Testo e fotografie di Ugo Baldassarre
Torniamo ad occuparci, dopo l’eccezionale Sigma 56mm DC DN, di una altra lente molto seguita da tutti i possessori di sistemi Micro4/3. Focale classica per gli usi più vari, il Sigma 16mm f:1.4 DC DN equivale ad un 32mm sul formato classico, ossia un “normale” con una leggera propensione al grandangolo, in grado, quindi, di svolgere tanti ruoli.
Questa volta, però, il nostro dovrà vedersela con una agguerrita schiera di concorrenti, al contrario del suo fratellone che si andava a posizionare in una nicchia “scoperta”.
Il range di focali compreso tra i 30mm e i 34mm è infatti bello pieno di concorrenti: dal Panasonic Leica 15mm f/1,7, allo Zuiko 17mm f/1,8 per arrivare al super professionale Zuiko 17mm f/1,2 Pro. Qualità per tutti i gusti e per tutte le tasche, insomma.
Dove si va a posizionare, quindi, il Sigma 16mm all’interno di questo panorama? A chi si rivolge? E come va? Queste sono le domande cui abbiamo provato a dare una risposta in questo approfondimento.

La prima cosa che salta subito all’occhio, una volta aperta la confezione, sono le dimensioni e il peso della lente. Il Sigma 16mm ha dimensioni importanti, molto vicine a quelle del top di gamma Olympus, con cui condivide anche l’elevata lumonisità (f/1,2 vs f/1,4).
La focale equivalente di 32mm rendono questo obiettivo un versatile compagno di viaggio, che spazia dal panorama al ritratto ambientato, passando per la street e il reportage.
L’ho utilizzato come fedele compagno di scatto in diverse occasioni e nel recente viaggio fotografico tra Puglia e Basilicata, usandolo per documentare il quotidiano, con la classica inquadratura che da sempre contraddistingue la fotografia di strada.
Tralasciando per un attimo le dimensioni, parliamo di questa lente sul fronte dei risultati. Come ci si aspetta da una ottica Sigma di nuova generazione, la lente è molto performante. Pur non essendo una lente della categoria “art” bensì della “Contemporary”, presenta una costruzione davvero ben fatta, con barilotto in metallo, fluida e comoda ghiera per la messa a fuoco, baionetta in metallo e, come nel caso del 56mm, una guarnizione che assicura protezione contro infiltrazioni di liquidi e polvere dal bocchettone del corpo macchina. La lente, quindi, non è tropicalizzata ma si presenta costruita molto bene e non sfigura anche sui corpi macchina più professionali.


La qualità di immagine, come si accennava, è di ottimo livello. Sebbene le prestazioni del “super” 17mm Pro a tutta apertura sono decisamente superiori (costa tre volte il Sigma), con gli altri contendenti le cose si fanno molto più interessanti. Fermo restando che tutti i giocatori in gara offrono grandi prestazioni, devo ammettere che il Sigma figura davvero bene. Alla massima apertura di diaframma questo 16mm ha nitidezza a sufficienza per farsi utilizzare tranquillamente (molto utile su alcuni tipo di ritratti, ad esempio, ove si voglia contenere un dettaglio troppo esasperato), mentre inizia a dare il meglio di sé chiudendo leggermente. Quello che conquista subito, di questa lente, sono i colori e lo sfuocato, davvero di ottimo livello.
Anche le prestazioni dell’autofocus sono state ottime: nessuna incertezza e sempre grande reattività sui diversi corpi macchina provati (Panasonic GX8, Olympus Em1 & Em1X).
Come tutte le lenti non PRO, anche la messa a fuoco manuale sul Sigma 16mm avviene tramite una ghiera che non ha un funzionamento meccanico, ma è di tipo “by wire”, ma c’è da segnalare l’ottima fluidità e risposta della stessa.
Se sulla qualità quindi non c’è proprio da lamentarsi, c’è da fare qualche considerazione sul discorso dimensioni. Se mettessimo in ordine di prezzo le focali citate in apertura di articolo, il sigma sarebbe in prima posizione come, mentre come dimensioni finirebbe ultimo (è decisamente il più grosso, pur essendo il meno costoso). Difficile dare quindi una valutazione a questo proposito, propenderei quindi per una analisi delle proprie necessità operative.
Personalmente, ad esempio, non riesco ad usare lenti troppo leggere quando devo lavorare “seriamente”, ad esempio durante un matrimonio o una sessione di ritratto: mi piace sentire in mano il vetro e poter maneggiare con sicurezza la mia attrezzatura. Al contrario, per discrezione, invisibilità e mimetismo una lente piccola è invece preferibile quasi sempre.
Usare una lente fissa è una questione di abitudine, soprattutto le focali intorno al 35mm diventano come una estensione del corpo e dell’occhio per il fotografo per cui, è anche, quasi sempre una questione di adattamento. Dopo diversi giorni con l’ottica in oggetto montata sulla macchina non avvertivo più così marcato il problema della dimensioni.

Il Sigma 16mm f:1,4 DC DN si conferma una lente di ottima qualità che può fare la felicità di chi cerca un ottimo 30-35mm equivalente con una proprio carattere e una certa consistenza. Essendo una lente progettata e commercializzata per sensori più grossi, paga lo scotto di avere delle dimensioni importanti e in controtendenza con la filosofia “mainstrem” del mondo Micro4/3, ma questo è un fatto soggettivo anche considerando che non sono pochi gli utenti che invece gradiscono dimensioni più importanti del proprio corredo.
Adatto a svariati i tipi di utilizzo, può risultare un po’ sproporzionato sui corpi macchina più piccoli (per i qualsi si consiglia un grip aggiuntivo) mentre è un buon compagno di scatto per chi possiede corpi di gamma pro o comunque con una comoda impugnatura.
Chi cerca un ottimo fisso di questa focale e non vuole investire sullo Zuiko Pro troverà nel Sigma una ottima alternativa ad un terzo del prezzo del primo con tanta qualità e una luminosità di poco inferiore.
Pro:
Costruzione
Colori e contrasti ottimi.
Sfuocato morbido
Autofocus reattivo
Luminosità
Prezzo
Contro:
Peso e dimensioni non per tutti
Categoria inflazionata
Si Ringrazia M-Trading e Sigma Italia per la collaborazione. Micro4/3 Italia incentiva e supporta solo il mercato di importazione ufficiale italiana. Tutti i prodotto M-Trading hanno 3 anni di garanzia*
Note:
L’articolo è basato su impressioni di uso del prodotto e non rappresenta un test scientifico dello stesso.
Tutte le foto a corredo dell’articolo sono di Ugo Baldassarre (www.ugobaldasssarre.com).
TI PIACE MICRO4/3 ITALIA?
Sostieni il blog e il progetto con una piccola donazione (vedi home page)




















