Olympus OM-D E-M1 Mark III

a cura di Ugo Baldassarre

Quando fui invitato alla presentazione della nuova Olympus, direttamente presso gli uffici di Olympus Italia / Polyphoto, non avrei mai pensato che sarebbero passati quasi tre mesi prima di poter provare con mano la nuova nata. In quell’occasione, infatti, mi riproposi di delegare ad un secondo momento qualsiasi tipo di considerazione. Eccomi finalmente qui a parlarvi della nuova nata di casa Olympus.

OM-D, E-M1 Mark III + Zuiko 12-40mm Zoom, Pro

Per chi se lo fosse perso, a questo indirizzo (click), troverà l’articolo dell’ anteprima realizzata a febbraio.

Prima di iniziare, ricordo a tutti i lettori che il “test” condotto non ha come sempre alcun valore scientifico: è scritto sulla base dell’ esperienza personale basate sull’uso pratico del prodotto in situazioni reali. Lo scopo è quello di dare una opinione su un prodotto e non un giudizio assoluto, fornendo indicazioni al lettore sulla base della maturata esperienza in questo campo.

OM-D, E-M1 Mark III, Em1 Mark III, em1 mark 3, weatherproof

Osservando attentamente la nuova OM-D E-M1 Mark III si potrebbe rimanere colpiti dal fatto che sia, di fatto, esteticamente immutata rispetto al precedente modello: effettivamente le differenze sono pochissime ed infatti si può affermare che i due corpi siano a livello estetico-ergonomico identici (ne è conferma il fatto che anche l’impugnatura per lo scatto verticale è la medesima del precedente modello).
Le uniche differenze riguardano la presenza del logo del prodotto, adesso in bella vista sul frontale della macchina, la nuova posizione del tasto Menù e l’inserimento del tanto atteso “stick”.
Comprendere che nonostante le apparenze siamo di fronte ad un prodotto completamente nuovo sarà fondamentale per avventurarsi alla scoperta della nuova ammiraglia.

Sul retro il tasto MENU è stato spostato per lasciar spazio al nuovo controller multi-direzionale

 

Il fatto che form factor ed ergonomia siano rimasti immutati sta ad indicare l’eccellenza del livello raggiunto da Olympus con il precedente modello. E’ stata una scelta coraggiosa, da parte di Olympus: modificare l’estetica di un prodotto è la mossa più semplice per venderlo come novità.
Gli appassionati del marchio nipponico hanno ormai imparato che la priorità è quella di creare strumenti concreti e funzionali. Per chi, come il sottoscritto considera l’ergonomia uno degli aspetti più importanti nella valutazione di un prodotto di questo tipo, sapere che non dovrà fare alcuno sforzo per “assorbire” l’uso del nuovo modello è una ottima notizia, ve lo assicuro.

 

Se le novità non sono visibili fuori allora saranno dentro: ed infatti la nuova ammiraglia porta un ventaglio di novità che la staccano, completamente, da qualsiasi altro prodotto similare.
E’ il momento quindi, finalmente, di capire come va questo nuovo, attesissimo modello.

Faccio subito, una asserzione importante: la OM-D E-M1 Mark III rappresenta, al momento, lo stato dell’arte tecnologico del sistema fotografico Olympus. In essa è contenuta tutta l’innovazione tecnologica che il brand ha messo in campo fin dalla nascita del sistema digitale Micro4/3.
Alla luce di ciò chiunque cerchi il meglio della tecnologia Olympus o decida di entrare nel mondo mirrorless immaginato, già oltre 10 anni or sono, dai visionari progettisti Olympus non ha alternative.

 

La potenza di questo nuovo prodotto sta nel semplice fatto di essere, ancora una volta,  uno strumento in grado di cambiare il modo di fotografare.
Non quindi un semplice upgrade di prestazioni, ma un “pacchetto” di novità tecnologiche e  modalità operative, che mettono nuovi strumenti creativi in mano al fotografo.
E’ per questo motivo che, ancora una volta, mi sento di poter affermare che Olympus ha messo in campo un “game changer”, ossia un prodotto che setta nuovi standard: si ampliano le possibilità di ripresa e d’uso per il fotografo moderno.
Il fotografo troverà in questo strumento nuove ed inedite possibilità di espressione a sua disposizione: potrà fare cose che con gli altri modelli non potrà.

Il cuore della nuova ammiraglia è il nuovo processore TruePic IX dalle elevatissime prestazioni. E’ il processore di immagine più potente che abbia mai equipaggiato una fotocamera Olympus ed è pari, almeno per quel che si è visto, alla potenza computazionale del doppio processore che equipaggia la E-M1X, attualmente la macchina più alta di gamma del marchio.
Attorno a questo nuovo “cuore” è stato costruito un nuovo sistema di autofocus che, attingendo a piene mani da quello della X, porta le prestazioni della nuova nata su nuovi standard di prestazioni avvicinandosi moltissimo al modello di riferimento, la OM-D E-M1X appunto.

Grazie alla presenza del nuovo selettore multifunzionale (il famoso e tanto atteso joystick!) adesso è possibile spostare velocemente e con estrema precisione il punto o l’area di AF attiva: cliccando sullo stick l’AF torna nella posizione iniziale mentre, semplicemente ruotando una delle due ghiere, è possibile muoversi attraverso le diverse maschere-punti AF precedentemente impostati.
Questa soluzione, davvero comodissima, permette di creare vari reticoli AF impostando numero di righe e colonne utilizzabili ed arriva pari pari dalla E-M1X, assieme alla possibilità anche di creare un proprio menù personalizzato (My Menu) di voci/opzioni maggiormente utilizzate.

Chi usa da tempo il sistema Olympus ed ha avuto modo di utilizzare diversi corpi macchina sa che ogni fotocamera ha una propria precisa filosofia costruttiva e funzionale: una propria “anima”, o carattere, potremmo semplificare.
E’ tutta una serie di attenzioni, di accortezze progettuali e minuziose implementazioni (a volte invisibili all’occhio ma non all’uso) che rendono ogni prodotto unico. Se proviamo ad utilizzare ad esempio  le ultime 3 nate della casa scopriremo che hanno un feeling di uso completamente differente tra loro.
La OM-D E-M5 Mark III, ad esempio, scatta e reagisce in maniera perfetta per il fotografo a cui è indirizzata ed agisce  in maniera differente dalla EM-1 Mark 2 con cui condivide, sulla carta, tutto il comparto tecnologico: di fatto sono due macchine completamente diverse che permettono di interpretare il mondo in maniera diversa.
Anche la E-M1X, a sua volta, ha una proprio e ben definito feeling che si sposa alla perfezione con le finalità del prodotto.

Em1Mark3 40-150 Pro +2x

Pur avendone sfruttato al 99% dell’ergonomia, i progettisti Olympus sono riusciti a migliorare anche alcuni dettagli quasi impercettibili, ma che non sfuggiranno a chi ha davvero messo alle corde la Mark II. Alcuni tasti, ad esempio, hanno una corsa leggermente diversa che li rende più o meno riconoscibili già al tatto. Anche il d-Pad è più reattivo e preciso. Il tasto menù, spostato sulla sinistra, è comodo e costringe a tenere la macchina con ambo le mani, evitando imprudenze, ad esempio. Il nuovo controller multifunzionale è molto comodo e preciso: funziona benissimo anche sulle diagonali e cambia completamente l’approccio d’uso del prodotto.

Poi si sono le novità che non si possono vedere o “toccare” ma che ugualmente concorrono a fare della E-M1 Mark III un prodotto completamente rinnovato.
Nuovo è lo stabilizzatore di immagine, ancora più efficace e performante in grado di offrire performance inedite nella realizzazione di video a mano libera con stabilizzazione meccanica sui 5 assi. Ed è proprio lui, assieme alla nuova CPU, l’artefice della presenza del nuovo scatto ad Alta Risoluzione a Mano Libera, completamente rivisto e potenziato.
Il nuovo 5-Axis alza le performance della stabilizzazione sul sensore da 5,5 a 7 Stop di compensazione, arrivando addirittura alla incredibile soglia di 7,5 Stop utilizzando lenti Zuiko IS (doppia stabilizzazione).
Nuovo è anche l’otturatore meccanico con una durata garantita da vera professionale (è pari a quello della E-M1X per resistenza e precisione) da 400,000 cicli! E’ nuovo è anche il nuovo sistema di riduzione della polvere (SSWF), ancora (se possibile) più efficiente che mai.
Inoltre è la prima fotocamera della serie OM-D che può utilizzare un Powerbank per ricaricarsi via USB anche durante il funzionamento (EM1-X e E-M5 Mark supportano la funzione di ricarica ma solo da spente).

Tutti quelli che in una macchina fotografica nuova vedono solo schede tecniche da comparare, file da passare al microscopio e test da effettuarsi nelle loro cantine-laboratorio, si mettano il cuore in pace: qui non c’è materiale per loro. La scheda tecnica, quella che da tanti utilizzatori occasionali è utilizzata come metro di confronto tra prodotti, è molto simile a quella del precedente modello. E’ necessario comprendere che non è nei numeri la differenza sostanziale col precedente modello. La E-M1 Mark III è pensata per chi con la macchina fotografica desidera ottenere risultati concreti nell’uso, per chi ha voglia espandere le proprie possibilità.

A sinistra il file HIRES a mano libera, a destra il file Ori dello stesso: a parità di ingrandimento la differenza di dettaglio e dimensioni è impressionante

Si scoprirà che comunque il file è migliorato nella possibilità di aprire le ombre e nella pulizia alle alte sensibilità; che il rilevamento dei visi funziona molto bene e anche il riconoscimento degli occhi è adesso ben implementato e funziona molto bene (priorità al viso, o ancora più nello specifico occhio x o sx).
Ed eccoci fintamente alle novità inedite, vero cuore di questa nuova macchina fotografica.

La modalità di scatto a mano libera da 50 Megapixel merita sicuramente la prima menzione. Nel giro di qualche anno, dalla sua comparsa sulla OM-D E-M5 Mark 2, lo scatto HI-Res ha fatto dei progressi impensabili: nel giro di pochi anni, quella che prima era una possibilità da sfruttarsi solo con diverse accortezze, adesso è una reale modalità di uso a mano libera. Sottolineo, reale modalità d’uso, perché non si pensi che sia solo una voce di menù messa lì solo per fare numero. Il fotografo che sceglierà la E-M1 Mark III come proprio strumento creativo avrà la possibilità, in qualsiasi momento, di realizzare uno scatto a risoluzione elevatissima e con una qualità ISO e gamma dinamica addirittura superiori al normale (è dichiarato un vantaggio di due stop in questa modalità, sia sulla DR che sugli ISO).
Certamente permane qualche limitazione in questa modalità ma le modalità di uso sono aumentate tantissimo: adesso si può scattare fino a 6400 ISO contrariamente a prima.

Dettaglio ingrandito 1:1 scatto Hi-Res a mano libera

Vi parlo per esperienza pratica: ho eseguito qualche test di ritratto in questa modalità e il risultato è stato sbalorditivo: il modo in cui è la nuova funzionalità è stata implementata è completamente differente rispetto a quanto visto sulla Em1-X e adesso textures, dettagli fini della pelle e capelli sono davvero perfetti. Ma senza andare ad avventurarsi in quello che è un settore molto critico per questo tipo di tecnologia, lo scatto a mano libera in alta risoluzione apre nuovi scenari a chi, ad esempio, pur volendo viaggiare in massima comodità e sicurezza (la resistenza e la tropicalizzazione del sistema Olympus è ormai nota ed assodata) non vuole privarsi di realizzare qualcosa in più, un file iper-dettagliato e dalla maggior gamma dinamica da usarsi solo al momento opportuno e senza l’ausilio di un tripod , o semplicemente catturare un dettaglio al massimo della qualità possibile.
Allo stesso modo, il Live ND, in grado di simulare un filtro per tagliare la luce permette di creare nuove ed inedite immagini, semplicemente usando lo strumento che abbiamo tra le mani. Sta solo alla fantasia e alla creatività del fotografo sfruttare queste nuove possibilità a proprio vantaggio per creare nuove opportunità di ripresa.

Ritratto in studio in luce Led

 

Chi è quindi che dovrebbe prendere in considerazione l’acquisto della nuova E-M1 Mark III?
Sicuramente chi vuole entrare nel sistema Micro4/3 dalla porta principale e nello specifico nel mondo Olympus non può chiedere di meglio: questo è il top tecnologico e l’espressione massima della filosofia fotografica del marchio nipponico.

E chi possiede altri modelli?
Chi ha resistito al canto delle sirene e non ha ancora fatto ad esempio l’upgrade della propria E-M1 non dovrebbe pensarci troppo: la quantità di novità, qualità ed innovazioni, avendo saltato una generazione, saranno davvero tantissime.
Anche chi arriva da modelli di gamma più consumer e cerca il salto di qualità sia qualitativa che operativa si troverebbe ad avere vantaggi che riguarderebbero qualsiasi aspetto.

E chi ha l’attuale ammiraglia E-M1 Mark II? Questa è una domanda interessante a cui si può rispondere in un solo modo: è l’utilizzatore che deve valutare se necessita delle nuove caratteristiche del prodotto.
Tante caratteristiche che avevano spinto il lancio della EM1-Mark 2 sono rimasta invariate (la batteria più potente, il doppio slot di memoria, l’Hi-Res su cavalletto etc) per cui, il ventaglio di novità, in questo caso è ovviamente più ristretto.
Un paesaggista, tuttavia troverebbe grande ispirazione nelle funzioni di Live ND e High-Res Shoot a mano libera; un ritrattista potrebbe apprezzare moltissimo le possibilità dello scatto a mano libera a 50Mega in determinate condizioni (che ribadisco, è una reale modalità di funzionamento e non solo una opzione marginale), il fotografo di azione potrebbe trovare di gran lunga interessanti le novità introdotte nel comparto AF.
Il fatto che la OMD E-M1 Mark 2 resti ancora saldamente in listino la dice lunga sulla qualità del progetto che ai tempi fu messo in atto per questo prodotto.
Indubbiamente chi debba decidere, in questo momento, quale modello acquistare, dovrebbe andare senza indugi su questa terza incarnazione.

Uno scatto creativo realizzato usando il Live ND

Ed eccoci infine alla domanda ultima, la madre di tutti i dubbi: alla fine quindi “la nuova E-M1 Mark III è addirittura migliore della super professionale E-M1X?”
Per risponder a questo quesito avevo già scritto un lungo articolo (click qui) a questo indirizzo. ovviamente, adesso, posso esprimermi a ragion veduta ma sarà necessario sviluppare l’argomento da un altro punto di vista. Troppe le considerazioni da fare per cui mi riprometto di riprendere il discorso a breve:
Posso sicuramente affermare che le due ammiraglie non sono in concorrenza tra loro, bensì sono pensate per essere complementari nel corredo di un fotografo professionista.
La E-M1X resta unica e imbattibile per tanti aspetti prettamente fisici, e irreplicabili su un corpo strutturalmente diverso, ma di questo ne parleremo presto.

Concludendo
Per quanto abbia potuto constatare fin ora, posso affermare che la OM-D E-M1 Mark 3 è una macchina fotografica in grado di eccellere in qualsiasi genere e situazione, offrendo al proprio utilizzatore una esperienza d’uso inedita fino a questo momento riferendomi a tutto lo scenario fotografico attuale, non solo quello Micro4/3.
Non esiste infatti in commercio un pacchetto così completo, versatile e orientato ad un uso professionale a 360° come quello offerto dalla OM-D E-M1 Mark III  e completato dal corredo di lenti Zuiko e Zuiko Pro.
L’unica piccola pecca che mi sento di segnalare in chiusura di articolo, è l’assenza, all’interno della confezione, del piccolo flash FL-LM3 che probabilmente in pochi utilizzavano, ma era molto comodo per pilotare il sistema RC-Flash.

Per maggiori informazioni e caratteristiche tecniche complete vi sonciglio di visitare il sito ufficiale Olympus Italia – OM-D E-M1 MarkIII
Parlare di un prodotto così complesso in poco spazio non è mai semplice e si rischia di essere sempre un pò troppo sintetici.

 

Tutte le foto a corredo sono di Ugo Baldassarre (i minori raffigurati sono i suoi figli) –
Si ringrazia Marco Lazzarelli per gli splendidi contributi fotografici

La Olympus OM-D E-M1 Mark III, così come tutti i prodotti Olympus e le lenti Zuiko sono importate in Italia da Polyphoto SpA che ringrazio per la collaborazione

 

 

 

 

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Commenti all'articolo

7 commenti su “Olympus OM-D E-M1 Mark III”

  1. Recensione molto completa e di una chiarezza esemplare.
    Sono utilizzatore di Olympus sin da quando sono passato da Nikon alla prima E-M1. Successivamente ho fatto l’ upgrade alla E-M1 II apprezzandone l’ evoluzione delle caratteristiche. Utilizzo lenti Zuiko, i primi tre zoom PRO che furono commercializzati (7/14 – 12/40 – 40/150), che trovo contribuiscano non poco al risultato finale. Sono molto attratto dalla nuova E-M1 III, penso che le modifiche introdotte siano molto interessanti e vadano d’ accordo con il genere di fotografia che pratico. Credo proprio che finirò per richiederne una in prova dal mio fornitore di fiducia, ma so già che poi finirò per acquistarla.

  2. La ringrazio moltissimo. Da oggi le do un motivo in più per l’acquisto. a tutti i nostri iscritti (al gruppo FB) c’è in omaggio l’estensione di garanzia di + 3 ANNI in OMAGGIO. controlli la news appena pubblicata o segua questo link: https://bit.ly/FormPromoMicro43Italia

  3. Ciao
    Sono Fabrizio di Lecco
    Uso Olympus anni
    E-m5
    E-m1, Mark II e Mark III
    E-M1X

    Ma ho un grave problema che non riesco a risolvere
    😔
    E-M1 Mark II e Mark III
    1) Imposto iso auto
    2) da menù imposto range
    3) da menù imposto funziona p,a,s,m
    Arrivo a scattare e qui problema
    😱
    Se scatto senza flash (Godox TT350o) nessun problema, gli ISO si “muovono” in auto 👍🏻
    Se attivo il flash gli ISO si “inchiodano” a 200, anche in ambienti bui iso 200,
    Come se il flash disattivase la funzione “ISO auto”
    Tutto uguale (ISO bloccato a 200) in p, in a, in s, in m
    Qualcuno mi può aiutare?
    Grazie mille
    Fabrizio

  4. ciao. credo sia normale così ma farò qualche ricerca più approfondita. hai i firmware aggiornati ?

  5. ho fatto qualche prova ed effettivamente sembra così. la macchina più simile alle sue che avevo era la EM1X e il comportamento è analogo. In effetti l’uso dell’auto ISO con il flash è un pò anomalo come necessità (è un mix da usarsi in manuale per gestire correttamente luce ambiente e flash) . Non ho trovato particolari opzioni a riguardo, neanche il manuale fa menzione. non sono solito usare l’Auto ISO, tantomeno con il flash pertanto non mi ero mai imbattuto in questa situazione. so per certo che anche altri prodotti concorrenti utilizzano la stessa soluzione pertanto ritengo che sia una precisa scelta

  6. Uso Olympus dai tempi della pellicola e ho ancora un corredo analogico completo (OM-1, OM-3, OM-4 Ti + ottiche). Per il digitale ho E-3 ed e-330 in 4:3 e EM 1 mkII ed EPL-5 in micro 4:3. Il flash in TTL una volta funzionava anche in base alla regolazione degli ISO (non sulla OM-1 che era totalmente manuale) e uno si sceglieva la pellicola che riteneva più adatta al suo scopo. Ritengo che la scelta di bloccare su 200 gli ISO con l’uso del flash, quando impostati su AUTO sia funzionale a utilizzare la sensibilità ottimale del sensore dato che l’illuminazione dovrebbe essere garantita dal flash. Infatti sulla EM 1 Mk II se si fa l’impostazione manuale degli ISO compare la scritta “raccomandato” a 200 ISO. Se uno ha esigenza particolari può sempre ricorrere come si faceva una volta alle regolazioni manuali. Il fatto è che col digitale uno non possiede più una macchina fotografica (che spesso durava più decenni) alla quale è possibile cambiare il sensore (una volta si cambiava la pellicola) ma una pellicola (il sensore) predefinita, che ha un range di funzionamento ottimale ben preciso, intorno alla quale si mette tutta la tecnologia possibile e/o necessaria per adeguarne il funzionamento alle condizioni più svariate. La soluzione potrebbero essere dei sensori intercambiabili; chissà si potrebbe forse tornare alla soluzione dei dorsi digitali da applicare ai corpi macchina; ma per l’industria non sarebbe conveniente.

  7. Sembra che la problematica sia legata al marchio Godox (ed altri compatibili) e non ad Olympus.

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