Gianni Russo

di Ugo Baldassarre

Micro 4/3 Italia è una comunità di fotografi appassionati e anche professionisti. In queste pagine andremo a scoprire, di tanto in tanto, chi sono gli autori più interessanti del gruppo, offrendo loro la possibilità di presentarsi e condividere un po’ della loro storia e delle loro migliori immagini.

Andiamo a conoscere Gianni Russo, uno degli utenti “storici” del gruppo e autore molto apprezzato all’interno dello stesso e non solo.

Ciao Gianni, grazie innanzi tutto di dedicarci un po’ del tuo tempo. Raccontaci un po’ di te, in generale, chi sei, cosa fai, cosa ti piace.

Ciao, grazie a voi. Ho cinquanta anni e dopo la laurea in economia e commercio ho intrapreso un percorso lavorativo prima nel settore dell’arte per poi approdare ad un impiego più sedentario. Amo la lettura, la musica, suono la chitarra e per anni ho girato portando un po’ di sano rock in giro per pub. Mi ha sempre affascinato la fotografia, mio padre era un appassionato, mia moglie mi ha seguito per anni nei concerti fotografando la band, ma dopo la nascita di mio figlio sei anni fa ha praticamente abbandonato la passione. E così le ho scippato la macchina fotografica ed ho cominciato a fotografare più spesso. Ed oggi cerco di fotografare ogni giorno.

 

 

Se sei qui, sei ovviamente un utilizzatore del sistema Micro 4/3. Quale è la caratteristica che ti piace di più nel sistema e quella che inizialmente ti ha convinto ad usare questa tecnologia.

All’inizio ho scelto il sistema micro 4/3 perché mi sono innamorato dell’aspetto old style della M10 MK I, assolutamente bellissima. Nel tempo ho però cominciato ad apprezzare le qualità tecniche del sistema, tant’è che ho scelto poi una M5 MK II alla quale ho affiancato poi una M1 MK II, macchine meravigliose. Sembrerà banale ma la caratteristica che amo di più del MFT è la sua portabilità, posso avere sempre con me almeno un corpo macchina e un obiettivo, non perdendo mai l’opportunità di scattare foto senza dover rinunciare ad una altissima qualità d’immagine.

Quando hai capito che la fotografia era importante per te?
In realtà non saprei dirlo… Ma di sicuro fare foto a mio figlio e fermare nel tempo l’amore che provo per lui ha fortemente contribuito.

A cosa non rinunceresti mai nel tuo corredo?
Ah bella domanda. Probabilmente allo zuiko 75mm f1.8, ormai faccio prevalentemente foto di ritrattistica ed il 75mm è assolutamente perfetto: nitido già a tutta apertura, un meraviglioso bokeh. Direi che non potrei farne a meno

 

 

 

Raccontaci la foto più bella che hai scattato e quella più importante…
Fare una classifica e scegliere due foto è veramente difficile. Ogni foto ha una storia, racconta un attimo rubato e fermato nel tempo. In ogni caso una delle foto che preferisco e che trovo bellissima l’ho scattata durante uno shooting con una splendida aerial dancer. In questa foto ritrovo un po’ tutto quello che amo in fotografia: dinamismo, colori ed una bellissima modella. Forse uno degli scatti più importanti per me è una foto scattata a mio figlio in un baretto deserto in spiaggia a settembre: si nascondeva dietro un pilastro di legno e mi guardava con un’aria accigliata. Non so perché ma ho visto in quello sguardo qualcosa di magico e meraviglioso. Un attimo che non ritornerà ma che ho avuto la fortuna di fissare in una foto.

 

…  la foto più difficile…
Su questo non ho quasi dubbi: una foto scattata ad una performer che usava delle meravigliose ali luminose. Avevo in mente da un pochino questa foto, ho proposto a delle amiche di provarci, senza sapere a cosa saremmo andati incontro. Un’intera serata di scatti per averne forse 10 15 che ci piacevano veramente. Una faticaccia ma il risultato mi sembra ottimo.

 

 

… e infine quella che non sei ancora riuscito a fare.
Tutte quelle che ancora non ho scattato

Le tue foto hanno sempre una luce davvero interessante. Quali sono i passi per la pianificazione di un set, da questo punto di vista?
La luce, ovviamente, è un aspetto fondamentale per avere delle buone foto e da qualche anno ho cominciato a studiare a fondo la possibilità di avere un maggiore controllo su di essa, ovviamente parlo dell’amato/odiato flash. La possibilità di giocare con la luce e modificarla a mio piacimento mi affascina. Lavoro spesso improvvisando set fotografici in location ben diverse dalle quattro mura di uno studio e così mi son dovuto adattare per ottenere i risultati migliori. Uso in genere due, al massimo tre flash in modo da semplificare il lavoro. Amo le ombre forti, profonde e cerco di uscire un pochino dai soliti schemi di luce. Cerco per prima cosa di illuminare il mio soggetto con una main light che mi dia già delle ombre giusto. Aggiungo poi una rim light per ottenere la giusta separazione dallo sfondo, che amo tenere molto scuro così da poter esaltare al meglio il soggetto. A volte poi aggiungo una terza luce per avere un po’ di spinta in più su qualche elemento. In post produzione tendo ad aumentare un po’ il calore della foto, adorando la pittura di Caravaggio e di Vermeer cerco, vanamente ovviamente, di avvicinarmi a quello stile.

 

Nel gruppo ti sei sempre distinto per tante foto armoniose e dinamiche di atlete-aeree. Come è nata questa lunga e fruttuosa collaborazione?
Il tutto è nato veramente per gioco: avevo condiviso un video di una spettacolare esibizione di pole in una vecchia fabbrica, e ho chiesto se tra i miei contatti ci fosse qualcuna che conoscesse delle atlete che praticavano quella disciplina. Ed ho scoperto che sono moltissime le ragazze che praticano questo sport. Il primo shooting l’ho organizzato in studio con 5 ragazze. Hanno montato un palo portatile nel piccolo spazio a disposizione. E quel giorno alcuni amici hanno anche portato via i trigger dei flash, tutti i trigger. Mi son dovuto ingegnare ed ho scattato con due grandi pannelli led ed un caldissimo faro Ianiro. Un’esperienza sfiancante ma allo stesso tempo divertentissima. Il risultato è piaciuto molto e così è nata una bella e fruttuosa collaborazione con diverse palestre napoletane. Fare foto di pole dance richiede una giusta dote di tecnica, una capacità di cogliere gli attimi salienti dell’esercizio ginnico e una sanissima dote di savoir-fair: si è a stretto contatto con molte ragazze in costume e non ci si può permettere di sbagliare. Tra le specialità che adoro ci sono la exotic e i tessuti aerei, dove hai davanti delle meravigliose farfalle, assolutamente bellissime.

 

Per conoscere meglio Gianni Russo potete seguirlo sui suoi social e profili pubblici, oltre che, ovviamente, nel nostro gruppo Facebook.

Instagram

Pagina Facebook

Commenti all'articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

cinque × quattro =