OM System OM-3

Testo e  fotografie di Ugo Baldassarre

Qui a Micro4/3 Italia lo dicevamo (e lo dimostravamo) da anni: il sistema fotografico OM System è perfetto per fare qualsiasi tipo di fotografia. Nel corso degli ultimi anni, la comunicazione ufficiale del brand, soprattutto in seguito al passaggio di proprietà, sembrava essere interessata unicamente ad uno specifico tipo di fotografo, avventuriero ed infaticabile, animato da un ardente spirito di esplorazione della natura.
Se questa strategia ha avvicinato tanti nuovi utenti al sistema proprio per questo scopo specifico, alla lunga stava iniziando a creare qualche malumore negli utenti più “classici”, quelli che avevano abbracciato il sistema sin dagli esordi quando non aveva una connotazione d’uso così marcata. Ritratto, street, fotografia urbana, eventi: non mancava nulla nelle intenzioni del sistema e sono tantissimi gli affezionati utenti che non vedevano l’ora di essere, nuovamente, presi in considerazione.

A cercar di far felici tutti ci pensa quindi la nuova nata in casa OM System, che si può considerare a tutti gli effetti l’erede diretta di quella PEN-F che in tanti bramavano, sebbene non ne condivida più l’impostazione originale con il mirino laterale.
Si chiama OM-3 ed appartiene ad una linea di prodotto inedita, che si posiziona tra la top di gamma – OM1 Mark II – e la OM-5. Potremmo dire che la OM-3 è la fotocamera per chi vuole le prestazioni della OM-1 II mark II ma non pratica il tipo di fotografia cui quest’ultima è orientata, preferendo invece un approccio completamente diverso; un fotografo che cerca quindi il massimo della tecnologia nel minimo spazio possibile.

Il look della OM-3 è chiaramente ispirato a quello delle gloriose Olympus OM analogiche: ad un primo sguardo potrebbe essere fin troppo semplice confondersi e pensare di trovarsi in presenza di una macchina anni ‘70; anche un primo contatto tattile potrebbe far perdurare l’errore in quanto la OM-3 è finemente rifinita e realizzata con un body completamente in metallo: una vera gioia per gli occhi (e il cuore).

Contrariamente a quello che comunemente si crede, ossia che i risultati fotografici dipendano esclusivamente dalle prestazioni di uno strumento, ci sono generi fotografici che beneficiano moltissimo anche dell’aspetto estetico dello strumento fotografico e tutto quello che ne consegue: chi pratica assiduamente fotografia di strada sa, ad esempio, che spesso è proprio l’aspetto esteriore della fotocamera ad aiutare a rompere il ghiaccio quando si intende interagire con degli sconosciuti o ad essere presi meno “seriamente” quando ci si trova in mezzo al pubblico o in un ambiente urbano. La discrezione è infatti una delle abilità più ricercate dal fotografo che intende catturare momenti genuini della quotidianità ed interagire in maniera molto spontanea con i propri soggetti e l’ambiente circostante. La OM-3 è stata sviluppata con questo intento bene in mente.

La nuova fotocamera porta nella mani del fotografo tutta la tecnologia della OM1-II con alcune modifiche per adattarle al meglio al nuovo “spirito” della nuova nata. Le dimensioni molto più compatte del corpo macchina sono indicatrici di un lavoro di progettazione non indifferente, tenendo anche conto che è stata mantenuta la stessa batteria della OM1 e praticamente tutte le principali funzioni della top di gamma.

Sulla OM-3 fanno la loro comparsa dei nuovi ed interessanti controlli manuali, come la nuova ghiera per la selezione foto-video-slomotion (Q&S), un nuovo tasto dedicato all’accesso diretto alle funzioni computazionali (CP) e l’atteso ritorno del Creative Dial (tanto amato sulla PEN-F) in bella vista sul frontale della fotocamera. .
Ergonomicamente parlando, rispetto alla OM-5, tutti i tasti trovano una disposizione molto più “comoda” essendo posizionati a distanza maggiore tra di loro, mentre si nota l’assenza dello “stick” multifunzione (che riteniamo una scelta condivisibile considerato il tipo di uso cui la macchina è rivolta) e del doppio slot di memoria.

La sensazione tattile che il prodotto trasmette è completamente nuova rispetto a qualsiasi altro prodotto del sistema provato in precedenza, almeno dai tempi della PEN-F, l’unica fotocamera accostabile a questa per intento d’uso e design. Alla luce di questa affermazione, quindi, torno a sottolineare come la nuova OM-3 sia la vera erede della PEN-F, fotocamera dalla forte personalità, di cui mantiene inalterato lo spirito ma ne eleva caratteristiche e potenzialità di parecchi punti.

Parma, 2024 – OM System OM-3 + Mzuiko 12mm f/2.0
Giulia – Parma, 2024 – OM System OM-3 + Mzuiko Pro 25mm f/1.2

Avendo avuto modo di provare il modello definitivo a lungo, posso esprimermi in maniera molto completa sulla sensazione d’uso che il prodotto mi ha trasmesso. Tralasciando le considerazioni sull’hardware interno, già abbondantemente affrontate con la OM-1 II e cui si tende a mio avviso a dare troppa importanza nella scelta di un prodotto di questo tipo, quello su cui mi sono concentrato maggiormente durante la mia prolungata esperienza d’uso è stato capire in che modo questo prodotto potesse venire incontro alle mie esigenze di fotografo urbano e se e in che in che misura migliorasse le già ottime performance della OM-5 (la macchina fotografica che utilizzo con maggior soddisfazione in questo ambito).

Puglia, 2025 – OM System OM-3 + Mzuiko 12mm f/2.0
Taranto, 2025 – OM System OM-3 + Mzuiko 12mm f/2.0

Partirò quindi dalla cosa più importante in assoluto: la OM-3 è stato “puro divertimento” d’uso. A prescindere quindi da considerazioni tecniche su caratteristiche, performance etc, usare la OM-3 è maledettamente divertente. Come le vecchie fotocamere di una volta, tenuta appesa al collo o in spalla (sempre rigorosamente in bella vista!), è uno strumento che diventa un’estensione di sè stessi, parte integrante del proprio look (come un orologio o un accessorio), al punto quasi da dimenticarsi di averlo con se; al momento opportuno la si solleva, la si porta rapidamente all’occhio , si scatta e la si ripone via.
Chi invece preferisce un approccio più moderno si affiderà al comodo display orientabile con funzionalità touch-panel, con cui per spostare il fuoco e scattare direttamente toccando nel punto prescelto.
Il feeling con il tasto di scatto è eccellente; è la stessa sensazione che trasmette la OM-5, ossia di precisione ma senza frenesia. Lì dove la serie ammiraglia tende a trasmettere unicamente reattività e velocità, la OM-3 restituisce al fotografo una sensazione di pieno controllo del timing di scatto, regalando un feeling meravigliosamente “analogico”  nell’atto della pressione del tasto di scatto. Ovviamente, grazie al potente sensore “stacked”, la OM-3 è in grado di performance eccellenti anche con otturatore elettronico, utile in situazioni estremamente dinamiche o in necessità di assoluto silenzio.

La scelta di non inserire il “joystick”, (una delle modifiche cui accennavo in precedenza), va vista proprio in questa prospettiva: la OM-3 è una fotocamera pensata per un uso diverso e meno frenetico, orientata a fotografi che prediligono la pre-visualizzazione all’azione e di conseguenza preferiscono pre-impostare la propria fotocamera per lo scatto. La necessità di regolazioni rapide e spostamenti di aree di fuoco viene quindi meno proprio a causa del tipo di foto cui questa macchina andrebbe destinata: nella fotografia urbana e street è molto più comune agire in anticipo, impostando l’area di fuoco e i valori di scatto per inquadrare velocemente e scattare in una frazione di secondo. Su un prodotto di questo tipo, pensato per una fotografia più di ricerca che di azione, trovo sia corretta la scelta fatta che lascia comunque al touch screen la possibilità di muovere le zone o i punti AF, a necessità, molto rapidamente (e in questa modalità il display orientabile è molto comodo).
Sulla OM-3 sono presenti tutte le funzioni computazionali già apprezzate sulla recente OM-1 II, compresi il Live ND (qui disponibile fino a ND64), il nuovo Live GND e il riconoscimento umano, Quest’ultimo, come già apprezzato sulla OM1 II, funziona molto bene, individuando sempre con precisione eventuali persone cui dare priorità all’interno della nostra inquadratura, diventando un’opzione centrale attorno cui impostare la propria esperienza d’uso con questa fotocamera. E’ovviamente presente lo scatto Hi Res nella doppia versione mano libera (50MP) e cavalletto (80MP) con la possibilità di scegliere anche la profondità colore 14Bit.
Tutte le funzioni computazionali sono, sulla OM-3, facilmente attivabili da un unico tasto (CP): una soluzione comoda e pratica, in linea con la filosofia del prodotto.
Sul fronte video (già molto completo sulla OM1 II), oltre alla modalità Slowmotion (S&Q) direttamente accessibile dalla nuova ghiera, c’è da segnalare la presenza di due nuovi profili colore Cine1 & 2.

La OM-3 nasce inoltre con il preciso scopo di essere utilizzata con obiettivi e focali molto differenti da quelle della OM-1 o OM-5: l’attenzione è spostata su focali medio-corte, esattamente come recita il manuale del “fotografo classico” e non è un caso se OM System ha annunciato due nuove versioni dei classici Zuiko 17mm  f/1,8 e 25 f/1,8 serie Premium proprio in concomitanza con l’annuncio della OM-3 ed abbia scelto lo zoom MZuiko 12-45mm f/4 Pro come lente kit di riferimento.

Assieme alla OM-3 arrivano le versioni II del 17mm e 25mm f/1.8

Proprio in questa volontà di dare al prodotto una precisa impostazione d’uso deve essere vista, a mio avviso, anche la scelta di utilizzare un EVF differente da quello della OM-1 mark II che, a fronte di una risoluzione e dimensioni inferiori, permette al fotografo di godere di una percezione rapida ed istantanea di tutto l’inquadrato, senza dover spostare l’occhio all’interno di un area troppo ampia: è un approccio tipico per una fotocamera indirizzata ad un uso giornalistico-reportage, per permettere al fotografo di reagire velocemente in un contesto dinamico come quello urbano. Anche se questa scelta farà storcere il naso agli amanti delle schede tecniche, permette alla OM-3 di distinguersi ulteriormente nell’intento d’uso rispetto alla sorella maggiore, rivelandosi uno strumento concreto ed utile sul campo.
A proposito dell’ EVF, sebbene sulla carta sia uguale a quello della OM-5, sul campo la resa è stata molto migliore sia per fluidità che fedeltà cromatica, benefici dovuti molto probabilmente alla enorme differenza di potenza di calcolo dell’elettronica tra le due fotocamere.

Bari, 2025 – OM System OM-3 + Mzuiko 12mm f/2.0

Tutti quelli che  non avevano trovano (con la OM1 e OM1 II) il giusto feeling per un tipo di fotografia più rilassata ma ne invidiavano caratteristiche e funzionalità avanzate, vengono ora accontentati con questa nuova fotocamera, in cui confluisce il top della tecnologia del produttore ma orientato ad un intento d’uso differente: nasce così un un prodotto indirizzato a nuove possibilità fotografiche.

Totale protezione del corpo macchina con il 12-45 f/4 Pro – standard IP53 dichiarato dal produttore
Stabilizzazione a 5 assi con Synch IS con le lenti compatibili (fino a 7.5 stop con il 12-100 PRO)

Ad una sommaria e veloce analisi la OM-3 potrebbe sembrare “solo” una OM1 II con un diverso vestito, ma non è così. Proporre qualcosa di completamente nuovo, soprattutto per un brand i cui prodotti rappresentano già l’apice della tecnologia disponibile e sono da tempo sinonimi di innovazione e avanguardia, non è certamente un compito semplice; non deve pertanto stupire che molti nuovi prodotti OM System siano sempre più diversificati nelle finalità d’utilizzo e nell’esperienza d’uso stessa invece che nelle prestazioni pure e semplici.
Se si considera che, strutturalmente, la OM-3 offre molto meno spazio (rispetto al body OM1) per alloggiare la componentistica interna, è facile immaginare come la scelta di mantenere la stessa base hardware (pur limitandone alcune caratteristiche come il mirino o il doppio slot di memoria) abbia richiesto comunque un certo impegno ai progettisti, portando ad una ri-progettazione di gran parte della componentistica interna: meno spazio a disposizione indica che tutto è stato ridisegnato per poter stare in uno spazio più piccolo: il corpo macchina pesa solo 410g.
E’ sufficiente osservare il fondello della fotocamera per stupirsi di come OMDS sia riuscita ad implementare la stessa batteria (BLX-1) della sorella maggiore, garantendole così un’autonomia di funzionamento eccezionale. La connessione USB-C garantisce la possibilità di ricarica anche durante l’utilizzo della fotocamera.

Taranto, 2025 – OM- 3 + MZuiko 12mm f/2.0 – LIve GND

La OM-3 è quindi un’ammiraglia nel corpo di una fotocamera classica, perfetta per chi cerca il massimo della resa in un corpo piacevole alla vista e rilassante nell’uso. Anche il menu è (ovviamente) quello della OM1, adattato ovviamente al layout dei comandi della nuova fotocamera, con relative aggiunte e modifiche per le nuove funzioni. Il giudizio sulla fotocamera è quindi, assolutamente positivo, anche in virtù della scelta di OM System di tornare ad aprirsi ad altri tipi di fotografia, oltre quella naturalistica. Da questo punto di vista, il Creative Dial è fondamentale: è possibile creare bianchi e neri di grande impatto (giocando direttamente con il color control e l’anteprima in tempo reale), avere a portata di mano fino a 4 profili colore personalizzati,  creare viraggi  originali e ancora avere accesso a tutti gli ART Filter stuzzica molto la voglia di sperimentare e apre a nuove possibilità creative, soprattutto in ambienti urbani che ben si prestano a questo tipo di sperimentazioni.

 

Tutto perfetto quindi?
Data la forte vocazione  “vintage” del prodotto penso non avrebbe guastato avere qualche ghiera/comando fisico in più sulla calotta (una ghiera degli ISO ad esempio) e una maggior possibilità di personalizzazione “hardware” (come ad sempio  il filetto sul tasto di scatto della PEN F che permetteva l’aggancio di alcuni copri-tasto personalizzati) ma, anche così, la OM-3, si presenta come un ottimo prodotto e soprattutto come un potenziale ottimo inizio per una nuova famiglia di fotocamere nella gamma OM System;  raccoglie infatti appieno l’eredità vacante della PEN F, elevandola ad un nuovo livello di qualità e divertimento nell’uso.

Per maggiori informazioni sulla OM -3 e per le caratteristiche tecniche complete clicca qui

NOTA: I raw della OM-3 sono stati sviluppati con OM Workspace; al momento della stesura dell’articolo la suite Adobe non supporta ancora il RAW della OM-3 pertanto non ho potuto seguire la mia normale prassi di postproduzione.


Tutte le fotografie sono di Ugo Baldassarre
WWW.UGOBALDASSARRE.COM


Si ringrazia Giulia Passeri per aver posato per alcuni scatti

Tutti i prodotti a marchio OM System sono distribuiti in esclusiva nazionale da POLYPHOTO SPA e disponibili in tutti i rivenditori autorizzati (trova il tuo).

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