Il punto della situazione…

di Ugo Baldassarre

 

L’ondata di notizie, voci di corridoio e annunci ufficiali riguardanti i nuovi prodotti fotografici era iniziata già verso fine agosto, con Nikon e Canon che avevano scoperto le carte delle rispettive linee mirrorless, ma è in queste ore che, annunci di ogni genere, stanno infuocando i forum di mezzo mondo.

Il Photokina 2018 sarà ricordato come l’edizione dei “sensori grandi” perchè quando anche Leica-Panasonic-Sigma formano un consorzio per entrare (alla grande) nel gioco, Fuji presenta nuove medio formato (circa) qualche dubbio sul futuro del sistema Micro4/3 a qualcuno potrebbe venire, no?

Insomma “grande è bello” “più grande è meglio è” , quante volte abbiamo sentito queste affermazioni? Vedere che anche Panasonic salta sul carro del sensore “fufù” a qualcuno puzza di tradimento.

Ma analizziamo meglio la situazione. Chi è che ha presentato tutte queste novità?
Nikon, che naviga in cattive acque da diverso tempo e ha appena annunciato di abbandonare il Brasile come mercato (e chi altro a seguire?), che aveva provato ad entrare nel mondo mirrorless in maniera a dir poco disastrosa con la serie 1 (per poi iniziare una guerra di dichiarazioni anti-mirrorless per denigrare il prodotto invece validissimo delle concorrenti) e che quindi DEVE entrare in questo mercato in qualche modo per non essere proprio tagliata fuori; Panasonic, che probabilmente sta soffrendo molto l’attacco sul lato “video” da parte di Sony e tira dentro Leica e il sistema Leica SL (che forse, con una line up più economica di lenti diventa anche un pò più appetibile);  Canon che comunque deve adeguarsi alle sue rivali principali, Sony (prima) e adesso anche Panasonic, come vedremo…

Da quello che percepisco è una specie di “tutti contro Sony”, per cercare di fermare l’avanzata della corazzata nipponica che, però, ha dalla sua un reparto ricerca e sviluppo inarrivabile, un enorme vantaggio temporale e tecnologie nel cassetto ancora sconosciute.

Tra tutti, a mio avviso, solo Panasonic ha davvero presentato una macchina completa e interessante, che può, già dalla sua prima incarnazione, essere completa e competitiva. Ma non è una Micro4/3 quindi non ce ne occuperemo molto da queste parti, passata la bufera iniziale di questi giorni.

E Olympus? E il Micro 4/3? Il micro 4/3 è uno standard diffusissimo ormai e un mercato importante per Olympus. La casa giapponese aveva già fatto sapere per vie traverse che non ci sarebbero stati annunci importanti al Photokina, lasciando LA novità per inizio anno prossimo per cui, da questo punto di vista, nessuna novità e nessuna preoccupazione.

Si parla da più parti di una nuova super-ammiraglia con tecnologie avanzatissime (e anche prezzo sopra la media delle attuali) costruita, probabilmente, attorno alle tecnologie che hanno reso avveniristica la Sony A9, solo in formato più piccolo. Sono solo illazioni, supposizioni, ma una A9.mini non sarebbe proprio male, che ne dite?

Intanto Panasonic ha presentato un rivoluzionario zoom di gamma professionale Leica DG Vario-Summilux 10-25 f/1,7 (20-50mm) il che la dice lunga sul fatto che per ora la gamma Lumix G e il micro4/3 in generale sono ancora nelle loro priorità (e penso lo saranno a lungo).

Personalmente ogni giorno, e per lavoro, ho la conferma di quanto il mio corredo sia efficiente e di qualità, cose che non mi fanno mai, assolutamente, sentire il bisogno di sperimentare nuove tecnologie. Le sperimentazioni facciamole nella fotografia, non nella attrezzatura 😉

Una cosa comunque è sicura. Per chi vorrà, non ci saranno imbarazzi nella scelta nei prossimi anni. Almeno questo, pare chiaro da questa edizione 2018 della kermesse.

Commenti all'articolo

Un commento su “Il punto della situazione…”

  1. Stiamo appena uscendo dalla preistoria della foto elettronica, il mercato si muove perché ha trovato una certa stabilità tecnologica che permette la ricerca di nuovi settori di produzione e differenziazione in un mercato purtroppo finora eccessivamente omologato, la ricerca del FF credo sia più una conseguenza verso sistemi intrinsecamente capaci di sfocati di qualità migliore degli attuali, gli zoom attuali con le loro escursioni ed aperture per poter essere corretti come sono pagano pegno con proiezioni non del tutto controllate delle zone limitrofe ai piani di fuoco, aumentare il formato da una parte si giustificano ottiche meno complesse e luminose (che diventerebbero mastodontiche) dall’altra ci si aspetta una naturale diminuzione della profondità di campo, con alla fine immagini più allineate alla “vecchia fotografia” .

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