OM System OM1 – Primo contatto

a cura di Ugo Baldassarre
fotografie di Ugo Baldassarre e Marco Lazzarelli

Ci siamo! Mi accingo a parlarvi della novità del momento con parecchia emozione addosso poiché la nuova OM1 rappresenta molto più di quello che troverete aprendo la confezione.
E’ la fotocamera più chiacchierata del momento e sul web ha scatenato un vero terremoto dal momento del suo annuncio. Questa nuova fotocamera, per il cui nome si è andati a scomodare una delle più importanti e rivoluzionarie macchine fotografiche della storia, rappresenta il vero inizio dell’avventura fotografica per il neo-nato brand OM System che con questo prodotto si fa carico della pesante eredità di Olympus e si impegna a rilanciarla  verso un radioso futuro.
Per questo motivo mi sono preso il tempo necessario prima di iniziare a parlarvi di questa nuova e incredibile fotocamera  (e vi avviso già che non basterà questo unico approfondimento). Ma andiamo ad iniziare… 

Della nuova OM1 avevamo già iniziato a parlarne in questo articolo introduttivo al momento della sua presentazione ufficiale. Da allora ho avuto modo di conoscere meglio il prodotto tramite i numerosissimi approfondimenti e tutorial rilasciati in Rete e poi, finalmente, potendolo testare personalmente in diverse situazioni reali: è proprio su questa esperienza personale diretta che andrò a parlarvi della nuova ammiraglia Olympus/OM System e a fare le mie prime considerazioni in merito.

La nuova ammiraglia porta sia il nome Olympus che il nuovo OM System. Sarà l’ultima fotocamera, a quanto sembra, ad esibire il “vecchio” e glorioso logo.

La OM1 è bella, solida e perfettamente rifinita: è impossibile non innamorarsene a primo tocco. Calza in mano che è una meraviglia e, nonostante il restyling generale dell’impugnatura e della disposizione di alcuni controlli, la sensazione di trovarsi subito a proprio agio non viene mai meno.
Contrariamente ai modelli precedenti, inoltre, non ho sentito il bisogno della impugnatura verticale trovandomi subito a mio agio sia nella presa classica che in quella verticale (che uso tantissimo).

Il rinnovato layout risulta subito familiare. La Om1 appare molto rifinita in ogni dettaglio

Il primo elemento di novità che mi ha fatto fare “wow” è stato il nuovo mirino. Se già quello della E-M1X (cui sono ormai assuefatto) è davvero ottimo, con il nuovo EVF si è raggiunto un livello di eccellenza inedito: l’esperienza di scatto che ne consegue è davvero eccezionale, con una fluidità di visione e una precisione dell’immagine altissima. L’altissima risoluzione (5k) unita alla eccezionale dimensione del mirino rendono la visione tramite questo EVF un vero spettacolo.
Anche l’uso della fotocamera tramite il display orientabile è adesso più efficiente: il nuovo display OLED (salito anche esso in risoluzione) ha una resa più luminosa e colori più realistici dei precedenti LCD.

Ritratto in studio eseguito con OM1 e 40-150 pro in luce flash. ISO200 – foto Ugo B.
Ritratto in studio eseguito con OM1 e 40-150 pro in luce flash. ISO200. foto di Ugo B.

La OM1 si presenta sin dalla prima accensione con novità evidenti: una nuova interfaccia grafica e un nuovo menu’, più colorato e graficamente accattivante, organizzato con uno sviluppo orizzontale e non più solo verticale.

Personalmente non ho mai avuto problemi d’uso con il vecchio, avendolo utilizzato per tanti anni senza grosse lamentele: è comunque abbastanza semplice abituarsi al nuovo, anche perché le voci del menù sono praticamente identiche ed è presente il MY Menu che permette di creare una lista di opzioni personalizzate facilmente raggiungibili in un apposita sezione MY.

Il funzionamento del nuovo menù, inoltre, è pensato per non staccare mai la mani dalla fotocamera: tramite il selettore ghiera anteriore (indice) è possibile muoversi tra le macro-aree di interesse mentre con la ghiera posteriore (pollice) ci si muove nei sotto-menu’.

Chi ha tratto il maggior vantaggio da questa nuova interfaccia è il SCP (Super Control Panel) che adesso è più comodo nell’utilizzo tramite touch e modifica le proprie voci in base alla modalità di scatto in uso, rendendo l’accesso al menù classico sempre meno necessario. Se a questo aggiungiamo la sempre ottima customizzazione dei numerosi tasti funzioni, la presenza di ben 4 modalità C1/2/3/4 (direttamente accessibili dalla ghiera delle modalità) e la possibilità di creare due profili macchina (uno foto e uno video, selezionabili mediante lo switch ½) la necessità di accedere al menu classico si rende davvero poco frequente.
Nonostante lo stravolgimento grafico, insomma. l’esperienza d’uso pratica è stata semplice e fin da subito gratificante.

 

La potenza di calcolo della OM1 è percepibile in ogni più piccolo dettaglio: dalla navigazione nei menu, alla reattività generale, è una fotocamera che non fa mistero di essere un vero “bolide”. E la prova fotografica non fa che confermare questa sensazione. Il flusso di dati che la nuova combo CPU-Sensore BSI riescono a gestire è impressionante. Nella prova di fotografia dinamica che ho effettuato su un campo da golf tutto è risultato estremamente semplice, con sequenze di immagini catturate ad una velocità impressionante. Il nuovo sistema di AF che copre interamente tutta l’area utile e la capacità di registrare a piena risoluzione flussi di immagini fino a 120fps aprono nuove possibilità creative a qualsiasi tipo di fotografo.

Mi ha molto colpito la semplicità con cui la macchina ha portato a casa il risultato, mostrandosi uno strumento davvero versatile. Non è un caso se tutta la promozione del prodotto sta puntando, giustamente, nel descriverla come una camera  All Round , “una macchina pronta a tutto”.

Tutta questa capacità computazionale ha permesso lo sviluppo di algoritmi di tracciamento soggetto molto più evoluti rispetto a quanto visto  in precedenza sulla OM-D E-M1X: la OM1 riconosce e segue diversi tipi di soggetti dinamici (sono stati introdotti anche gli animali domestici come novità ) e li tiene costantemente a fuoco con un tracking davvero evoluto.

 

Marco Lazzarelli – OM! + M.ZUIKO PRO 150-400 f/4,5 IS
Marco Lazzarelli – OM! + M.ZUIKO PRO 150-400 f/4,5 IS

Anche il rilevamento del viso con fuoco continuo sull’ occhio funziona in maniera eccellente. Nell’uso pratico di ritratto in studio ho avuto modo apprezzarne l’altissima efficienza con una percentuale di errore prossima allo zero. Anche la rappresentazione grafica adesso è più chiara ed è molto semplice capire come l’ AF, che con i suoi oltre 1000 puntI di messa a fuoco a croce copre tutta l’area visibile del frame, stia lavorando.

Come era stato annunciato in fase di pre-release il concetto cardine attorno cui è stata realizzata la OM1 è la fotografia computazionale, ossia quell’insieme di funzioni avanzate che Olympus porta avanti da diversi anni e che finalmente, grazie alla potenza di calcolo sempre più elevata dei processori e la capacità del sensore di fornire informazioni sempre più dettagliate, raggiungono una nuova dimensione agevolando ulteriormente il fotografo nel perseguire il proprio risultato finale.

HI res a mano libera (ridimensionato) a 12.800 ISO in condizioni di luce non ottimale. la pulizia del file è impressionante

E’ in questo contesto che si inseriscono le modalità di scatto ad alta risoluzione a mano libera (così rapida nell’esecuzione da essere assimilandole ad una normale modalità di scatto quasi), le funzioni in posa B (Live Composit, Live Bulb, Live time), il nuovo filtro LIVE ND (che potenzia di 2 stop il precedente) per lunghe esposizioni creative, il focus stacking, l’HDR etc.

Ognuna di queste modalità ha subito un boost che la rende ora ancora più usabile a mano libera in qualsiasi condizioni, elevando il concetto di “liberi da attrezzatura pesante” all’ennesima potenza.

Ritratto in studio – Luce Flash – AF-C con riconoscimento occhi

Tutte queste modalità, oltretutto, influenzano pesantemente anche la qualità di immagine (già molto elevata di partenza) aggirando problematiche tecniche di ripresa tipiche di alcune situazioni fotografiche.
Mi ha molo impressionato la modalità di scatto HI RES a mano libera ormai slegata dai lunghi tempi di elaborazione visti su EM1 III, in cui è adesso possibile superare i 6400 ISO e con  tempi di scatto più flessibili: lo scatto risultante ad alte sensibilità ha una pulizia dell’immagine pazzesca e una ricchezza cromatica nettamente superiore a quanto ottenibile da uno scatto normale in analoghe circostanze.
Quando è possibile utilizzare questa modalità, il risultato è sorprendente considerando che il tutto avviene in pochissimi secondi (circa 6 secondi contro i precedenti 15-16 sec).
Stesso discorso vale per le composizioni notturne o per lunghe esposizioni: tutte queste modalità sono in grado di superare normali limiti fotografici grazie alla potenza di calcolo in tempo reale della macchina.

Live Composit a mano libera (con IS attivato – novità di OM1) 18 secondi !!

L’inserimento della stabilizzazione meccanica durante il Live Composit mi ha permesso di ottenere, ad esempio, una lunga esposizione notturna, realizzata a mano libera, di circa 18 secondi e con un risultato praticamente perfetto!! Sono risultati incredibili ed inediti nell’attuale panorama fotografico, frutto di un rinnovato comparto di stabilizzazione (ulteriormente alleggerito nel peso  e quindi ancora più fluido nei movimenti) che permettono un nuovo e creativo uso dello strumento fotografico.

 

25.600 ISO Crop – Orginale vs AI Denoise applicato. Dettagli e colori sono ottimamente gestiti.

La OM1 sforna file di ottima qualità, con colori eccellenti e ricchi di dettagli, anche a sensibilità alte. Con l’introduzione del nuovo sensore con tecnologia BSI la scala dei valori ISO ha guadagnato ben due stop utilizzabili: il limite estremo adesso è salito a 102.400 (Auto ISO fino a 25.600 contro i precedenti 6400). Questo significa che è possibile avere un ventaglio più ampio di opzioni di scatto in condizioni estreme o quando è necessario mantenere molto rapido il tempo di otturazione in contesti di fotografia molto dinamica.

3200 iso – OM1 + M.Zuiko Pro 20mm f/1,4

Anche a valori ISO molto elevanti, gli ORF della OM1 sono estremamente dettagliati e mantengono una ottima cromia: questo li rende ben gestibili in post produzione, soprattutto utilizzando strumenti software adeguati come il nuovo AI Denoise della stessa OM Digital Solution (incluso nel pacchetto software OM Workshpace 2,0 di cui ho parlato qui) o altri software di riduzione rumore AI-based.
Quello che mi preme sottolineare, a riguardo della qualità di immagine, è che OM1 permette di ottenere risultati prima non possibili con il sistema M43 e questo dovrebbe essere già motivo di gaudio sufficiente per tutti gli utilizzatori del sistema.
Fotografi sportivi e naturalisti troveranno grande vantaggio da questa evoluzione tecnica dell’elettronica.

Mi sono accorto, come prevedevo, di aver speso già un fiume di parole e di non essere riuscito a parare adeguatamente di tantissimi aspetti molto importanti e che quindi analizzeremo nel breve separatamente con piccoli approfondimenti mirati.

questa è l’ultima di una sequenza di 7 fotogrammi in cui la pallina è visibile dal momento dell’impatto . la raffica della OM1, eseguita a piena risoluzione, è impressionante

Dovendo concludere – per il momento – questa prima presa di contatto con uso pratico posso affermare che la nuova OM System OM1 è un centro perfetto e una macchina che lascerà il segno.

E’ più veloce, più potente, più semplice da utilizzare e con ancora più possibilità creative rispetto alle precedenti ammiraglie: migliora l’esperienza fotografica che abbiamo imparato ad amare sotto il marchio Olympus da tutti i punti di vista e apre ad il sistema ad un radioso futuro: trovo che sia davvero difficile trovarle dei difetti alla luce anche di un comparto video di prim’ordine in grado di registrare in 4K60p e con un output Raw verso recorder esterni in 4:4:4 a 12 bit e di una tropicalizzazione super-professionale e certificata ufficialmente IP53 (nessun altro produttore raggiunge questo standard, tantomeno a questo prezzo).

Non c’è campo di utilizzo in cui la OM1 non riesca a esprimersi al meglio: è un piccolo “mostro” in grado di esaltare al massimo lo già straordinario sistema di accessori e di lenti M.Zuiko, in qualsiasi ambito fotografico, sia per qualità che per maneggevolezza spingendolo a livelli di assoluta eccellenza: non esiste attualmente in commercio un prodotto così curato, complesso, potente e affidabile in ogni situazione di scatto e d’uso (foto-video) come questa OM1.

Per le specifiche complete e tutte le nuove caratteristiche nel dettaglio potete visitare il link ufficiale (clicca qui)

Nota: nella confezione, seguendo l’attuale trend introdotto da altri brand e le direttive europee a riguardo dell’uniformità dei sistemi di ricarica, non è presente il caricatore esterno per la batteria. La ricarica avviene tramite cavo USB-C collegando direttamente la macchina ad una presa di corrente o un powerbank ; l’acquisto del charger esterno, in grado di ricaricare due batterie alla volta ad alta è quindi da considerarsi opzionale (molto consigliato).

[continua]

 

Si ringrazia Polyphoto SpA  per aver fornito con grande sollecitudine la sample unit utilizzata per la stesura di questo articolo.
Polyphoto SpA distribuisce in esclusiva per l’Italia tutti i prodotti a marchio Olympus / OM System

Un particolare ringraziamento al Parma Golf Experience – Golf club di Sala Baganza (Pr)

 

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Commenti all'articolo

Un commento su “OM System OM1 – Primo contatto”

  1. Io posseggo una vecchia om e dopo 30 anni funzionante perfettamente.
    Ora vedendo la nuova om . Mi sa che ci farò un pensiero. Grazie

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