GH6 e Foto: impressioni d’uso

a cura di Ugo Baldassarre
in collaborazione con Zona Immagine – Senigallia

 

Febbraio 2022 è stato un mese molto importante per il sistema fotografico Micro4/3. E’ stato proprio in questo periodo che si sono concretizzate le notizie relative al lancio delle due ammiraglie del sistema, la OM1 per OM System e la Lumix GH6 per Panasonic.
In questo articolo vi parlerò proprio della nuova top di gamma Lumix che ho deciso di provare da un punto di vista prettamente fotografico.

La serie GH ha infatti da sempre identificato la famiglia di fotocamere ibride per eccellenza nel mondo Micro4/3, almeno fino al momento in cui Panasonic non divise in maniera più decisa i due rami (foto e video) con il lancio della G9 (progetto che non è chiaro ancora se avrà un seguito). Poichè è proprio dal lancio della ammiraglia fotografica che nel mondo Lumix non viene introdotta una fotocamera ad alte prestazioni e poiché la nuova GH6 è la prima Micro4/3 in assoluto a rompere il muro dei 20 MPX, introducendo un sensore completamente nuovo, ho ritenuto interessante vedere se poteva rappresentare una alternativa fotografica interessante nell’attuale situazione di mercato.

 

 

La Panasonic Lumix GH6 è una scelta eccellente per realizzare video, ideale per creators e per produzioni professionali di medio-alto livello.
Con questo prodotto Panasonic ha lanciato una macchina altamente competitiva, in grado di registrare quasi a 6k e con una altissima qualità (è appena uscito un nuovo firmware che ne amplia addirittura le caratteristiche iniziali). Sul lato video non ci sono dubbi: la GH6 è una vera fuoriclasse.
Ma come si comporta se utilizzata come fotocamera? Che vantaggi porta il nuovo sensore da 25MPX nel mondo Micro4/3? Le attuali ottiche di alta gamma sono in grado di risolvere tale densità di pixel?
Queste sono le domande cui ho cercato di dare una risposta utilizzando per qualche giorno una Lumix GH6 che mi ha gentilmente prestato il negozio ZONA IMMAGINE di Senigallia.

Avevo già avuto modo di impugnarne un esemplare proprio durante la giornata demo Micro4/3 Italia a Senigallia questa estate e la prima impressione era stata di una macchina estremamente “grossa” ove e per grossa intendo proprio grossa, non grande (come potrebbe essere la G9 o la EM1X).
Data la complessa elettronica e il surriscaldamento cui è sottoposta quando registra video alla massima qualità si è infatti reso necessario inserire all’interno del body un sistema di raffreddamento attivo con ventolina (soluzione già vista in casa Lumix sulla Panasonic SH1) che aumenta però la profondità del corpo macchina, facendo sporgere posteriormente il display snodato.
Sebbene il risultato esteticamente appaia un po’ strano, all’atto pratico non influisce negativamente sull’handling generale visto che la zona di presa della mano destra non è interessato da questa sporgenza. Ne risente invece il peso generale del prodotti superiore alla media delle fotocamere Micro4/3.

 

Tutta la GH6 è impostata come una fotocamera di gamma alta, con comandi manuali, ghiere e pulsanti a portata di mano per ogni funzionalità. Il layout dei comandi appare molto simile a quello della G9: chi è già stato in casa Lumix si troverà subito a proprio agio. Molto bello il mirino elettronico, di alta qualità e privo della distorsione periferica che caratterizzava quello della G9, che ai bordi perdeva molta qualità: il refresh massimo è 120 fps, la visione davvero piacevole e realistica.

Un Jpeg da scatto HI Res a mano libera. La qualità è ottima

Fotograficamente parlando la GH6 offre alcune delle funzioni della concorrenza, prima tra tutte la modalità Hi RES a mano libera che produce file di risoluzione maggiore a quelli della OM1 (ricordo che qui abbiamo un 25mpx come sensore). L’implementazione è fatta molto bene, i risultati, sempre a patto di scattare con soggetti adeguati sono ottimi. La risoluzione massima ottenibile con questa modalità è 11.552 x 8.672 pixel (Raw + Jpeg)*: è possibile attivare la registrazione anche dei rispettivi file originali (Raw+Jpeg) che contrariamente al mondo Olympus avranno una numerazione differente rispetto allo scatto HI-RES

Anche la raffica è molto prestante (sebbene inferiore ai valori record della OM1) e si assesta su numeri più che adeguati per qualsiasi genere fotografico (il massimo è 75fps con otturatore elettronico ma in modalità AF-S).
E’ interessante notare come nella progettazione non sia stato escluso l’otturatore meccanico (garantito per 200,000 cicli) ritenuto superfluo su molte altre ibride ma che di fatto serve solo per fotografare, a dimostrazione che il lato-fotocamera non è assolutamente stato trascurato da Panasonic su questo prodotto.
Anche la GH6, come tutte le ultime top di gamma Micro4/3, ha un ottimo sistema di stabilizzazione interno (dichiarato fino a 7,5 stop con le lenti che supportano Dual IS) che le permette ottime riprese a mano libera anche in scarsa luce: utilizzando lenti molto luminose o compatibili con il dual IS i risultati sono davvero ottimi. E’ anche implementato un interessante sistema visivo per sfruttare al meglio la compensazione dello stabilizzatore e scattare sfruttando al massimo l’efficacia dell’IBIS ma personalmente l’ho trovato graficamente troppo invadente e l’ho disattivato.
Il menu riprende quello classico Panasonic, con le dovute modifiche ed implementazioni per le nuove opzioni e risulta chiaro e lineare. I comandi e le opzioni si possono gestire anche mediante il touch screen. Molto buono e ben posizionato lo stick multi-direzionale a portata di pollice.

Contrariamente alla nuova tecnologia implementata da Olympus/OM System sulla nuova OM1, il sensore della GH6 è di tipo tradizionale, con AF a contrasto (e non ibrido come sulle Olympus di alta gamma). Il nuovo processore di immagine unitamente al nuovo sensore di immagine garantisce buone prestazioni sul fuoco Continuo e sul Tracking (è previsto il riconoscimento di soggetti umani o animali e il tracciamento viso-occhio). L’impressione che ho avuto è che la OM1 abbia un deciso vantaggio in questo genere di prestazioni ma credo che sia anche abbastanza ovvio che vada così, essendo una macchina nata per dare il massimo proprio in queste situazioni d’uso.

Ritratto in studio – la resa è ottima (Modella: Fabiola Cocchi – Luce Godox Ad200pro)

La GH6 si è comportata bene con tutte le mie ottiche Zuiko Pro (purtroppo non avevo lenti native Lumix a disposizione) senza alcun tipo di inconveniente o comportamento anomalo.
La resa del sensore è risultata interessante sebbene a tratti non del tutto prevedibile: con luce buona e/o artificiale (studio) la qualità è stata molto alta mentre mi è parso più discontinuo in situazioni critiche. Generalmente sembra tirar fuori i muscoli lavorando a ISO medio alti con una bella grana e una ottima tenuta del colore.

scatto a 6400 ISO – molto piacevole la resa della grana ad alti ISO

Ho utilizzato la GH6 per realizzare semplici scatti di test domestici, qualche foto al taglio della torta di compleanno di mio figlio (condizioni di luce pessime), per un servizio di ritratto in studio e altri momenti di quotidianità.
L’impressione generale che la GH6 mi ha trasmesso è quella di possedere una buona anima fotografica pur non essendo la parte prioritaria del pacchetto. Più che di limiti tecnici infatti parlerei di limiti nel feeling di utilizzo, nel mio caso almeno, poichè non sono mai riuscito a sentire la fotocamera come avrei voluto; non ho mai trovato quella sintonia nel controllo e nell’uso che invece solitamente ho con la mia attrezzatura (da anni ormai). Ho avuto modo di provare negli anni diverse fotocamere Panasonic (mai una GHx recente però) ed è la prima volta che avviso tanta difficoltà

Ho trovato Il timing dello scatto molto diverso da quello delle Olympus (probabilmente è solo questione di abitudine) ma anche il lag del mirino ha contribuito ad aumentare il senso di scarso feeling in quanto non mi ha mai dato la sensazione di aver colto esattamente il momento che volevo (cosa che poi magari è successa, ma non nella sensazione mentre scattavo).

 

Una sequenza realizzata con riconoscimento occhio. l’algoritmo funziona bene

In definitiva credo che la Panasonic GH6 sia una macchina davvero completa ed interessante: per chi fa video in maniera avanzata e soprattutto ha necessità di risoluzioni superiori al 4k non c’è di meglio sul mercato consumer; contemporaneamente è anche una fotocamera avanzata (ricordo che la GH6 è tropicalizzata e costruita in maniera eccellente) ricca di funzioni e con una ottima qualità.
E’ un prodotto in grado sicuramente di svolgere compiti fotografici professionali con risultati di qualità ma cede ovviamente il passo, in alcuni settori specifici. alla sua rivale diretta che nasce per offrire prestazioni fotografiche a 360°.
Nel complesso la Lumix GH6 è un pacchetto davvero ben congegnato – a ragione definita ibrida professionale – a patto di soprassedere sulle dimensioni maggiorate e sul peso un po’ fuori standard per questo tipo di prodotto.

Ora sarà interessante capire se Panasonic utilizzerà ancora questo sensore per una eventuale evoluzione della ammiraglia fotografica G9 II (mantenendo quindi ancora la stessa struttura dell’autofocus), se arriverà una nuova versione dello stesso ottimizzato per prestazioni più “fotografiche” o se per adesso la GH6 resterà l’unica nuova fotocamera di alta gamma nel catalogo Lumix G.

*[nota] Contrariamente a quanto scritto in una precedente versione lo scatto HI-RES implementato sulla Lumix genera anche lo scatto singolo originale, sia Raw che Jpeg, ma va attivato da Menu. Ci scusiamo per l’imprecisione.

 

 Si ringrazia il negozio ZONA IMMAGINE di Senigallia per la realizzazione di questo articolo. Zona Immagine è un negozio specializzato nella vendita di materiale fotografico Micro4/3 Nuovo e Usato.
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