Un weekend con la G9 II

Testo e fotografie di Ugo Baldassarre
in collaborazione con Studio Fotografico Orlando

Ho avuto modo, a diversi mesi dall’uscita, di utilizzare per qualche giorno una Lumix G9 II, ammiraglia fotografica del marchio Panasonic per il sistema G (Micro4/3) ed ecco le mie impressioni d’suo. 

Non appena lanciata sul mercato, la prima impressione che ebbi, basandomi sulle fattezze e la nuova estetica proposta, non fu particolarmente positiva: vedo sempre di buon occhio il continuum progettuale mentre quei prodotti che costringono l’utente a modificare il proprio approccio all’uso li considero spesso un “tradimento” verso il progetto originale. La G9 II, che ha le stesse identiche fattezze della Lumix S5 II mi sembrava quindi, inizialmente, aver snaturato il prodotto a favore di di una produzione semplificata. 

Mi sono dovuto ricredere. La nuova Panasonic Lumix G9 II, pur modificata nell’estetica mantiene e – soprattutto migliora – le caratteristiche fisiche del precedente modello grazie ad una miglior razionalità profusa nella progettazione. Anche se diversa nell’estetica e nella conformazione, si impugna in maniera molto similare a dimostrazione di una ergonomia molto simile al passato: inoltre sono state limate molte piccole imperfezioni, come ad esempio la ghiera frontale che adesso è coassiale con quella del pollice; la corsa di alcuni tasti dedicati è stata migliorata (ad esempio il tasto AF-ON) e, ovviamente è stato completamente rivisto lo stick direzionale, finalmente milti-direzionale e molto più comodo e reattivo. 

 

Come da tradizione, quasi tutte le modalità principali d’uso sono azionabili “analogicamente”, spostando una ghiera (modalità di esposizione, tipologia di scatto) o un interruttore (selettore AF) e i tasti presenti hanno già una precisa funzione di default e non un generico FN-x come sulla precedente, cosa se semplifica maggiormente l’avvicinamento iniziale all’uso del prodotto. Nel restyling sono andati perso il selettore meccanico frontale che permetteva di silenziare la macchina con un semplice gesto (o da programmare in altro modo) e il display di stato superiore che, a mio avviso, serviva a poco su una fotocamera di questo tipo che può visualizzare tutte le funzioni e le informazioni possibili e immaginabili sia sul monitor che nell’EVF.
Veramente ben fatti gli sportellini laterali a copertura delle connessioni USB, HDMI, etc, con un meccanismo a cerniera comodo a pratico. Ottimi sia il display orientabile (classico, non come quello della GH6) e il mirino EVF, grande risoluto e con una ottima fluidità.  

La G9 II è la prima fotocamera Micro43 ad infrangere il muro dei 20MPX con un sensore ad AF ibrido (contrasto + fase): a differenza della GH6 infatti, la nuova Lumix pareggia con la concorrenza OM System su questo fronte mantenendo anche il vantaggio di una maggior risoluzione (CMOS 25Mpx BSI); d’altro canto però è il sensore Panasonic è un sensore di tipo classico che non raggiunge le prestazioni di trasferimento del modello stacked impiegato sulla OM1 e sulla OM1-II, pertanto più che un confronto diretto andrebbe fatta una riflessione sul quale sia il tipo di fotografie o di impegno in cui si intenderà cimentarsi.
Il comparto computazionale Panasonic è di prim’ordine, con una ottima gestione del riconoscimento soggetti e ottime performance soprattutto nel riconoscimento umano (già molto buone sulla vecchia G9 a dirla tutta), e con la presenza di altri soggetti pre-impostati (Olympus ha fatto scuola, non c’è che dire). Non ho potuto fare confronti diretti con una OM1/ OM II ma mi pare che, nel mio tipo di utilizzo, le macchine siano tutte molto valide.
Molto ben strutturata la modalità di scatto Hi-Res, disponibile sulla G9 II sia in modalità treppiede che “mano libera” con risoluzione massima di 100MPX: un po’ meno rapida nel montaggio rispetto alla OM1/OM1 II ma il risultato è altrettanto impressionante (simpatica la possibilità di simulare l’audio dell’otturatore per avere un riferimento di quando la macchina sta scattando). 

 

La sensazione di scatto è molto molto buona; contrariamente a quanto rilevai nell’uso della GH6, la reazione della G9 alla pressione dello catto II è perfetta, con una ottima sensazione di controllo sull’attimo da cogliere.
Anche lo spostamento dell’interruttore di accensione lo trovo molto positivo in quanto non ho mai apprezzato moltissimo lo “stile Nikon” con l’ON/OFF vicino al tasto di scatto. Ottima la presenza di numerose C (Custom Mode) sulla ghiera: alla voce C3 infatti è infatti possibile associare altre 3 sub-custom (C3-1, C3-2 e C3-3) per una ampia configurazione e personalizzazione della fotocamera. 

Purtroppo il tempo avuto a disposizione non mi ha ancora permesso di fare valutazioni su importanti parametri quali autonomia della batteria, precisione dell’ AF-c e del tracking, percentuale di foto a fuoco etc. avendone fatto solo un “uso turistico” in un fine settimana neanche particolarmente fortunato come luce. Le foto portate a casa sono state del tutto soddisfacenti, con ottima quantità di dettagli e informazioni e una buona qualità del file che non sembra accusare il colpo di una maggior quantità di pixel rispetto al precedente. Anche il bilanciamento del colore mi è apparso molto curato, nei limiti del rispetto del “timbro” Panasonic, con una maggior neutralità dei toni rispetto al modello precedente (chi utilizza già prodotti Lumix sa di cosa parlo). 

L’intera esperienza d’uso è stata effettuata utilizzando il solo Leica DG Vario-Elmarit 12-60mm f/2,8-4 OIS che è anche l’obiettivo kit della serie G9. Sia per tipologia di focale (24-120mm eq) che per qualità della stessa, l’obiettivo è risultato un compagno di viaggio perfetto, offrendo sempre una ottima qualità di immagine, incisione nei dettagli e contrasto. Pur non avendo una luminosità elevata, grazia anche all’ottima stabilizzazione combinata con il corpo macchina, si lascia utilizzare perfettamente in qualsiasi situazione, con ottimi risultati.

La combo si è comportata benissimo anche come comodità di trasporto poiché a discapito delle apparenze massicce, la G9 è comunque leggera e maneggevole,

Per quanto potuto constatare fin ora, posso dire che nonostante la lunga attesa, i possessori di G9 originali sono stati ripagati con un “sequel” davvero ottimo: chi avrà avuto la pazienza di attendere, sarà ricompensato da un prodotto all’altezza delle aspettative, moderno e competitivo.
Il peggior nemico della G9 II potrebbe infatti essere proprio la sua tempistica nell’uscita: i troppi anni trascorsi dal modello precedente potrebbero infatti aver spostato anche utenti affezionati su altri brand o prodotti, ma questo lo scopriremo solo con i dati di vendita nel medio-lungo periodo.

Per quanto rilevato in  questa prima esperienza d’uso, posso affermare la G9 II è una macchina fotografica ottima, tenendo anche conto del prezzo di listino molto aggressivo cui viene proposta.

Le fotografie sono state realizzate in val Pusteria (Villabassa, Lago di Braies e Trento) da Ugo Baldassarre

 

 

Si ringrazia il negozio STUDIO FOTOGRAFICO ORLANDO di Montecchio Emilia RE per aver fornito la fotocamera per il test.

Commenti all'articolo

2 commenti su “Un weekend con la G9 II”

  1. Buongiorno a tutti non so che fotocamera comprare fra la Panasonic G9 mark II o la Olympus OM1 mark II per foto avifauna
    Grazie a tutti
    Saluti Giacomo69

  2. In linea generale direi che sono entrambe ottime candidate. la Om-1 II ha una tecnologia più specifica mentre la G9II è una macchina forse un pò più versatile (si parla di piccolezze eh).

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