglioramento; nel caso di un prodotto tecnologico, elevare l’esperienza d’uso ad un livello superiore. La OM System OM-5 II, evoluzione della prima e apprezzatissima OM-5, incarna questo concetto alla perfezione. Ad un anno di distanza dal lancio sul mercato (e la nostra anteprima) ecco le mie impressioni d’uso dopo alcune settimane di utilizzo. 

Chi segue questo blog da tempo sa quanto io abbia apprezzato, utilizzato e lodato la OM-5 originale, una fotocamera perfetta per ogni tipo di incarico e situazione nel pieno spirito della filosofia Micro4/3. Le aspettative verso la nuova versione erano quindi decisamente elevate come anche la curiosità di vedere cosa OMDS sarebbe riuscita a migliorare su un prodotto davvero molto completo già in partenza. 

il nuovo ed originalissimo colore sabbia

Il primo aspetto che mi ha piacevolmente colpito è stato quello estetico. La OM System OM-5 II ha infatti subito un restyling decisamente funzionale: le linee si sono ammorbidite ma, soprattutto, è migliorato il grip grazie ad un miglioramento nel form-factor che garantisce adesso una presa più salda. Seppur invariata nelle dimensioni, la OM-5 II si lascia impugnare meglio (soprattutto nelle mie mani) e questo rendere l’esperienza l’uso migliore. Sempre per quanto riguarda le modifiche estetiche si segnala la nuova colorazione “sabbia” (davvero originale) che si aggiunge alle classiche “Nero” e Silver”.  

Il nuovo menu ha uno sviluppo orizzontale e diversi colori per identificare le varie sezioni
L’impugnatura è adesso più pronunciata e garantisce una miglior presa

La novità che maggiormente salta agli occhi nel momento dell’accensione è la presenza del nuovo menù, in linea con le ultime uscite OM System, aspetto questo da non sottovalutare soprattutto se siè già utilizzatori del brand. La OM-5 II si inserisce infatti alla perfezione nell’ecosistema di fotocamere OM diventando o una perfetta prima scelta per chi cerca una fotocamera tutto-fare o un perfetto secondo corpo per chi vuole qualcosa di leggero ma prestante da affiancare ad una ammiraglia.
Le novità, come già sappiamo, non si fermano qui. Anche la OM-5 II beneficia dell’aggiunta del tasto CP per l’accesso diretto alle funzioni computazionali (Filtri ND, HDR, Hi-res Shot su tripod o mano libera etc).
Già visto e sperimentato su OM-3, il tasto CP è un’aggiunta ben più che secondaria perché rende
accessibili e utilizzabili tante utilissime funzioni direttamente, senza dover entrare nel menù o creare profili Custom nella fotocamera. Da sempre fiore all’occhiello delle fotocamere OM System, le funzioni computazionali trovano finalmente anche il meritato spazio all’interno dell’ergonomia della fotocamera diventando non più funzioni accessorie ma modalità di scatto vere e proprie sempre a portata di mano.  

Il nuovo tasto CP fa il suo debutto anche sulla OM5 II

Dal punto di vista hardware non ci sono novità: la coppia sensore – processore è immutata (LiveMOS 20 Mpx e TruePic IX), garantendo prestazioni già apprezzate sul modello precedente, un solido AF-c e tracking (121 punti a croce) e la solita, indiscutibile, qualità nel bilanciamento tra colore nitidezza e bilanciamento generale dell’immagine prodotta, soprattutto nei Jpeg OOC.   

Difficile chiedere di più ad una fotocamera, considerando la fascia di prezzo e le caratteristiche tecniche offerte. Contrariamente ad altri brand che applicano una ferrea distinzione tra i loro prodotti, limitando volutamente alcune caratteristiche dei propri prodotti, OMDS va nella direzione opposta, offrendo un pacchetto competo sotto ogni punto di vista.

Parte di una sequenza realizzata con Pro-Capture. Impossibile perdere l’attimo

OM5 II ha tante caratteristiche da top-di-gamma davvero invidiabili, ad iniziare dalla tropicalizzazione con certificazione IP53, la presenza della raffica Pro Capture (lento o veloce fino a 30fps) con pre-scatto regolabile (anche in RAW), uno stabilizzatore IBIS 5 assi (fino a 7,5 stop!) che è ormai il paradigma di mercato e moltissime altre caratteristiche invidiabili che semplificano la vita del fotografo liberandolo da superflui accessori e snellendo al massimo la fase di ripresa.
AF-C e Tracking, sebbene non supportati da riconoscimento soggetti AI, funzionano molto bene e anche il riconoscimento viso, ad uso ritratto, funziona molto bene (con riconoscimento viso generico o occhio specifico).
A semplificare ulteriormente la vita dell’utilizzatore e a sottolineare la completezza del prodotto segnalo la possibilità di creare, tramite MyMenu, una lista di opzioni personalizzata facilmente richiamabile nel Menù con la “stella” e la possibilità di creare ed editare le Aree AF a proprio piacimento, modificando numero di righe e colonne per creare propri target personalizzati.

 

Sempre perfetto, inoltre, il timing di scatto, con una sensazione di controllo assoluto sull’otturatore tramite la precisa corsa del pulsante di scatto, che restituisce una sensazione davvero piacevole come poche altre fotocamere mirrorless riescono a fare, caratteristica questa che rende la OM-5 II una compagna ideale (street, reportage, giornalismo ad esempio) per tutti quei generi dove la precisione e il tempismo di un singolo scatto sono fondamentali. Sono tanti ancora i fotografi (tra cui il sottoscritto) che preferiscono non utilizzare le raffiche o i burst o che non possono affidarsi all’otturatore elettronico per cercare di cogliere il momento perfetto con un singolo click e la OM5 II è una scelta perfetta in questo senso.

Ed eccoci quindi, al punto centrale di questa esperienza d’uso, realizzata in collaborazione con OM Digital Solution che mi ha messo a disposizione, la fotocamera e le due lenti kit previste nei rispettivi kit: OM 12-45mm f/4 Pro e il OM 14-150mm f/4 -5,6 Digital ED II.
E’ purtroppo prassi comune sottovalutare le prestazioni e la qualità degli obiettivi forniti in kit ma vi posso assicurare che non è proprio questo il caso.

Nota: A mia disposizione ho avuto anche il fantastico OM 8-25mm f/4 Pro ma, avendone già parlato in passato, ho concentrato la mia attenzione sui due zoom “normali”. 

OM 14-150mm f/4-5.6 II
Il tutto-fare OM System, con la sua escursione focale pari a 28-300mm equivalenti, è un compagno di avventura e di viaggio davvero invidiabile. Leggerissimo e compatto offre infatti tutto quello che serve per documentare con sufficiente qualità qualsiasi tipo di situazione. L’elevata escursione e l’estrema maneggevolezza ne fanno una lente kit da non sottovalutare. Per i fotografi meno esperti, che non hanno quindi maturato e standardizzato la propria “visione”, un obiettivo di questo tipo è davvero utilissimo, permettendo di passare da una buona ampiezza grandangolare ad una visione “tele” notevole, per isolare dettagli e avvicinarsi senza infastidire. L’eccellente stabilizzazione offerta dal corpo macchina compensa ampiamente la perdita di luce del diaframma (f/5,6), mentre la naturale perdita di nitidezza alla massima focale è facilmente migliorabile con un minimo di post-produzione. Con una escursione di questa portata è naturale dover accettare qualche compromesso, ma in definitiva è stato un ottimo alleato in tantissime situazioni permettendomi di cogliere diverse opportunità e spaziare attraverso situazioni molto diverse tra loro.
Mi ha ben impressionato la fluidità dello zoom, che risulta veloce ma non fuori controllo e la buona reattività dell’AF. La impermeabilizzazione lo rende un compagno adatto a qualsiasi tipo di avventura.
Fotografie di  paesaggio, street, documentazione e foto di famiglia: è stato un compagno utile e versatile, e per questo mi sento di consigliarlo in acquisto kit, soprattutto a chi sta entrando nel mondo della fotografia digitale.

OM 12-45mm f/4 Pro
Quando compare la dicitura Pro tutti gli utilizzatori di questo sistema sanno bene che si sta parlando della massima qualità e prestazioni e anche il 12-45 f/4 non fa eccezione. Ne avevo già abbondantemente parlato in passato (qui) ma in questa sede vorrei porre l’attenzione sulla scelta di questo come obiettivo kit al posto del precedente 14-150 II.
Se il 14-150 è la scelta per chi cerca una ottima flessibilità, il 12-45 è la scelta per chi cerca la massima qualità e minimo ingombro mantenendo una ottima flessibilità ed escursione (24-90mm equivalenti). Il 12-45 Pro copre, esattamente le focali che maggiormente prediligo ed utilizzo, offrendo una qualità ottica sorprendente a tutte le focali e su tutto il fotogramma (senza cali di qualità ai bordi). E’ un piccolo gioiello di meccanica e ottica che non lascia indifferenti e che mostra sa “mostrare i muscoli” soprattutto nelle situazioni più delicate come ad esempio controluce o in presenza di fonti luminose dirette, mostrando un ottimo controllo dell’errore. Piccolo, leggero, robusto e affidabile: un compagno perfetto (per peso e dimensioni) per la OM5 II soprattutto per chi ha già ben chiaro che tipologia di foto intende realizzare e può privarsi di mm extra.

Qualsiasi obiettivo scegliate l’esperienza di scatto sarà davvero convincente

Entrambe le soluzioni kit di cui vi ho parlato offrono una esperienza di scatto appagante e rispondono appieno alla filosofia del formato Micro4/3. La scelta dell’una o dell’altra configurazione dipendono principalmente dal proprio approccio alla fotografia, dalle proprie necessità. La soluzione “tuttofare” offre maggior versatilità mentre la scelta del 12-45 offre un grandangolo migliore e maggior qualità sulle focali coperte, soprattutto in condizioni di criticità. 

OM 8-25mm F/4 Pro
Pur non essendo un obiettivo kit vero e proprio (nel senso che non esiste un pacchetto body+obiettivo già confezionati assieme), l’eccellente 8-25mm Pro potrebbe essere una scelta un po’ più estrema ma allo stesso adeguata per ricoprire il ruolo di zoom versatile, grazie alla sua escursione 16-50mm equivalenti. Di lui vi ho parlato abbondantemente qui, e non posso che confermarne ottima qualità e performance anche sulla OM5 II. 

Bilanciamento colore e incarnato sempre perfetti, come da tradizione OM System

La nuova versione della OM5 quindi, in qualsiasi configurazione, mi ha convinto pienamente, offrendo una invidiabile flessibilità e la giusta dose di novità, tra cui anche (finalmente!) la ricarica via USB-C utilizzabile con la fotocamera accesa: una funzione che in molti apprezzavano sul modello superiore finalmente ha raggiunto anche la serie OM5. In un corpo macchina dalle dimensioni davvero contenute è presente una quantità di tecnologia e funzionalità che nessun altro brand e prodotto possono vantare (e non solo in questa fascia di prezzo).
La OM5 II è insomma a mio avviso un acquisto super consigliato per tutti coloro che cercano una fotocamera digitale mirrorless moderna e flessibile, adatta a qualsiasi utilizzo.

>> Per maggiori informazioni e dettagli visita il sito ufficiale OM System – OM-5 II 

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