a cura di Ugo Baldassarre
Assieme al lancio della nuova OM-D E-M1 Mark III, la casa nipponica aveva presentato un nuovo componente della ormai ben nutrita schiera degli zoom professionali.
Ne avevamo già parlato in sede di anteprima; adesso è il momento di trarre qualche conclusione alla luce delle prestazioni mostrate.
Credo sia fondamentale, per comprendere appieno l’oggetto in questione, capire in che maniera si vada ad inserire nella line up e nella filosofia di prodotto Olympus.
Dato il proprio range di focale è una lente che si va a sovrapporre con altre lenti già in commercio per questo sistema fotografico e questo particolare non ha risparmiato al nuovo arrivato un po’ di scetticismo.
Di seguito proverò a spiegarvi perché invece questa lente risulti essere davvero equilibrata e interessante per una buona fetta di possessori di fotocamere Olympus e Micro4/3 in generale.

Se facciamo un passo indietro, di qualche anno, scopriremo che Olympus ha sempre avuto un “debole” per gli zoom tuttofare di qualità. Il 14-54 f/2,8-3,5 Pro fu fatto in due versioni nel giro di pochi anni e il 12-60 f/2,8-4 Pro gli si andò a “sovrapporre” poco dopo, e non dimentichiamo l’eccezionale 12-35 f/2 Top Pro.
Il fatto Olympus stia andando a “limare” così in profondità le differenze dei propri prodotti per adattarli alle esigenze di tutti dovrebbe spingere a riflettere sul presunto incerto futuro del sistema: chi farebbe questo tipo di investimenti se non pensasse a lungo termine?

Il nuovo Zuiko 12-45 Pro sembra essere il vero erede di qualità di quello che fu il primo zoom ad accompagnare l’uscita della OM-D E-M5, il 12-50 EZ: un tuttofare compatto ma estremamente versatile con una elevata attitudine all’outdoor estremo (era infatti il primo tropicalizzato per OM-D). Ben lungi dall’essere una lente qualitativamente impressionante è stato per anni la lente kit di riferimento per chi cercava un tuttofare versatile (partiva da 12mm e aveva buone capacità macro).

La prima cosa per cui il nuovo nato si fa notare è la dimensione assai compatta. Il range costante di apertura di diaframma pari a f/4 ha reso possibile contenere sia le dimensioni che il peso.
La seconda cosa che salta subito all’occhio è la mancanza, sul barilotto sia del tasto L-Fn che della MAF meccanica: la ghiera preposta al focheggiamento manuale è infatti solo di tipo by-wire e non meccanica.
E’ una scelta, questa, che rende unico questo nuovo nato nella famiglia PRO, quasi un nuovo capostipite di una nuova serie professionale più orientata a contenere pesi e dimensioni.
La mancanza del selettore AF-MF tramite lo spostamento della ghiera potrebbe essere, per molti, addirittura più un vantaggio che uno svantaggio: spesso infatti si disattivava l’ AF accidentalmente estraendo la macchina dalla borsa fotografica.
Ovviamente la seleziona della modalità di fuoco può essere effettuata direttamente dal corpo macchina, come sempre.

Notevole la capacità di Close Up a 12mm
La qualità dell’immagine che questo zoom restituisce è molto, molto buona, d’altronde stiamo parlando di uno Zuiko serie Pro: il file è sempre ben bilanciato e mostra una ottima omogeneità su tutto il fotogramma.
L’autofocus è veloce e reattivo, risponde alle caratteristiche di tutte le lenti PRO sia per quanto riguarda il video che per quanto riguarda le funzioni avanzate di scatto in cui si necessità di piena compatibilità da parte del motore AF.
Molto interessante risulta la capacità di close up: è possibile avvicinarsi davvero molto a soggetti anche molto piccoli ed ottenere immagini molto dettagliate e nitide. E’ una caratteristica questa che, unitamente a quei mm in più di focale, lo rendono un tutto-fare davvero versatile.
Ho voluto provare il 12-45 Pro anche in situazioni di fotografia in studio, con dei ritratti: la resa è stata davvero ottima con elevato dettaglio e una nitidezza piacevole e mai eccessiva. Anche nelle foto ai miei figli è risultato sempre estremamente piacevole e ben bilanciato nella resa.
“Ma c’era davvero bisogno di questa lente?” è la domanda che rimbalza da settimane sul web. La risposta è SI.
Sì, perché non tutti gli utenti Olympus posseggono una macchina professionale che ben si bilancia con ottiche più grandi: non tutti sono interessati a possedere una impugnatura aggiuntiva; moltissimi, invece, sono davvero attenti anche a pochi grammi e cm di differenza negli ingombri: mi vengono in mente ad esempio escursionisti, ciclisti, e tutti coloro che vogliono ridurre al minimo l’ingombro del loro bagaglio non solo fotografico.
I fotografi paesaggisti investono cifre elevatissime, ad esempio, per togliere anche solo pochi etti dal proprio cavalletto, o qualsiasi altro accessorio.
Una lente che mantiene qualità costruttiva e ottica e che offre allo stesso tempo un vantaggio di dimensioni e peso è sicuramente il benvenuto per queste categorie.
Basti pensare a quanti utenti, estremamente soddisfatti della propria E-M 10 (la serie), PEN, PEN-F ci siano: tutti corpi macchina che sembrano compagni perfetti, senza ulteriori modifiche, per il nuovo zoom Pro 12-45.
La nuova OM-D E-M5 Mark III, ad esempio, assieme a questa lente diventa una combinazione perfetta per un uso a 360°, andando a coprire il 90% delle situazioni e il 100% delle condizioni ambientali. (Ed infatti è proprio la macchina che beneficerà del primo bundle-kit con questa lente).

Sul campo si è comportato davvero bene: ottima resa cromatica e qualità su tutto il fotogramma, senza particolari cedimenti neanche in controluce. A 12mm le linee sono molto ben corrette e non ho notato particolari difetti da segnalare.
Veloce ed affidabile l’autofocus; robusto e ben costruito per quanto riguarda la parte meccanica.
L’apertura costante f/4, ovviamente, lo rende meno indicato del 12-40 Pro in certe situazioni, ma se si è soliti scattare in situazioni di diaframma da f/4 in su (panorami, fotografia di prodotto, viaggio, trekking e arrampicata….) non ci sarà di che lamentarsi.
All’interno della confezione trovano spazio il paraluce e un sacchetto morbido protettivo.
Il prezzo di listino ufficiale lo pone come il più economico degli obiettivi della serie Pro di Olympus: circa il 30% in meno rispetto al 12-40 Pro.

Concludendo
Un prodotto irrinunciabile, a mio avviso, per chi ha sempre rimandato l’acquisto del suo primo zoom Pro per motivi di dimensioni e maneggevolezza; un acquisto molto interessante per chi voglia differenziare il proprio corredo fotografico in base alle diverse situazioni.
E’ una lente molto consigliata per tutti quelli che attendevano di poter sfruttare i vantaggi di una lente professionale su corpi non-pro (senza dimentica tante altre applicazioni di sistema Micro4/3 in ambito video, ad esempio).
Tutti quelli che invece non non si sentono limitati da peso e dimensioni dei loro attuali zoom professionali, possono tranquillamente aspettare prodotti più mirati per proprie esigenze.
Resta in ogni caso un atteggiamento molto positivo constatare che un produttore cerchi di accontentare tutti i propri clienti con prodotti diversificati senza far fare rinunciare alla qualità.
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