a cura di Ugo Baldassarre
Alla scoperta di un nuovo autore e delle sue bellissime storie che ci portano in terre lontane alla scoperta di usi e costumi e rituali ancestrali.
“La passione per le storie, narrate per immagini è quello che mi ha avvicinato inizialmente alla fotografia. Questa esigenza narrativa si è poi sposata con la voglia di raccontare in particolar modo le persone e il loro vissuto.
Mi chiamo Andrea Calandra, vivo a Roma e sono un fotografo professionista.”
Non c’è un vero e proprio inizio della mia vita fotografica, è qualcosa infatti che ho sempre amato fare, da quando ero piccolino.
Le immagini che ammiravo sfogliando avidamente magazine come il National Geographic mi incuriosivano e stimolavano, mentre fotografare era estremamente gratificante; ho sempre trovato quindi in questo mezzo espressivo la mia libertà.

Lo strano legame ancestrale che ho sempre sentito verso il continente africano ha preso forma nel primo reportage (Journey to Masai Land), che ho realizzato nel 2016. Andando a vivere con una tribù Masai, esperienza che mi ha cambiato e che mi ha permesso di creare la storia che volevo, ho avuto l’opportunità di poter raccontare da dentro il loro quotidiano.
Dal 2018 sto invece lavorando ad un’altro reportage (non ancora completato), sempre in Africa, questa volta quella occidentale, tra Togo e Ghana, dove la mia attenzione si è rivolta all’aspetto più intimo e ancestrale di un popolo, il credo religioso e in particolare l’Animismo, dove in Togo rappresenta ancora la religione dominante.
E’ naturalmente un tema molto sfaccettato e se si pensa all’Africa nella sua grandezza, l’Animismo, praticato ancora in varie parti del continente, può assumere forme anche molto diverse tra loro.
Più che documentare quindi un credo religioso, il mio obiettivo credo sia quello di raccontare l’Africa magica, quell’insieme di sensazioni e strane coincidenze che somigliano moltissimo a quel filone letterario del realismo magico, che amo e a cui spesso mi ha ricondotto mentalmente, vivendo il continente madre. Lo faccio nell’unico modo che conosco, attraverso le immagini, dei volti, che amo fotografare, delle situazioni e taluni oggetti e luoghi che accompagnano il vivere spirituale di quei territori.
Ho scoperto nel sistema micro 4/3 il più adatto al mio modo di fotografare, soprattutto nelle ampie profondità di campo a cui si riesce facilmente ad accedere mantenendo luminosità, così come nelle dimensioni contenute, aspetto che apprezzo molto.
Le immagini che ho realizzato finora sono state scattate con corpi Olympus Pen-F e M1 Mark II, corredati rispettivamente di Zuiko 17mm f/1.8, Zuiko 25mm f/1.8 e sulla M1 II Zuiko 17mm f/1.2 PRO e Zuiko 25mm f/1.2 PRO.”
Il progetto di Andrea è ancora in pieno svolgimento; ringraziamo l’autore per questa bella anteprima in esclusiva per Micro4/3 Italia.
Contatti:
Andrea Calandra
Instagram: @calandra_andrea











