Odi et Amo – Lumix 14mm

Una delle lenti più piccole e leggere del sistema, nelle parole ed immagini di Alessandro Russo.

 

di Alessandro Russo

Ammettiamolo: in questo momento storico all’insegna della perfezione tecnica e dell’ossessione per la nitidezza estrema, le aberrazioni ridotte al minimo e i grafici MTF impeccabili, è facile dimenticare che la fotografia – forse – dovrebbe essere tutt’altro.
Ok, la qualità di immagine conta, ma ci sono anche altri aspetti che rendono un obiettivo speciale e che varrebbe la pena considerare: il feeling, la discrezione, la possibilità di portarlo ovunque e il suo impatto sul proprio processo creativo.

Inoltre, anche gli stessi difetti possono conferire alle immagini un certo carattere particolare. E proprio qui entra in gioco la mia più grande relazione di amore/odio con un obiettivo: il Panasonic Lumix 14mm f/2.5 ASPH..

Sulla carta, questa lente risulta essere tutt’altro che perfetta, anzi. Tuttavia, quando a fine anno, per curiosità, ho controllato con quale obiettivo avessi scattato di più, indovinate chi è stato il vincitore?

Esatto, lui.

La prima cosa che colpisce del Panasonic 14mm f/2.5 è la sua dimensione. Con un peso di appena una manciata di grammi e uno spessore di pochi mm è uno degli obiettivi più piccoli e leggeri disponibili per il sistema Micro Quattro Terzi.
Questa caratteristica lo rende perfetto per praticare street photography: discreto, quasi invisibile, permette di scattare senza attirare attenzioni indesiderate. In un epoca dominata dalla mascolinità tossica, dai macchinoni giganti e da lenti costosissime, il 14mm fa quasi ridere.

Dal punto di vista ottico, il 14mm non è certo un campione di nitidezza estrema e contrasto. Al contrario, volendo elencare i suoi maggiori punti deboli, a mio avviso vale proprio la pena menzionare il contrasto ridotto, la vignettatura, la tendenza ad esibire un certo haze in situazioni di luce particolare e i bordi sempre un po’ poco nitidi e caotici. Tuttavia, scattando in RAW, mi sono accorto che queste caratteristiche in qualche modo sono diventate terreno fertile per la mia creatività. Personalmente, come fotografo di – principalmente – bianchi e neri, ho scoperto che questo obiettivo mi consente di ottenere effetti interessanti lavorando in post-produzione, regalando alle immagini un’atmosfera molto particolare… Saranno i neri “poco neri”, la vignettatura o il bokeh sempre un po’ nervoso, ma in qualche modo il 14 mm riesce a dare alle mie immagini un aspetto vagamente analogico, quasi “disegnato”, che ben si sposa con il mio stile.

Insomma, c’è qualcosa nel suo rendering che potrei definire “sporco” e che, paradossalmente, mi piace (se poi si aggiunge anche un po’ di grana digitale in post, ancora meglio!).

A questo si aggiunga che, grazie alle sue dimensioni ridottissime, il 14mm è un obiettivo che ho letteralmente portato ovunque e, considerando anche il suo costo ridotto, anche con una maggior leggerezza d’animo. Anche rispetto al Panasonic 20mm f/1.7 – probabilmente il mio all-time favorite – noto per la sua estrema compattezza, il 14mm risulta ancora più minimal

Con una focale equivalente a 28mm nel formato full-frame, il 14mm f/2.5 è un tuttofare estremamente versatile. Sono sempre stato un fan del 28mm: una focale che ti spinge a essere creativo, a bilanciare più elementi nel fotogramma e a sperimentare con composizioni inusuali. A differenza dei classici 50 e 35mm, i 28mm richiedono di avvicinarsi al soggetto e di pensare fuori dagli schemi, offrendo allo stesso tempo una maggiore profondità di campo per giocare con gli elementi di sfondo.

Come molti altri utilizzatori del sistema Micro 4/3, una parte di me è sempre stata attirata dal più costoso Panasonic Leica 15mm f/1.7, che offre una qualità ottica superiore, una maggiore apertura, una miglior qualità costruttiva e un’estetica complessiva più raffinata.
Tuttavia, ogni volta che considero di fare l’upgrade, qualcosa mi trattiene (a parte il portafoglio), ed è proprio il mio rapporto di amore e odio con il 14mm.
Forse sono proprio le sue imperfezioni a renderlo unico… Non è un obiettivo che ti offre tutto su un piatto d’argento; anzi, richiede di lavorare con le sue limitazioni, ma in cambio può regalare immagini con carattere e personalità.

Per concludere: non credo che il Panasonic 14mm f/2.5 sia una lente per tutti. Se cercate la massima perfezione tecnica, lasciatelo perdere. Ma se, come me, cercate qualcosa che stimoli la vostra creatività e che possa letteralmente seguirvi ovunque, allora questa piccola lente merita un posto nella vostra borsa fotografica. Forse non è un obiettivo che cattura esattamente la realtà, ma vi invita a raccontare storie, un attimo alla volta.

tutte le fotografie sono di Alessandro Russo.
IG: @ale_russian_bw

Commenti all'articolo

Un commento su “Odi et Amo – Lumix 14mm”

  1. Bell’articolo. Mi ha sempre attirato come obiettivo, forse un giorno lo proverò.

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