Road to the X – pt.2

a cura di Ugo Baldassarre

[Seconda parte del nostro percorso di avvicinamento alla nuova EM1-X con questo  speciale dedicato alla Em1.2 e prepariamoci, all’ultima parte che sarà il nostro vero e proprio test sul campo della nuova ammiraglia]

 

Olympus, con la sua serie OMD, il continuo sviluppo di lenti di alta (Premium) ed altissima qualità (Pro) aveva creato, in meno di un decennio, le basi di un sistema fotografico potente e versatile. Il sistema iniziava a fare gola a tanti fotografi che iniziavano ad essere stanchi dei pesi e dei volumi delle loro attrezzature. Olympus non era certo l’unico marchio a produrre Mirrorless, ma era sicuramente quello che, più di tutti, aveva centrato il vero nocciolo della questione: qualità e trasportabilità senza rinunce.

Era però arrivato il momento di far fare al sistema il salto di qualità, di portarlo all’attenzione del grande pubblico, di accontentare le richieste più specifiche dei professionisti e limare qualche ultimo piccolo dettaglio.

Inizia quella che Olympus stessa denomina “Revolution”, con l’introduzione della nuova ammiraglia, la OMD EM1 Mark2.
La nuova macchina ha tutto quello che deve avere l’ammiraglia del marchio, elevato all’ennesima potenza. Qualsiasi aspetto tecnologico viene potenziato rispetto al modello precedente, senza però stravolgerne il “concept” originale, ed infatti, esteticamente, la macchina mantiene la stessa fisionomia della precedente EM1 (solo il display diventa articolato e non più basculante).
Viene introdotta una nuova batteria, ad alta capacità, soluzione che elimina il gap prestazionale dell’autonomia di funzionamento rispetto al mondo reflex: è il terzo modello di batteria che Olympus introduce in quasi 10 anni, a conferma dell’attenzione alla compatibilità dei propri prodotti da parte del marchio nipponico.

 

 

Con il Battery Grip montato la EM1.2 è una vera ammiraglia professionale
Il nuovo battery grip replica anche il D-pad adesso rendendo l’uso in verticale identico a quello classico

Nuovo il Mirino EVF, nuovo il display, nuovo il sensore di immagine, nuovo l’otturatore: ogni aspetto viene “upgradato” per prestazioni al top della categoria.
Compare il doppio slot di memoria SD, come sulle migliori professionali ,e la possibilità quindi di gestire il backup della scheda direttamente in macchina; c’è il supporto alle nuove schede di memoria UHS-II per gestire le raffiche e i filmati in alta definizione.

Ma la vera novità, in grado di far fare il salto di qualità alla macchina e a tutto il sistema, è il nuovo sistema di Autofocus-Continuo che risulterà, al momento dell’uscita della macchina, tra i migliori, se non il migliore nel mondo mirrorless. Il nuovo sistema AF-c, unitamente alle nuove modalità di scatto che arrivano a 18scatti al secondo (più veloce di qualsiasi reflex), inizia a far gola a tanti appassionati e professionisti che decidono di fare il grande salto e liberarsi di corredi grossi e pesanti. Poter utilizzare lenti come il 300mm Pro f/4 (un 600mm!!) a mano libera e con pochissimi ingombri inizia a solleticare molti appassionati di sport e wildlife.
Nessuna fotocamera Olympus, prima della EM1 Mark2, aveva fatto migrare tanti utenti da altri sistemi al proprio. Revolution, appunto.

La Em1.2 non teme alcuna condizione meteo grazie alla sua perfetta tropicalizzazione

Assieme alla OMD Em1 Mark 2 Olympus inizia a scommettere anche sul mondo professionalea 360 gradi. Il sistema ormai permette di svolgere qualsiasi genere fotografico senza limitazioni. Aumentano i fotografi di riferimento dei programmi Visionary e Ambassador, sparsi per tutto il mondo, e molti di loro sono professionisti arrivati da altri sistemi, fatto che sottolinea ulteriormente la qualità del sistema, rendendo la qualità dei lavori proposti indipendenti dal formato e dal sensore utilizzato.
La Olympus EM1.2, lanciata al prezzo di €1990€ solo corpo è la micro4/3 più costosa mai commercializzata; con il Battery Grip HLD9, anche esso modificato e migliorato rispetto al precedente, si superavano le 2300€, ma questo non ne ostacola il successo e le vendite, anzi! Ancora oggi, a a tre anni dal lancio (e con i dovuti abbassamenti di prezzo) le vendite sembrano non arrestarsi.

La Em1.2 risponde alle esigenze di tutti i fotografi esigenti con una serie di innovazioni e accorgimenti che la rendono praticamente perfetta a tutti gli utilizzi.
Il comparto fotografico beneficia del nuovo sensore da 20 Megapixel che migliora ulteriormente definizione, qualità alle alte sensibilità e gamma dinamica.
Il comparto video si fregia di un ottimo 4k video che può sfruttare la stabilizzazione del sensore, rendendo di fatto quasi superfluo un sistema di stabilizzazione meccanico esterno (in molte situazioni).
Il nuovo sistema di stabilizzazione, ulteriormente raffinato, assieme al nuovo obiettivo Zuiko 12-100 f/4 Pro, lanciato assieme alla macchina, garantisce una stabilizzazione record di 6.5 stop!!! La Em1.2 con l’ottica in oggetto riesce a raggiungere tempi di esposizione a mano libera di alcuni secondi. Nessun altro sistema può neanche lontanamente avvicinarsi a questi risultati.

 

 

Nel frattempo la gamma di obiettivi professionali si completa con i tre fissi PRO f/1,2. Il sistema Olympus è completo ed estremamente potente e versatile.

Il mercato fotografico però non si ferma, anzi, sembra sempre accelerare. Il mondo delle fotocamere mirrrorless non è più un ripiego ma è diventato primario per tutti i concorrenti in gara, motivo per cui le soluzioni tecnologiche e le proposte della concorrenza si susseguono in maniera imperterrita. Anche in questo caso, Olympus, come già in passato, è stata molto attenta ai propri prodotti, e con un sostanziale aggiornamento software introduce alcune nuove caratteristiche, fortemente richieste dai propri utenti, sulla sua ammiraglia per colmare qualche piccolo gap prestazionale, dando nuovo lustro al suo prodotto top di gamma.

A febbraio 2019 viene introdotta sul mercato una “special Silver edition” in versione limitata a 2000 pezzi per festeggiare il centenario del marchio giapponese.

La Em1.2, come detto, è stata una macchina di enorme successo commerciale, e proprio questo, rappresenta, in un certo senso, un problema. Tutti i fotografi professionisti sanno, da sempre, che le macchine di gamma “pro”, hanno una “curva di apprendimento” molto elevata: significa che necessitano di dedizione e tanto utilizzo sul campo prima di essere tarate esattamente sulle proprie necessità operative. Il nuovo ed evoluto sistema autofocus della Em1.2 è completamente diverso da quanto visto fino a quel momentoe questo si traduce in molte più opzioni e parametri da regolare accuratamente: questa complessità operativa sembra scoraggiare chi si aspettava di trovarsi tra le mani un oggetto “friendly”, pronto all’uso alla prima accensione.

Il menu dei settaggi dell’ AF è diventato molto più complesso e necessita di un settaggio molto accurato per dare il massimo

Olympus, da sempre, come abbiamo avuto anche modo di apprezzare in questa lunga carrellata, si è distinta per le innovazioni nei proprio strumenti fotografici che mai hanno però messo la figura del fotografo in secondo piano: l’utilizzatore dell’apparecchio resta il centro dell’attenzione, il fotografo è il protagonista, con strumenti sempre adatti, completi e piacevoli da utilizzare: qualsiasi Olympus User sa bene che mai, in nessun caso, si sente schiavo dell’apparecchio, ma sempre, incece, elemento attivo e fondamentale nella realizzazione delle proprie immagini.

Tuttavia Olympus non è sorda alle esigenze dei propri clienti più esigenti e decide, con un notevole sforzo di ricerca e progettazione, di offrire un nuovo, incredibile, strumento per tutti coloro che cercavano qualcosa di ancora superiore sotto i (pochi) punti migliorabili.

Nasce così, proprio dall’esigenza di rendere perfetta l’esperienza d’uso dell’ammiraglia Olympus, il progetto X. E’ il momento della Absolute Confidence.

Commenti all'articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

3 − 2 =