a cura di Mia Battaglia
Le fotocamere moderne offrono diverse opzioni in relazione all’HDR. In alcuni casi arrivano a creare un HDR finito “in camera”. Quelle più evolute (in questo caso ho usato una Olympus E-M1 mkII) eseguono realmente la sequenza di scatti in bracketing, applicando infine una serie di parametri preimpostati per arrivare al risultato JPG finito.
Con questo semplice test ho voluto verificare se queste opzioni siano da tenere in considerazione o meno.
Se avete fretta di conoscere il risultato, la risposta in sintesi è semplice: lasciate perdere!
Se invece volete saperne un po’ di più, trovate qui sotto alcuni esempi: i due HDR in camera previsti da Olympus, un HDR fatto usando un software specializzato (Photomatix) ma partendo da uno scatto unico, lo stesso scatto unico senza elaborazione HDR ma con ottimizzazione in Lightroom e infine un HDR fatto con Photomatix partendo da una sequenza di 5 scatti.
Impostazione HDR-1La prima impostazione disponibile è definita “HDR 1”. La fotocamera scatta quattro immagini in sequenza variando automaticamente il tempo di esposizione. Queste quattro immagini vengono poi istantaneamente assemblate in un JPG finale. Il risultato non è pessimo, ma non riesco a definirlo interessante: con un po’ di sforzo in più si ottengono risultati di livello completamente diverso. |
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Impostazione HDR-2La seconda impostazione è “HDR 2”. La fotocamera scatta sempre quattro immagini in sequenza ma la “forbice” sull’esposizione aumenta. Il JPG finale, secondo me, è pessimo: contrasto azzerato, colori sbiaditi, dettagli visibili anche nelle zone più sottoesposte ma al prezzo di una totale mancanza di naturalezza dell’insieme. |
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HDR da scatto singoloPer questa immagine sono partita da uno scatto singolo eseguito in RAW. Lo scatto è stato poi dato “in pasto” a Photomatix, e il risultato è quello che si vede. |
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Scatto singolo (non HDR)…tuttavia fare HDR da scatto singolo è, prima di tutto, una contraddizione in termini: infatti se lo scopo è quello di avere un range dinamico maggiore di quello disponibile con uno scatto solo, fare HDR da uno scatto solo è proprio questo: una contraddizione. |
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HDR da sequenza di 5 scattiL’esempio finale è, ovviamente, un HDR vero, creato da una sequenza di 5 scatti in bracketing (0, -2, -4, +2, +4) e elaborato poi con Photomatix. Nota: in questo caso, almeno su Olympus, tornano comunque utili le pre-impostazioni HDR: dopo le prime due modalità commentate all’inizio, il selettore propone diverse possibilità di bracketing preimpostate (3, 5, o 7 scatti): impostando una di queste la fotocamera, ad ogni pressione del tasto di scatto, esegue il numero di scatti previsto variando automaticamente l’esposizione. Di fatto il selettore HDR imposta, con un solo comando, sia la raffica (in modalità veloce e limitatamente al numero di scatti previsto) che la forbice di esposizione, rendendo così il tutto molto semplice e veloce sia da attivare che da disattivare. |
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Ingrandimento dello scatto singoloLa cosa da osservare è la definizione dei dettagli, in particolare nelle zone più scure, soprattutto sugli oggetti presenti sul tavolino. Dopo averli osservati con cura, soprattutto le setole della spazzola, è facile notare le differenze rispetto all’esempio successivo. |
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Ingrandimento dell’HDRConfrontando questa sezione con la precedente si notano subito alcuni particolari: prima di tutto il rumore, pur presente, è gestito meglio. E, soprattutto, i dettagli sono di altro livello: le citate setole della spazzola sono l’elemento che maggiormente riesce ad evidenziare questa differenza. |
Per chi avesse piacere di visualizzare singolarmente le immagini usate in questa pagina ecco il link per scaricarle: https://drive.google.com/drive/folders/131bSIyiVSi5RzWlF3hOL8ANDkk-ZR5-X?usp=sharing







