a cura di Ugo Baldassarre
fotografie Ugo Baldassarre e Marco Lazzarelli e Gabriele Trapelli
Recentemente mi sono lasciato tentare dall’offerta speciale sul moltiplicatore di focale M.Zuiko Mc-20 da usare abbinato al mio M.Zuiko 40-150pro f/2,8. Era un po’ che meditavo di prendere una focale molto lunga per qualche evenienza (per qualche incarico sportivo o semplice diletto) e alla fine, grazie anche ai bellissimi esempi che molti utenti postano nel nostro stesso gruppo FB, mi sono deciso a optare per questa strada, sfruttando quindi l’eccezionale zoom già in mio possesso.
L’occasione mi è parsa più che ghiotta per andare a sentire direttamente “dal campo” qualche impressione d’uso da Marco che ha ritirato la sua OM1 proprio qualche giorno fa, unendo l’utile al dilettevole. Ho contatto quindi Gabriele (altro amico del gruppo) che si è unito volentieri assieme al suo nuovo M.Zuiko 100-400 IS e mi sono diretto all’ oasi di Cronovilla, alle porte di Parma..
In questa occasione ho avuto modo di testare ancora un po’ la nuova OM1 in una altra situazione reale e il fatto di aver scelto un contesto a me del tutto estraneo me ne ha fatto comprendere ulteriormente le incredibili potenzialità.

Marco viaggia incredibilmente leggero: per lui solo OM1 e M.Zuiko 150-400 f/4,5 1,24x IS Pro (si, è uno dei fortunati possessori di questa lente incredibile!) saldamente su monopiede: tutto montato assieme e posizionato a spalla, pronto all’uso.
E non ci è voluto molto per mostrarci i risultati di questo set-up. Dopo pochi metri dal parcheggio , notando un rapace in volo sopra le nostre teste, ha acceso la OM1, puntato il tele e in pochi secondi ha effettuato una serie di scatti. E’ stata questione di pochi secondi e sulla macchina fotografia c’era una impressionante sequenza, direttamente in jpeg, di questo falco di palude.

Marco viene in oasi quasi tutti i giorni dell’anno ed ha tantissima esperienza in questo campo: sentire per tutto il pomeriggio parole di entusiasmo a proposito del nuovo acquisto e su quanti e quali progressi abbia fatto l’autofocus e il tracciamento dovrebbe essere di grande sollievo per tutti i dubbiosi.
Ma la certezza che la OM1 sia un salto di qualità notevole rispetto alla pur ancora ottima E-M1X (che Marco Lazzarelli usava con estrema capacità e risultati eccellenti fino all’altro ieri) l’ho avuta mettendo io stesso a confronto le macchine ieri pomeriggio.
Ho messo in uso il mio M.zuiko 40-150 Pro + MC-20 (un bellissimo 80-300pro f/5,6 quindi) prima sulla OM1 e poi sulla E-M1X e sia per prestazioni che per risultati ottenuti non c’è stata gara.
Metto in conto, in queste affermazioni, che sicuramente la mia EM1X non era configurata al meglio per l’occasione (non faccio questo genere di fotografie solitamente) ma allo stesso modo, trovando conferma anche nelle parole di Marco, non credo che la storia sarebbe stata molto differente: la OM1 permette di fare tutto con estrema semplicità. Anche un movimento rapidissimo, una azione quasi fulminea a molti metri di distanza… nulla le sfugge: punti, aggancia, segue in maniera spettacolare.

Marco è riuscito ad immortalare dei piccoli volatili, velocissimi ed imprevedibili, in frazioni di secondo, esclamando “queste con la X non le facevi così”. Effettivamente, la OM1 sembra “pensare” ed “anticipare” quello che stai per fare.
La OM1 di Marco è settata già incredibilmente bene e monta la più incredibile lente del sistema Zuiko; lui è un esperto conoscitore di ogni singolo dettaglio del menù AF Olympus (e le voci e le opzioni della OM1 sono sostanzialmente le stesse della EM1X) ma devo dire che anche quella nella mie mani si è fatta valere esaltando la coppia 40-150pro +MC-20 e regalandomi inaspettate soddisfazioni (come ad esempio una sequenza ad un airone in volo con atterraggio sull’acqua, sempre tenuto a fuoco a circa 150metri di distanza, invisibile a occhio nudo quasi).

Non è stata una giornata particolarmente movimentata dal punto di vista avifaunistico: il martin pescatore è latitante e non ci sono stati grossi avvistamenti a distanze ravvicinate: questo non fa altro che farmi ulteriormente comprendere il potenziale della nuova OM1 in quando capace di massimizzare il risultato anche con sporadiche occasioni d’uso.
La batteria ha mostrato inoltre un ottimo rendimento, ben più alto che la precedente . Con una singola carica è possibile affrontare diverse ore di questo genere fotografico senza grossi problemi.

Risultati e prestazioni a parte, è stato bellissimo momento di condivisione e relax tra amici che condividono una passione e in cerca di un po’ di relax.

Fotografare è anche questo per tantissime persone: un modo per stare assieme, passare un po’ di buon tempo a contatto con la natura o semplicemente staccare la spina dalla snervante quotidianità . Indipendentemente quindi dal risultato finale
In ogni caso sia il giudizio sul mio MC-20 che sula nuova OM1 sono altamente positivi e posso nuovamente affermare che la nuova OM1 farà la felicità degli appassionati del genere che utilizzano sistema Micro 4/3.
Si ringrazia Polyphoto Spa per la collaborazione.
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