Ode al “tappo”

A cura della Redazione di Micro4/3 Italia

C’è un unico “tappo” nel mondo Micro4/3, nonostante la presenza di due lenti con questa caratteristica, ed è, almeno per noi di M43Italia, l’ il fisheye 9mm f/8. E’ poco più che un giocattolo, all’apparenza, ma nelle mani giuste, come quelle del nostro Giuseppe D’Agostino (Pandamonium D’agostino nel gruppo), “canta” ed esprime una fotografia diretta e viscerale.

E’ uno strumento creativo da portare sempre con sè, in qualsiasi occasione e su qualsiasi corpo macchina.

Completamente manuale, con sole due regolazioni di fuoco , resta uno degli oggetti più divertenti dell’intero sistema.

Ecco cosa ne pensa il nostro Giuseppe:

“Preso per scherzo e senza grosse aspettative, mi mancava un fisheye nel neo-corredo micro 4/3.

Mi ha stupito per tutta una serie di aspetti. Nei contro non ho indicato granchè, ma parliamoci chiaro, è pieno di difetti: il diaframma fisso lo rende poco sfruttabile in condizioni di scarsa luce, non è un campione di nitidezza, la distanza minima di maf non è ridotta quanto dovrebbe e quando si inquadrano fonti luminose (sia naturali che artificiali) genera una serie di aberrazioni agghiaccianti ma… bellissime!

Ed è questo il punto: se si considera il prezzo e il peso piuma e si entra nell’ottica di sfruttarne i difetti a proprio vantaggio, sa dimostrarsi un piccolo fuoriclasse che regala un mood unico alle foto! Non bisogna chiedergli nitidezza estrema e nemmeno un comportamento corretto. E’ poco più di un pinhole che deforma, una sorta di “vetraccio” dal sapore squisitamente Lomo che, se compreso, sa scatenare la creatività di chi lo usa. Se cercate un classico fisheye, pulito e ultranitido, guardate altrove o pensate in ogni caso ad un affiancamento.

Da usare è intuitivo al massimo, basta familiarizzare cinque minuti con la levetta con le tre posizioni di fuoco. Mi ci diverto, mi fa impazzire, non lesino sugli ISO e poi in PP sporco ancora di più l’immagine, la estremizzo senza pensarci troppo: il risultato mi appaga, nonostante all’inizio mi abbia spiazzato quando non usato in condizioni di luce ottimali.

Una lente che non è una lente, dal potenziale creativo inarrivabile in rapporto al suo costo.

Geniale e bellissima, sicuramente unica… “

 

Tutte le foto a corredo sono state realizzate con OlympusBody Cap 9mm Fisheye da  Giuseppe D’Agostino e pubblicate con il suo permesso. 


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Commenti all'articolo

Un commento su “Ode al “tappo””

  1. L’ho comprato (usato) per limitare spesa, ingombro e peso ed aggiungere una focale più corta del 12, rimpiangendo il 17 analogico tanto amato su pellicola. Confermo i pregi e ai difetti aggiungo: intonazione calda e facilità a spostare accidentalmente la messa a fuoco. Ma non ne farei più a meno: deforma, dilata, trasforma e aggiunge atmosfere di sogno a paesaggi, interni, still life. Da provare assolutamente.

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