di Ugo Baldassarre
Micro 4/3 Italia si dedica alla diffusione del sistema fotografico m4/3, ma non solo. Ci piace la fotografia, anzi la buona fotografia, e ci piace conoscere nuovi autori che possano essere di ispirazione per tutti i nostri lettori. L’ospite di oggi, si pone decisamente in questa categoria.
Sono pochi quelli che in Italia si interessano di fotografia e non conoscono il nome di Angelo Ferrillo ed è per questo motivo che sono particolarmente onorato di questa intervista.
Possiamo comunque saperne di più su di lui leggendo la sezione Bio del suo sito che vi invito a visitare.
Potremo riassumere la sua carriera come il “sogno americano” di ogni giovane fotografo italiano.
Dagli esami di ingegneria a famoso fotografo professionista e testimonial dei più grandi brand. C’è stato un momento particolare che ricordi come fondamentale in questo percorso?
Beh, sicuramente le milestones sono da vedere nel primo approccio alla fotografia (17 anni, con una Polaroid), il mio trasferimento a Milano (che ha permesso di vedere la fotografia con un occhio totalmente nuovo e spingere verso il lavoro), la chiusura dei miei rapporti con il mondo della progettazione, per passare alla fotografia a tempo pieno e poi l’arrivo in Hasselblad (un brand che ha solo chiesto qualità e contenuto nelle mie immagini e mai prestazioni legate a tecnicismi che poco hanno a che fare con la loro filosofia).

E’ ancora possibile, nel 2019, considerando lo stato attuale del mercato fotografico, fare una scelta come la tua?
Mah, io credo di si. Bisogna però avere una mente fresca ed aperta. La fotografia, come dico spesso ai miei alunni, non è più solo fare ‘click’, ma si compone di altri elementi altrettanto fondamentali. Comunicare, scambiare status ed opinioni, presenza fuori e dentro al mercato. Oramai la professione del fotografo non ha più nulla di meno di altre professioni.
Come sta, insomma, la fotografia contemporanea?
Vive un periodo di vivacità e grandezza che mai ha avuto. Oggi più che mai la fotografia è viva.
Si tratta di un vero e proprio linguaggio, con tutte le sue strutture grammaticali e logiche. Come dicevo prima, oggi essere fotografi non deve essere limitante e limitato alla mera produzione. Bisogna essere in grado di capire le qualità di questo potente mezzo e farle con vivere con altre. Contaminazione, sviluppo, opportunità.
Street, reportage, storytelling. Etichette importanti o parole sopravvalutate? Cosa conta davvero, secondo te, per fare un buon lavoro fotografico?
La diatriba sull’attribuire ‘etichette’ non finirà mai. Rimane una considerazione (ed una domanda) da farci: questo genere di domanda e di disamina, l’avete mai vista fare da un grande della fotografia? Oppure è una inquietudine che vive nel sottobosco di chi ha poco da dire e molto da parlare?
Detto questo, giusto per introdurre il mio pensiero, ritengo che bisogna essere presenti, attenti, fortemente motivati.
La fotografia ha bisogno di occhio, certo, che va allenato. L’allenamento non è SOLO scattare il più possibile, più giorni alla settimana. Bisogna avere cultura, leggere, conoscere autori, andare a mostre, eventi, conferenze, scambiare opinioni (non da haters) cercare di evolversi e riuscire a vedere ciò che normalmente ci passa sotto gli occhi, rendendolo un punto fisso con la fotografia.
Uscire dall’idea di voler dimostrare qualcosa e chiedersi sempre se il mondo ha bisogno di un’altra immagine vuota.

E poi, altra parola temutissima: privacy. Come ti comporti in strada, tenendo a mente possibili usi futuri delle immagini? Ci sono differenze culturali tra Italia ed estero che permettono più o meno semplicemente di fotografare, liberamente, in strada?
Partiamo da un presupposto: la privacy con la fotografia c’entra come il grana grattugiato su un piatto di linguine all’astice.
Si tratta, da un punto di vista legale riferirsi all’Art. 11 del Codice Civile nel caso.
Consapevolezza, rispetto, etica. Questo va tenuto presente, sempre, quando si fotografa. Un volta che sei in linea con valori morali e legge, il problema non sussiste.
All’esterno si affronta la fotografia (da soggetti) con uno spirito diverso, più leggero, si capisce che la memoria storia ha bisogno di essere alimentata e per alimentarla bisogna anche fotografare. I nostri posteri, nel 2300 crederanno che siamo nati tutti adulti, perché non ci saranno più foto di bambini. E molte volte mi è capitato di sentirlo dire proprio da chi è vicino al mondo della fotografia, non volere che gli si facessero foto. Mhhhh… rimango perplesso.
In una tua recente video intervista per Fowa Tech Bar ti ho sentito dire che hai sempre in borsa una Panasonic Lumix GX9.
Quale è la tua combinazione preferita?
Si, uso la mia GX9 e mi ci trovo benissimo. Ho solo un’ottica, il 15mm F1.7 (Panasonic Leica Summilux 15mm f/1,7). Non ho altre ottiche e nemmeno mi servono. Ho sempre preferito documentare vivendo in prima persona le scene.
Hai mai usato la Panasonic per lavoro o sempre come piano B? Hai qualche fotografia da mostrarci, con questo sistema?
Certo. Più di una volta. Perché ‘piano B’? C’è qualcuno che crede di non poter usare professionalmente una micro 4/3? Nel 2019?

Vorrei concludere parlando di 258 MINUTES, che è il tuo ultimo progetto personale, diventato un libro e un porfolio apprezzatissimo in diversi festival fotografici. Ce ne vuoi parlare brevemente?
È un mio viaggio fotografico nei luoghi degli attentati di Parigi del 13 novembre 2015 (la notte del Bataclan per capirci). Ho realizzato un anno dopo una rievocazione spazio/tempo a Parigi, frutto di una progettazione durata un anno. Il libro è curato a Benedetta Donato e contiene anche un testo di Giovanni Gastel.
Si, il lavoro sta andando molto bene, il libro è quasi esaurito e i riscontri sono tutti positivi.
Grazie mille per la tua disponibilità e soprattutto per le bellissime immagini che hai voluto condividere con noi.
Grazie a voi. Per qualsiasi necessità, sapete dove trovarmi. Un saluto a tutti i lettori.
Tutte le foto a corredo dell’articolo e delle gallery sono di Angelo Ferrillo e vengono utilizzate con il permesso esplicito dell’autore.
Contatti:
Angelo Ferrillo
https://www.angeloferrillo.com/
https://www.instagram.com/pherrillo/
https://angeloferrillo.wordpress.com/
Per acquistare una copia del libro, potete contattare direttamente l’autore. Per maggiori informazioni >>>> cliccate qui















