LUMIX G9 nel 2024

testo e fotografie di Ugo Baldassarre

Da qualche settimana sto usando una Panasonic Lumix G9 (si, la prima) in affiancamento al mio solito corredo Olympus / OM System. E’ stato quasi un caso, una di quelle occasioni irrinunciabili saltata fuori in una trattativa di scambio materiale e mi sono lasciato sedurre. 


Erano diversi anni che non utilizzavo una Lumix: saltuariamente ne ho posseduta qualcuna ma per questioni di abitudine e di comodità alla fine non hanno mai costituito parte integrante del mio corredo ma, più che altro, meteore di passaggio. Ho un ottimo ricordo di questi prodotti anche perchè molte delle fotografie fatte in quel periodo fanno parte stabilmente di alcuni miei progetti portati a compimento solo di recente (mi piaceva tantissimo la GX8 con il 20mm Pancake ad esempio!).
La prova pratica della Lumix G9, scritta anni fa (leggi qui), è ancora uno degli articoli più letti del blog (lo dicono le statistiche) pertanto potrebbe sembrare che voglia scrivere un doppione, in realtà il mio intento è un’altro, ossia quello di sottolineare lo “strano caso” di longevità di questa fotocamera, parlandovene nuovamente a circa 7 anni dal lancio (una eternità).

 

L’ EVF è molto ampio. E’ possibile accedere alle varie funzionalità tramite tasti funzioni o il comodo touch screen orientabile.
Il display di stato rende la G9 molto simile ad una reflex, esteticamente e anche come utilizzo

La Lumix G9 fu lanciata sul mercato un anno dopo l’uscita della Olympus E-M1 Mark II e della Lumix GH5 che furono, ai tempi, una prova di forza non indifferente da parte dei rispettivi produttori, lanciando l’era delle mirrorless professionali moderne per fotografia e video. La G9, in particolar modo era un prodotto “nuovo” nella line up Panasonic: pur portando avanti la nomenclatura classica della serie di prodotti dedicati alle fotografia, introduceva infatti una linea di prodotto molto più professionale, ergonomica e potente. Si pensava infatti che Panasonic volesse tenere il passo delle uscite “ammiraglie” di Olympus, lanciando un prodotto di gamma alta ma, alla prova dei fatti, la G9 è rimasta l’unica esponente del gruppo per quasi 7 anni, trainando da sola il settore fotografico di Panasonic G fino a questo inverno quando, finalmente, è stata presentata la G9 mark II. “Come va questa ammiraglia Panasonic nel 2024?”
La risposta è molto semplice e ce la fornisce il trascorso del prodotto stesso poiché, di fatto, fino alla fine del 2023 la Lumix G9 è stata il prodotto di riferimento fotografico del mondo Lumix G ed effettivamente, è un prodotto che è “invecchiato” incredibilmente bene. 

Fabiola, 2024 – Ritratti in studio in luce LED (FORZA FC500B)

Proprio per il fatto di aver dovuto coprire un arco di tempo così ampio, nel corso degli anni la G9 ha ricevuto una gran quantità di migliorie e funzionalità: se sul fronte video aveva di fatto eguagliato la GH5 (che nel frattempo ha visto uscire due sue varianti e il modello successivo, la GH6) anche su quello fotografico ha tenuto il passo con le uscite delle sue dirette concorrenti in casa Olympus (E-M1X, E-M1 mark III) e se consideriamo il prezzo di vendita cui è stato possibile trovarla per quasi tutto l’arco della sua vita è sempre stata un’affare!
Nonostante la mancanza della tecnologia per la messa a fuoco basata su AF ibrido, la Lumix G9 ha portato ai massimi livelli quella “a contrasto”, con risultati che sono ancora oggi degni di nota.  

L’EVF, all’avanguardia già ai tempi del lancio con oltre 3 milioni di pixel, svolge egregiamente il proprio compito mostrando una definizione ottima (è importante regolare correttamente l’ingrandimento senza esagerare per non avere distorsioni periferiche) e fluidità di visione in quasi tutte le condizioni (parliamo di un prodotto con 7 anni sulle spalle, ci tengo a sottolinearlo).
Anche le funzionalità del prodotto non sembrano appartenere ad un passato così remoto, soprattutto se consideriamo che macchine di altri formati iniziano ad integrare queste possibilità (penso al 6K Photo ad esempio) solo di recente e su prodotti che costano 6 volte tanto.
La Lumix G9 inoltre è particolarmente allettante per chi preferisce l’approccio vecchio tipo: corpo massiccio e robusto, con tanti comandi manuali e impostazione da reflex (vedi la presenza del display di stato superiore, abbandonato dalla stessa Lumix sul modello più recente). Anche il display touch, oltre ad una ottima qualità ha un ottima sensibilità ed è molto comodo (anche toppo sensibile a volte!).
Certo, non tutto è invecchiato così bene: lo stick direzionale (una presenza molto gradita al lancio del prodotto) risulta parecchio limitato; non è possibile muoversi in diagonale e neanche anche effettuare un movimento unico tra le varie direzioni: lo stick va sempre “lasciato” tra un movimento e l’altro rendendone poco intuitivo l’uso soprattutto se bisogna spostare un punto o area AF e si è abituati ad un modello più “normale” nella risposta (e per me che arrivo dalla EM1X l’impatto è ancora più evidente). 

Un ritratto in luce ambiente di mio figlio.

Ovviamente sto utilizzando la mia G9 con il mio corredo di lenti Zuiko, sperimentando in prima persona l’efficenza e la versatilità dalla ampia disponibilità e compatibilità di obiettivi del sistema Micro4/3: tutto funziona perfettamente, senza perdita di prestazioni o funzionalità (o almeno nel caso delle lenti da me possedute).
Il sensore della G9 è un 20 MPX, diverso da quello montato sulle Olympus di pari generazione (includiamo anche la OM-5 in questo computo), con prestazioni molto buone in termini di resa; il feeling delle immagini è quello classico Panasonic, meno neutre rispetto a quelle Olympus e più “calde” nei toni; personalmente ho una netta preferenza per il bilanciamento automatico (AWB) che offre Olympus / OM System (soprattutto sulle ultime macchine) ma è una questione più che altro di abitudine e settaggi: scattando sempre in RAW + jpeg il gap si azzera in un attimo resettando i valori con una azione di auto-bilanciamento via software. Da questo punto di vista, l’ultima versione del software della G9 permette 3 impostazioni di AWB (normale e con preferenza di toni caldi o freddi). 

Il sistema Micro4/3 ha una incredibile versatilità, compatibilità e disponibilità di focali. Sulla mia G9 ho utilizzato perfettamente il mio corredo di obiettivi Olympus / OM System

Quello che mi ha particolarmente colpito, non nutrendo particolari aspettative, è il funzionamento del riconoscimento viso/umano (uno degli aspetti che è stato potenziato e migliorato nel corso degli anni) e che lavora molto bene, secondo i miei standard, rendendola una macchina perfetta per ritratto con treppiede (l’uso cui ho destinato questa fotocamera al momento): non è cosa da poco se si considera l’età del prodotto e il tipo di tecnologia che utilizza per gestire l’ AF. Anche graficamente è molto semplice comprendere come stia lavorando il fuoco; peccato che non si possa dare priorità all’occhio destro o sinistro come invece mi sono abituato a fare sulle altre mie fotocamere (ma devo ammettere che, tra PDC del Micro4/3 e funzionamento dell’algoritmo stesso, non ho notato grossi errori). Tutti i ritratti che ho realizzato fin ora sono stati eseguiti esclusivamente utilizzando il riconoscimento automatico del viso, sia con treppiede che a mano libera. 

Michela – ritratto con illuminazione LED (NANLITE Forza 60B II)

La G9 è inoltre è stata una delle scelte più gettonate come video-camera, pertanto la compatibilità con qualsiasi tipo di strumentazione esterna (gimbal, slider, recorder esterni, cage…) è estremamente alta.
E’ costruita come un carro armato e, per chi ama le fotocamere massicce, è davvero un “bel pezzo di hardware”. Contrariamente a quanto ritenessi anni fa, inoltre, anche il mio giudizio sull’estetica è migliorato con il passare del tempo; trovo infatti ora piacevole il suo stile classico rispetto ai più recenti e “spigolosi” prodotti del brand, 

La G9 originale, nel 2024, è insomma una fotocamera che sa dare ancora soddisfazioni, risultando completa, affidabile e pronta a qualsiasi stress. Ormai fuori produzione si trova a prezzi che definire “affare” è riduttivo, sia se si parla di di esemplari nuovi che (soprattutto) usati. Utilizzate spesso in ambito video e quindi poco stressate meccanicamente, molte G9 usate sono in condizioni estetiche e meccaniche pari al nuovo, ad un prezzo ormai ridicolo. 

 

Con una “riserva” di potenza tale da permettersi il lusso di invecchiare così bene, la G9 resterà un esempio di longevità più unico che raro e già per questo, merita rispetto. Che la si apprezzi appieno o no, la G9 resta un passaggio importante nella storia dell’evoluzione del sistema Micro4/3 e credo che un “giro”,  da parte chi si professi  appassionato di fotografia digitale  ed in particolare di questo formato, lo meriti assolutamente.

Per maggiori informazioni e specifiche sul prodotto: clicca qui

 

Tutte le fotografie sono di Ugo Baldassarre

 

Commenti all'articolo

3 commenti su “LUMIX G9 nel 2024”

  1. Ciao Ugo,
    Innanzitutto complimenti per l’ottimo articolo sulla Panasonic Lumix G9. Le tue riflessioni sono state molto utili per chiarirmi le idee riguardo questa fotocamera. Sto considerando seriamente di passare al sistema Micro4/3 e, essendo un amatore, non sto puntando alle ultime novità troppo costose, ma piuttosto a qualcosa di usato.

    Vorrei prendere sia un corpo pro che uno più leggero. Per il corpo pro ero indeciso proprio tra la G9 e l’EM1 Mark II. Dal tuo articolo mi sembra di capire che la G9 potrebbe essere una buona scelta, anche se ho due dubbi. Il primo riguarda l’AWB, che come dici tu è migliore nelle Olympus. Il secondo dubbio riguarda l’esperienza di scatto: ho letto che le Olympus offrono un’esperienza più “pura” in stile reflex, una caratteristica che preferirei dato che uno dei miei timori nel passaggio a mirrorless è proprio quello di non ritrovare questa esperienza di scatto. Non so se la Panasonic G9 condivide questa caratteristica delle Olympus.

    Per quanto riguarda la fotocamera più leggera da portare sempre con me, sono indeciso tra l’EM10 Mark IV e la GX9. Sono un po’ indeciso e vorrei un consiglio su quale potrebbe essere la scelta migliore.

    Grazie ancora per il tuo lavoro e per eventuali consigli che potrai darmi!

    Un saluto,
    Emanuele

  2. ciao. Panaonic e OM System hanno due feeling differenti, dipende con cosa ti abitui prima. Io non riesco a distaccarmi mai completamente dal “modus” Olympus, per quanto ammetta che le Lumix siano ottime macchine. Il WB delle Panasonic è buono, una volta impostato tutto correttamente, ma resta meno neutro e più caldo. la macchina piccola secondo me ha senso se dello stesso tipo della grande, altrimenti c’è da ammattire ogni volta.

  3. Io posseggo due Olympus: Em-1x ed Em1 II con battery grip che fanno corredo a se usando ottiche Nikon G, mantenendo tutti gli automatismi. E naturalmente ho anche una G9 che basta da sola a fare corredo a parte con le sue ottiche Panasonic Leica. È una macchia meravigliosa: ci fa di tutto. Non sbaglia mai.

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