OM1 o OM1 Mark II ?

di Ugo Baldassarre

La domanda che ultimamente mi viene più spesso rivolta è se valga la pena acquistare la nuova OM1 II o se il precedente modello, offerto spesso a prezzi molto interessanti, possa essere ancora una scelta valida. Da qualche settimana sono possessore della OM1 Mark II e proverò quindi a rispondere a questo quesito.

OM1 e OM1 mark II condividono tante caratteristiche tecniche e funzionali, oltre al palese identico aspetto esteriore: questa marcata somiglianza è stato il motivo che ha gettato le basi del dubbio in molti utenti sin dal momento del lancio e facendo serpeggiare l’idea che il nuovo modello fosse solo l’upgrade software che veniva invece negato sulla precedente generazione.

Clarissa – ritratto in luce naturale OM1 II con riconoscimento soggetto attivo

Come ormai abbiamo avuto modo di spiegare più volte, le novità operative sono state rese possibili dalla maggior memoria della fotocamera e dalla miglior gestione della stessa da parte del rinnovato controller di memoria: una spiegazione che in qualsiasi ambito informatico sarebbe stata più che sufficiente per far comprendere le capacità superiori del nuovo modello ma, evidentemente, non abbastanza per il pubblico fotografico. In ogni caso, basta prenderne atto: se si desiderano le nuove funzionalità e le migliorie introdotte nella gestione dei soggetti bisogna acquistare la OM1 MK II.
E la OM1? Beh, la OM1 resta una signora fotocamera con caratteristiche ancora incredibili, migliorate ancora un po’ con l’ultimo aggiornamento 1.7 rilasciato a fine agosto, addirittura in anticipo rispetto alle dichiarazioni rilasciate dopo le polemiche successive al lancio del nuovo modello.

Clarissa – ritratto in luce naturale OM1 II con riconoscimento soggetto attivo

La sensazione d’uso della OM1 II è esattamente quella che ci si aspetterebbe da un modello potenziato, ovvero un miglioramento generale sotto tutti gli aspetti funzionali. A livello hardware è stata migliorata l’unica pecca del modello precedente, ossia il materiale plastico troppo rigido utilizzato per le ghiere di regolazione (anteriore e posteriore). La OM1 II è tornata (come l’eccellente E-M1X) ad utilizzare materiale gommoso, molto più sensibile nell’uso sia a mani nude che con i guanti e non soggetto agli improvvisi indurimenti che diversi utenti hanno lamentato sul modello precedente. Basta questa sola questa caratteristica a giustificare l’acquisto o l’upgrade della fotocamera? Chi è solito fotografare in condizioni estreme con i guanti potrebbe pensarla proprio così. Potrebbe sembrare un’affermazione esagerata ma non si dimentichi che la differenza tra una buona macchina e una migliore sta proprio nella quantità di problemi che quest’ultima riesce a risolvere rispetto alla precedente nell’uso pratico. Se la differenza tra una foto fatta e una persa sta nell’impossibilità di scattare con i guanti allora, per molti utilizzatori, il gioco vale la candela!
Il migliorato IBIS inoltre assicura migliori performance in tutte le funzioni in cui questo è coinvolto.

OM1 II + 25mm PRO – servizio fotografico per battesimo
Colorno 2024 – OM1 II + 12-40II Pro

Le altre differenze, tralasciando le nuove funzionalità (già evidenziate qui), sono più una serie di sensazioni ottenute sul campo che riscontri oggettivi, ma credo che siano altrettanto degli di nota.
Proprio sulla base di queste sensazioni, maturate con l’uso sul campo, quello che mi preme sottolineare è come l’operatività della fotocamera sia ulteriormente migliorata. Non ci sono incertezze nell’uso, tutto è fluido e non c’è la minima presenza di latenza o tempi morti: la velocità di gestione delle schede di memoria, le funzioni computazionali, le raffiche prolungate, la continuità di visione nel mirino… tutto viene gestito con estrema disinvoltura da un hardware che, evidentemente, ha tratto giovamento da questo (sottovalutato) potenziamento della memoria.
Grazie alla rimozione del “collo di bottiglia” dato dal vecchio buffer, la OM1 II non ha necessità di memory card da prestazioni estreme e offre ottime prestazioni anche con delle buone V60 (e la cosa non è da sottovalutare alla luce dei costi di una consistente scorta di queste rispetto a modelli ancora più veloci).

Entrambe le OM-1 sono certificate IP53

La sensazione finale che ho avuto è quindi proprio quella di avere tra le mani una macchina fotografica estremamente solida non solo nella costruzione (su questo siamo abituati molto bene da anni) ma anche nel suo funzionamento: tutto sembra aver ricevuto una iniezione di “performance”, dall’AF-C, al tracking,dal riconoscimento dei soggetti alla stabilità operativa.

E torniamo quindi alla domanda: “Vale quindi la pena acquistare il nuovo modello rispetto al precedente?”
La risposta è SI, ma con le dovute considerazioni.. Intanto va tenuto a mente che la OM1 II è il prodotto di riferimento attualmente a listino ed ha prospettive di supporto e di potenziali ulteriori miglioramenti, mentre la OM1 ormai a fine vita, ha (salvo sorprese) già raggiunto la sua maturità ed espresso il suo potenziale; di contro c’è però da considerare la differenza di prezzo (variabile in base ai periodi e alle offerte) e, ovviamente, l’uso finale cui si intende destinare il prodotto.

Il primo fattore è molto variabile, a seconda della propria disponibilità economica, del periodo e delle offerte. Personalmente mi sono fatto l’opinione che, a fronte di una differenza di prezzo che non superi le 500-600€, i vantaggi offerti dal nuovo modello siano da preferirsi rispetto al risparmio offerto dal vecchio modello; nel caso invece di differenze di prezzo superiori, ritengo che il “vecchio” modello non abbia alcuna lacuna tale da comprometterne l’utilizzo e possa ancora essere un ottimo strumento per diversi anni a venire, sempre con la consapevolezza che quasi certamente le prestazioni attuali saranno permanenti. La disponibilità della OM1 non sarà poi eterna, per cui è facile immaginare che nel breve periodo scorte ed offerte termineranno, lasciando spazio al solo nuovo modello, per cui il dubbio su cosa scegliere durerà non molto ancora.

Il riconoscimento umano della Om1 ha funzionato anche in questa occasione

In definitiva, vorrei concludere, sottolineando ulteriormente come la OM1 II, pur non proponendo lo nessun clamoroso salto tecnologico generazionale, sia una macchina praticamente perfetta per qualsiasi scopo: estremamente competitiva in qualsiasi settore, prestante, solida e funzionale, si colloca al top della produzione e della gamma Micro4/3 mostrando ormai una straordinaria stabilità operativa ed un insieme di funzionalità che nessuna altra fotocamera in commercio può vantare.
Considerando le ottime offerte già viste e l’imminente periodo Natalizio, non credo mancheranno occasioni per farla propria nel breve periodo.

Tutte le foto nell’articolo sono di Ugo Baldassarre e scattate con OM System OM1 II e lenti Zuiko Pro.  Le foto rappresentano il risultato finale ottenuto a seguito di normale processo di sviluppo del file.

Commenti all'articolo

3 commenti su “OM1 o OM1 Mark II ?”

  1. Mi pare di capire che un paesaggista come me possa continuare a usare felicemente la “vecchia” OM-1, senza eccessivi rimpianti per il nuovo splendido modello.

  2. i vantaggi che avresti sarebbero relativi ai nuovi filtri GND e il potenziato ND. ma se non usci queste modalità, direi che vai tranquillo con la “old” 🙂

  3. Riguardo alle difficoltà di messa a fuoco con bassa luminosità e contrasto la situazione con la Mark II è migliorata?
    Grazie.

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