Olympus OM-1 – WOW!

a cura di Ugo Baldassarre

E’ di nuovo tempo di OM Revolution, questa volta senza “D”, ma il succo non cambia. Circa 10 anni fa, con il lancio della OM-D E-M5 Olympus mostrò al mondo le potenzialità reali di un sistema mirrorless evoluto, sia in termini di QI che di sistema.
Circa 5 anni fa arrivò il primo grande salto generazionale con l’introduzione della OM-D E-M1 mark2 (che ancora oggi è una macchina eccezionale) che portò le prestazioni del sistema a competere anche in velocità e prestazioni con le migliori tecnologie disponibili sul mercato, dimezzando pesi e dimensioni.
I recenti movimenti di mercato, i cambiamenti nella gestione aziendale e nel brand, la nascita del nuovo nome e gli infinti chiacchiericci sul futuro del marchio e del sistema stesso stanno per essere spazzati via nella maniera più convincente possibile: siamo nuovamente testimoni di un nuovo importantissimo momento, il salto tecnologico che proietterà il Micro4/3 nel suo prossimo e sempre più radioso futuro, in barba alle critiche e le malelingue.

Mi prenderò, ancora per questa volta, la libertà di nominare il marchio Olympus e quello OM System come sinonimi, usandoli arbitrariamente in sostituzione reciproca. D’altronde, il primo grosso segnale che la nuova macchina ci dà è proprio questo: Olympus c’è e OM System funziona alla grande.
Dopo tante preoccupazioni, vedere lo storico logo Olympus capeggiare sul pentaprisma è davvero emozionate come lo è, allo stesso modo, ri-vedere lo storico logo OM sullo chassis della nuova macchina. Non è un caso se per questo prodotto così importante sia stato scelto lo stesso nome della storica OM-1 analogica. Tradizione e novità assieme in questo nuovo corpo macchina che sarà non solo lo spartiacque tecnologico per la nuova generazione di prodotti ma anche per il nuovo corso dei marchi citati: a solo un anno dall’inizio della nuova e fin troppo sottovalutata “nuova gestione” ci ritroviamo a parlare di un prodotto rivoluzionario e questa non è assolutamente una cosa da poco.

La nuova OM-1, lo dico subito, è la risposta definitiva a tutti i dubbi e perplessità sollevati da tanti utenti nel corso degli ultimi anni. Nonostante Olympus non abbia mai smesso, in realtà, di migliorare e potenziare i propri prodotti, molti utenti lamentavano una eccessiva staticità tecnologica che non permetteva di cogliere, sulla carta, differenze e novità sostanziali tra un prodotto ed un altro (c’è ancora chi infatti è convinto che la OM-D E-M1 II e la III siano quasi la stessa macchina).
Olympus ha sempre fatto scelte ponderate come quella di far evolvere senza stravolgere la propria line-up continuando ad utilizzare soluzioni vincenti senza alterarle. Se da un lato pratico tutto questo è stato un vero vantaggio per il cliente affezionato, sotto l’aspetto “emotivo” ha portato alcuni a cadere nell’inganno di una staticità evolutiva.

Ecco perchè, preso atto di ciò, la nuova fotocamera si presenta ai nastri di partenza con caratteristiche tecniche ed estetiche completamente rinnovate, in modo da non lasciare la minima possibilità di replica anche nel più strenuo degli scettici.

I dati tecnici della nuova ammiraglia sono davvero eccezionali, motivo per cui è stata definitiva una wow camera sin dalla sua prima fase di sviluppo.

 

Ogni singolo aspetto della precedente generazione è stato potenziato e migliorato ad iniziare dalla qualità di immagine che beneficia di una tecnologia completamente nuova: il nuovo sensore è infatti un BSI in grado di prestazioni in lettura-scrittura nettamente superiori rispetto all’attuale LiveMos da 20 MP e unitamente al nuovo processore di immagine promette davvero faville.
La gamma delle sensibilità ISO guadagna 2 stop (e non solo sulla carta) andando di fatto a colmare uno dei “problemi” maggiormente evidenziati da molti utilizzatori e andando a pareggiare, se non addirittura superare, le performance delle più agguerrite concorrenti.
Le già ottime prestazioni degli ultimi AF hanno subito un netto boost prestazionale grazie alla copertura totale dell’area del sensore (non ci sono più aree periferiche non coperte dai punti AF) e al drastico aumento dei punti af stessi che salgono a oltre 1000 (1053 punti a croce contro i precedenti 121!!). L’enorme potenza di calcolo della nuova CPU, inoltre, potenzia ulteriormente il sistema di tracking e riconoscimento dei soggetti mediante la AI (soluzione vista già nella EM1X ma qui elevata all’ennesima potenza) aggiungendo anche nuovi tipi di predefiniti.
Il nuovo EVF è pari in dimensioni ed ingrandimento a quello già eccellente della 1X con però una risoluzione di 5k (contro i 2 della ammiraglia) pertanto anche qui si evidenzia il salto tecnologico che tanti attendevano; anche il display posteriore guadagna risoluzione e qualità pur restando sempre della dimensione di 3”.
Non si può inoltre citare l’ulteriore (!!) miglioramente dell’ IBIS che raggiunge adesso la pazzesca capacità di oltre 7 stop di stabilizzazione (8 stop con m.Zuiko Pro 150-400 IS in modalità dual IS).

 

 

Ma probabilmente gli aspetti più interessanti di questa macchina, legati alla sua incredibile velocità di elaborazione, sono proprio quelli che si percepiranno nell’uso pratico.
Innovative funzioni come HI-Res a mano libera, ND live già apprezzati nelle precedenti versioni raggiungono di fatto una usabilità ancora superiore: lo scatto HiRes a mano libera si avvantaggia tantissimo della nuova potenza di calcolo limando ulteriormente limiti intrinsechi della tecnologia.
Che da un po’ di tempo Olympus e OM System abbiano nel mirino il fotografo outdoor non è un mistero: la certificazione di tropicalizzazione di livello ancora superiore rispetto alle precedenti ammiraglie ne è un lampante esempio. L’indice IP infatti per la nuova OM-1 è ufficialmente IP53 rendendo di fatto questa fotocamera la più affidabile in assoluto in condizioni estreme.
(mi permetto di segnalare che in realtà sia OM-D E-M1X che E-M1 mark III raggiungevano un livello di tropicalizzazione superiore a quello dichiarato ufficialmente e test pratici lo avevano dimostrato, ma la certificazione ufficiale è decisamente più rassicurante!).

Con la nuova OM-1 fa il suo esordio anche una nuova batteria che risulta più prestante del 25% rispetto ai modelli precedenti e un nuovo Battery Grip HLD-10 che permette alla macchina di raggiungere una maneggevolezza simile a quella della E-M1X (che resta ancora il corpo più comodo realizzato grazie alle dimensioni maggiori) e poter montare una seconda batteria.

Neanche il reparto video è stato dimenticato questa volta, potendo vantare un poderoso 4k60p a 10 bit e due Log già interni alla macchina cui si aggiunge anche la già vista possibilità di outup di RAW con dispositivi dedicato. La OM-1 inoltre è in grado di superare il limite dei 30 minuti di registrazione video consecutivi.

Non vediamo l’ora di provarne fisicamente un esemplare per una lunga e completa esperienza sul campo, come piace fare qui a Micro 4/3 Italia. Nel frattempo, inutile nasconderlo, l’eccitazione per questo nuovo incredibile prodotto è altissima. Non esiste attualmente alcun prodotto sul mercato (e probabilmente così sarà per un bel po’) che unisca in maniera così ottimale funzionalità, prestazioni e qualità con un sistema ottico così sviluppato e allo stesso tempo così compatto.

Anche il prezzo di lancio è particolarmente aggressivo e ci piace moltissimo: 2199€ per il body e 2790€ per il kit con il nuovo 12-40 pro II a cui si aggiunge l’ottima promozione-prenotazione: per chi ordinerà la macchina entro 7 Marzo ci sarà in omaggio una seconda batteria e l’estensione di 3 anni della garanzia. 

Ben fatto OM Digital Solution.
Bentornata OM1.

 

Per le caratteristiche tecniche complete vi rimandiamo al comunicato ufficiale 

 

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Commenti all'articolo

5 commenti su “Olympus OM-1 – WOW!”

  1. Perdonami Ugo, ma visto che l’hai avuta in mano qualche foto come si deve proprio no? Anche per distinguersi un pò dai “soliti” professori da forum…..che hanno stufato e non poco !!!!
    Grazie

  2. non l’ho ancora avuta in mano.appena avrò la mia per il test avrete foto e test alla mia solita maniera.

  3. Quello che mi stupisce di questa nuova macchina è l’ assoluta compattezza. Incredibile cosa racchiuda in un corpo così piccolo!

  4. Una macchina che promette benissimo!
    Mi lascia solo un po’ perplesso le ghiere, anteriore e posteriore, incassate nel corpo, come ma emx. Non è che così aumenta la possibilità che rimanga centri dello sporco/acqua/detriti? Ho sentito inoltre che le ghiere sono meno fluide di quelle della em1.3

  5. io credo che abbiano portato tutta l’esperienza della EM1X in questo corpo e le ghiere sulla x sono PERFETTE, come anche il tasto di scatto per corsa e sensibilità

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