Emanuele Lucchetti

a cura di Ugo Baldassarre

Andiamo oggi a conoscere il lavoro fotografico di Emanuele Lucchetti, fotografo e divulgatore che utilizza con estrema soddisfazione il sistema Olympus/OM System per catturare splendide immagini di natura.
Ho chiesto a Emanuele di raccontarci un pò la sua esperienza fotografica con la OM1 (e non solo) e ne è venuta fuori una lunga e interessante lista di considerazioni professionali da parte di chi, come dovrebbe essere, bada al risultato concreto del proprio fotografare.
Vi lascio alle parole dell’autore e alle sue bellissime fotografie.


di Emanuele Lucchetti

Nei tanti anni d’utilizzo del sistema Olympus e con l’entrata di OM System nel Micro 4/3 ho potuto approfondire la fotografia naturalistica on la nuova OM-1 e con le nuovissime ottiche marcate OM System.

Campo Imperatore, Abruzzo

Rispetto alla E-M1 Mark III, la nuova OM-1 è completamente diversa, seppure condivide molti aspetti della sorella mantenendo il cuore Olympus.
Un nuovo feeling quello della OM-1 molto più professionale che nulla ha da invidiare alle full frame, top di gamma dei più blasonati marchi presenti sul mercato.
Corpo ergonomico ed impermeabile, nuovo menù con funzioni sempre più vicine al fotografo,  tasti e comandi personalizzabili che fanno la gioia di ogni professionista.
Ho potuto sperimentare l’innovativo sensore stacked micro 4/3 della OM-1, il primo al mondo, insieme alla tecnologia fotografica computazionale come l’High Res Shot ed il teleconverter digitale 2x, funzioni molto comode nella fotografia wild e naturalistica su soggetti fermi.

In ambito dinamico la OM-1 accoppiata al telezoom M.Zuiko 150-400 f/4.5 TC 1.25 IS PRO è qualcosa di formidabile ed abbinato alla funzione riconoscimento soggetto, tutti gli scatti vengono portati a casa ed hai solo l’imbarazzo della scelta di selezionare quello migliore.

Abbinando i teleconverter MC-14 ed MC-20, la OM-1 si comporta egregiamente e con il tele 150-400 si raggiungono i 1000mm di focale equivalenti a 2000mm nel formato a pellicola 35mm con un risultato fotografico più che accettabile, considerando l’ampia escursione focale.

Nei vari anni di fotografia naturalistica ho avuto modo di provare tanti tele, sia fissi che zoom professionali di altri marchi, ma la comodità del nuovo M.Zuiko 150-400 f/4.5 TC 1.25 IS PRO con un peso di circa 1.8Kg, un teleconverter incorporato di 1.25x ed il design ergonomico, sono stati gli elementi vincenti per poter fotografare i rapaci nella natura, in montagna ed in tutti gli ambienti wild non controllati.

La OM-1 abbinata alle nuovissime ottiche marcate OM System, come il M.Zuiko 40-150mm f/4 PRO ed il grandangolare M.Zuiko 20mm f/1.4 PRO rappresenta un corredo perfetto per l’outdoor. Il 40-150mm f/4 pesa poco più di 300 grammi ed è il più piccolo zoom 40-150mm f/4 al mondo.

L’ho provato con la OM-1 portandolo al collo durante le mie escursioni sul Gran Sasso d’Italia ed è risultato strepitoso per fotografare qualsiasi soggetto in natura come fiori, insetti, farfalle ed utilizzando l’High Res Shot a 50mpx ed abbinando anche il teleconverter digitale 2X si ottengono vere e proprie macro.

scatto Alta risoluzione a mano libera + crop

Il micro 4/3 della OM-1 si è rivelato anche un ottimo sensore per la fotografia di panorami ed il nuovo M.Zuiko 20mm f/1.4 PRO è stato un vero e proprio compagno di viaggio sugli Appennini restituendo splendide immagini del panorama montano.

In conclusione, nei tanti anni passati all’interno di riserve, oasi, parchi nazionali, usando diverse attrezzature fotografiche, venivano alla luce lacune o limitazioni dovute al peso o all’ergonomia dell’apparato fotografico e molti scatti erano off-limits perdendo così il soggetto ed alcuni erano impossibili da fotografare perché lontanissimi o in punti estremi impossibili da raggiungere con una pesante attrezzatura. Finalmente con la nuova attrezzatura Olympus non ho avuto limiti portando sempre con me l’intero corredo OM System (dai telezoom al grandangolo) ed usare all’occorrenza la giusta ottica, anche sulle vette in alta quota sopra i 2.500 metri di altitudine.

Emanuele Lucchetti, classe 1972, Ingegnere Informatico con formazione accademica all’università «La Sapienza»
di Roma ed in Ornitologia con studi universitari su tesi e testi della «Cornell Lab University».
Dal 2010 segue il mondo dei rapaci con monitoraggi, progetti e ricerche oltre a collaborare attivamente come relatore a seminari ed eventi che promuovono tematiche sulla natura.
Di rilievo «Rapaci», scritto dall’autore (giunto alla 2° edizione), il primo manuale divulgativo sulle specie d’Italia, d’Europa e d’America.

Nei suoi 20 anni di lavoro e studio ha scritto decine di libri in ambito naturalistico, tra le sue ultime novità: «Aquile, i grandi rapaci», «Uccelli» (2° edizione) e «Gran Sasso 110 escursioni» (3° edizione).
Sul Gran Sasso d’Italia è l’ideatore del progetto «Birdwatching in Alta Quota» che si svolge ogni anno a Campo Imperatore con eventi fotografici in ambito naturalistico.
Nel 2016 ha formato il GRIFO (Gruppo di Ricerca Fotografica per l’Ornitologia) e nel 2021 ha creato «WildBirds Italia».
Insieme al Soccorso Alpino di L’Aquila ha partecipato al progetto «Emergenza Abruzzo» sul terremoto del 2009 con un reportage fotografico «Abruzzo: gli occhi del Soccorso» pubblicato sulla «Rivista del CAI». Una mostra fotografica dell’autore sul terremoto di l’Aquila 2009 è stata allestita a Roma nel Palazzo dei Congressi al “6° Salone della Montagna” in occasione di “Appennini Expo” oltre ad essere esposte in Polonia con l’iniziativa “La Polonia incontra l’Abruzzo” promossa dall’UNCEM Lazio.
Nel 2014 all’Olympus Photo Contest, le sue opere sono arrivate tra le prime 300 al mondo votate on-line classificandosi al primo posto tra gli italiani nella sezione “Olympus E-5”.
Dal 2006 svolge l’attività di divulgatore scientifico e fotografo professionista accreditato con le principali case fotografiche nipponiche promuovendo sistemi e tecniche nei settori della fotografia naturalistica.

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