testi e foto di Ugo Baldassarre
Alla mattina mi sveglio solitamente molto presto, soprattutto se sono in un posto nuovo. Adoro vedere il risveglio di un luogo; ne sono più interessato dal lato umano che naturalistico. Cosa succede in giro, chi anima le vie alle prime luci, come inizia la giornata di Accettura?

Quando ho iniziato a gironzolare, alla mia seconda mattina in loco, le luci delle vie e di alcune abitazioni erano ancora accese e si mescolavano bene con i primi bagliori del giorno. C’era un via vai e un chiacchiericcio insospettabili per quell’ora e per un borgo con una popolazione così ridotta: il corso brulicava di pendolari, studenti, operai. Qualcuno mi avrà preso per matto, sicuramente, mentre iniziavo il mio girovagare a quell’ora ma anche io li guardavo con uno strano stupore in viso.
Mi sono avvicinato ad un gruppo di ragazzi con lo zaino. Era troppo presto per andare a scuola; dove andavano? “Aspettiamo la corriera per andare al Liceo, a Stigliano”. I giovani iniziano presto a fare i pendolari: terminate le scuole medie bisogna andare in qualche altro paese limitrofo o Potenza per proseguire le scuole di livello superiore.

I giri dei giorni precedenti mi avevano dato abbastanza informazioni sui movimenti del sole, per cui sono andato abbastanza a colpa sicuro a godermi l’aurora dal borgo vecchio, sulla via panoramica, poco dopo il plesso scolastico.

Il borgo si sviluppa a forma di una sella di cavallo: nelle due parti più sopraelevate troviamo da una parte il borgo vecchio e dall’altra la parte più nuova; nel leggero avvallamento di congiunzione c’è il palazzo del comune e il tratto di strada più frequentato del paese.
Accettura è un paese abbastanza moderno, non ci sono infatti palazzi o edifici particolarmente antichi. La parte più vecchia, il centro storico, è arroccata attorno alla cattedrale, che è ben visibile da tutto il paese, articolata su in intricato dedalo si strade e stradine che convergono man mano verso i livelli superiori; dalla parte opposta, sull’altra gobba, si erge la parte più moderna che segue uno sviluppo analogo ma meno intricato, tra saliscendi e stradine. Solo nella parte più periferica, verso il cimitero e il campo sportivo, compaiono dei veri e propri condomini.

A pochi chilometri da Accettura, andando verso il bosco di Montepiano, esistono invece due interessanti realtà rurali che non ho mancato di visitare: Valminetta e Serra del Garbo.
Fino a pochissimo tempo fa (parliamo di mesi, non certo lustri) entrambi gli insediamenti ospitavano numerosi nuclei famigliari e vi si conduceva una vita contadina, all’antica maniera, in un regime di quasi autosufficienza. Valminetta è ormai completamente disabitata, a parte qualcuno che di tanto in tanto va a svolgere qualche mansione domestica o di manutenzione del proprio terreno o per controllare i propri animali: i recenti lavori di asfaltatura della lunga, stretta e sinuosa strada di collegamento che si snoda attraverso il bosco e poi scende a valle ha reso decisamente più conveniente questo approccio, prima meno praticabile. La gentilissima signora Carmela, infatti, accompagnata da uno dei suoi figli, si reca abbastanza spesso nella sua casetta, facilitata dalla strada completamente messa a nuovo.
Abbiamo preso un caffè e parlato un po’ della vita di paese, delle aspettative e delle problematiche che riguardano un la gente del posto. Nel giro di pochi minuti avevo ricevuto informazioni vitali per il proseguimento del mio tour.

Serra del Garbo, non troppo distante ma ubicata su un altro versante, è invece più popolosa: ci vivono stabilmente 3 persone che mandano avanti l’azienda agricola di famiglia e gestiscono una delle macellerie di Accettura; durante il giorno sono presenti anche operai e altri addetti.
Anche qui il mancato ricambio generazionale ha reso quasi del tutto abbandonate le varie strutture abitabili. Il collegamento stradale poi in questo caso è molto più complicato: raggiungere l’insediamento dalla statale (e viceversa) è abbastanza difficoltoso se non si possiede un mezzo adeguato; proprio questo mi ha molto colpito ed affascinato. Voler perpetuare questo stile di vita è davvero ammirevole in queste persone. Dopo aver scambiato due chiacchiere con Margherita ho raggiunto i signori Belmonte nella stalla mentre erano intenti a indirizzare una vacca un po’ testarda nella giusta direzione. Ho dovuto velocemente fugare i legittimi dubbi su chi fossi e perchè mi aggirassi con una fotocamera nella loro proprietà; chiarito tutto, abbiamo approfondito la conoscenza e fatto anche un ritratto.

Come ho detto in precedenza, questa volta volevo essere preparato e libero di muovermi a mio piacimento: per tutta la durata del mio soggiorno sono stato infatti in possesso del permesso comunale per fotografare cose e persone su tutto il territorio di pertinenza. Situazioni come quella poco sopra descritta, che si sono verificate abbastanza di frequente, non hanno mai rappresentato quindi un vero problema soprattutto una volta spiegato il motivo della mia presenza e mostrando, in caso di necessità, anche l’autorizzazione scritta.
L’incontro con le autorità locali, poco dopo il mio arrivo per presentarmi e richiedere questa autorizzazione è stato anche un modo molto interessante e diretto per entrare in contatto con una altra vivace realtà locale: la politica. Sindaco, vicesindaco, assessore e in generale tutti quelli dell’amministrazione sono giovani, innamorati della loro terra e mossi dall’ardimento di chi crede in quel che fa, dedicandosi senza risparmiarsi ai relativi incarichi.
Anche in questo ambito quindi ho trovato questo senso di unione, di comunità e rispetto per le proprie risorse che manca altrove. E’ una idea di politica completamente diversa da quella che normalmente ci arriva attraverso i canali ufficiali e i media, ormai lontana dalle necessità della vita reale.
ECCO LA GALLERY COMPLETA (clicca e scorri tutte le foto)
Ad Accettura ci sono molti bar, un gran numero in proporzione al numero di abitanti me non è un cas: con i loro tavolini, le salette interne e le verande esterne sono sicuramente il centro della vita sociale del paese, per lo meno al di fuori dell’orario di lavoro, quando si riempiono di clientela di tutte le età. Risate, schiamazzi, e animate partite a carte animano questi luoghi e riempiono di vita le vie del paese.
E’ qui che ho fatto delle belle chiacchierate e conosciuto alcuni simpatici protagonisti del paese come accaduto, dal Bar Presidente, in cui avevo appuntamento con Don Pinuccio, il parroco di Accettura. Sono bastate poche parole di presentazione e sul motivo della mia presenza in loco per intavolare una piacevole discussione che mi ha velocemente mostrato l’estrema arguzia e raffinata cultura del mio interlocutore. Poco dopo ero seduto con lui nella sua agile Panda per un tour molto personalizzato delle varie chiese del paese: ne gestisce quattro, da solo, essendo infatti l’unico parroco di Accettura.
Mi ha strappato più di qualche risata, don Pinuccio, con le sue storie e le sue frecciatine. Durante le restanti giornate l’ho incontrato spesso in giro per il corso e ci siamo salutati come buoni amici in più di una occasione.

Mi sono sentito molto coinvolto nelle storie e nelle vite delle persone incontrate e con cui, anche se per poco, sono entrato in contatto. Mi sono rispecchiato molto in tante di queste persone; nel 97 anche io lasciai Matera, ai tempi molto meno moderna e dinamica di come può apparire adesso, e provo quindi molta stima per chi, dopo essersene andato, ha deciso di tornare per riportare nuova linfa ed energia nella sua terra e ancor di più per tutti quelli che non hanno proprio mai mollato.
Mi viene in mente il signor Pezzolla, ad esempio, titolare della omonimia trattoria e locanda (ove ho soggiornato), o Vincenzo, il marmista (ed assessore al comune), che manda avanti la propria attività da quando era giovanissimo; la giovane Francesca che già aiuta i suoi genitori nella gestione del bar o “Francucc’” impiegato comunale factotum sempre indaffarato su e giù per il paese; ed ancora Eufemia, Giuliano e Antonio e tantissimi altri incontrati in questi giorni.
Incontrare e fotografare queste persone è stato come ritrarre una rappresentanza di tutta la popolazione di Accettura. Dietro ogni viso, ogni gesto, ogni sguardo che ho immortalato ce ne erano centinaia d’altri che raccontano la stessa storia. Io non ho potuto conoscerli tutti, ma sono sicuro che qualcun altro, incociandoli sul proprio cammino, arriverà alle stesse conclusioni cui sono giunto io: qui c’è gente buona, accogliente e vera, e che in un posto così non mancherà mai il senso di armonia e comunità.
L’AUTORE RINGRAZIA
Un ringraziamento particolare va al Comune di Accettura e in particolar modo al sindaco Alfonso Vespe, al vicesindaco Pietro Varvarito, all’assessore Vincenzo Branda; Un grande Grazie a tutti coloro che ho incontrato, che mi hanno dedicato qualche minuto del loro tempo, che hanno condiviso qualche storia con me.
E’ stato davvero un bellissimo viaggio.
Nota: tutte le foto sono state realizzate con sistema Olympus / Om System. Clicca qui per leggere l’approfondimento
Si ringrazia Polyphoto SpA per il supporto alla realizzazione di questo progetto
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Grazie da un’accetturese che vive a Taranto e che va ad Accettura soltanto l’estate
Prego!