testo e fotografie di Ugo Baldassarre Da qualche mese sto utilizzando assiduamente la OM System OM-5 e ne sono stato completamente rapito. Sono stato tra i primi in Italia (probabilmente il primo) a poterla vedere dal vivo in anteprima (a settembre) e mi sono occupato sin da subito della sua presentazione e promozione (leggi qui). Da quando ne possiedo una, lo devo ammettere, è diventata decisamente la fotocamera che utilizzo maggiormente (e che mi diverte di più). In questo articolo vi racconterò proprio di come, dopo alcuni mesi di utilizzo, la OM-5 sia diventata la mia fotocamera preferita.
La tecnologia avanza, migliora e si permette di rimpicciolire le dimensioni dei componenti sempre più: questo porta inevitabilmente anche a nuovi approcci e nuove possibilità grazie a strumenti sempre più efficienti. E’ quando è successo accaduto al mio rapporto con la mia amata Olympus OM-D E-M1X che possiedo da tre anni, che ho sempre adorato e continuo ad utilizzare con grande soddisfazione ma che sta pian piano (neanche tanto) lasciando il posto alla nuova OM-5. Come è possibile che una macchina così diversa possa rubare la scena ad un corpo super-professionale? Non sono solo le tecnologie a mutare con il tempo ma anche le necessità di un fotografo possono subire delle modifiche e in questi ultimi mesi sono effettivamente cambiate alcune “cose” nel mio lavoro e con esse sono venute meno determinate necessità mentre si sono fatte spazio nuove esigenze.
La prima grande differenza rispetto a qualche mese fa è che il mio lavoro di fotografo è cambiato, si è spostato prevalentemente fuori dalla sala posa attrezzata che era l’ambiente ideale in cui utilizzavo sia la E-M1X che le mie ottiche più ingombranti. E’ venuta meno quindi la necessità di avere flash da studio, illuminatori alimentati a rete di corrente mentre è invece sopravvenuta una forte propensione alla mobilità, al trasporto delle attrezzature e in generale al contenimento delle dimensioni.
Contemporaneamente la fotografia di viaggio e il ritratto ambientato hanno assunto maggior peso nel mio fotografare rispetto a qualche tempo fa e la OM-5 condensa, nel suo piccolo body, tutte le caratteristiche tecniche necessarie per questo tipo di impegni. Sia che si parli di AF, di tracking, di riconoscimento e tracciamento del viso, di capacità video e funzioni avanzate, la OM-5 primeggia alla grande, offrendo un rapporto ingombro/costi/prestazioni inedito fin ora assieme ad un piacere d’uso unico, rilassante e ragionato. Il suo feeling di scatto è davvero piacevole, come da tradizione della serie 5 dalla mark II in poi. In tutti ci campi di utilizzo (o perlomeno in quelli di mio interesse) la OM-5 non solo mi soddisfa pienamente ma anzi mi lascia spesso a bocca aperta per risultati ottenibili anche senza scomodare le lenti PRO più costose (che ho relegato quasi del tutto all’uso con la OM-1 ed E-M1X). Ritratto, reportage, street, fotografia di viaggio, Vlog: la OM-5 è sempre perfettamente a proprio agio sfornando bellissimi file per resa cromatica, nitidezza e qualità generale.
Un altro aspetto che inizialmente avevo sottovalutato e che invece si sta dimostrando degno di attenzione è l’autonomia di funzionamento. Il fatto che la OM-5 utilizzasse lo stesso comparto energetico del precedente modello aveva fatto sembrare scontato che anche le prestazioni in termini di autonomia sarebbero state simili. Invece, sebbene ovviamente distanti dalla eccellente performance di durata della OM-1, la OM-5 con la “solita” BLS-5 ha una autonomia molto interessante, a dimostrazione di una miglior efficienza energetica e ottimizzazione dei consumi del nuovo hardware. Al momento non ho mai avuto necessità di più avere con me più di due accumulatori (uno in macchina e uno di scorta) e mai sono arrivato ad esaurirli entrambi in normali sessioni fotografiche. Anche quando sono in giro per tutto il giorno, grazie alla possibilità della ricarica via USB, la necessità di avere ulteriori batterie è davvero pari a zero (almeno nell’uso fotografico). Per mia comodità operativa, inoltre, mi sono procurato una charger esterno Patona PL-BLS5 in grado di caricare contemporaneamente due batterie tramite connessione microUSB e quindi anche PowerBank: è comodo, economico e mi permette di non dover tenere la fotocamere inutilmente impegnata nella fase di charging quando sono nella condizione di dover continuare ad utilizzare la macchina fotografica.
Sto usando spesso la OM-5 per sessioni di ritratto in esterna. Ho preso l’abitudine di scattare sempre in RAW-Jpeg per avere un raffronto immediato di quanto ottenuto o per poter sperimentare qualche filtro in camera e mantenere un originale lavorabile o semplicemente di archivio. Nelle diverse sessioni di ritratto eseguite la OM-5 ha sempre sfornato dei Jpeg pressoché perfetti, con un bilanciamento del bianco automatico di rara precisione: un vantaggio non da poco per chi come me non vuole passare troppo tempo a post-produrre i propri file e cerca già un ottimo risultato in camera (OOC come si suol indicare).
Pur non avendo la stessa comodità di impugnatura della OM-D E-M1X (ad oggi la mia preferita in questo senso per il genere fotografico del ritratto), la OM-5 ha sfoderato come arma segreta la sua maneggevolezza, quasi da smartphone oserei dire, che mi fa muovere ed inquadrare liberamente, come se non avessi nulla in mano. Il comparto AF po è davvero di prim’ordine e mi permette di affidarmi agli automatismi di tracking del viso con grande fiducia: mi capita spesso di dover “alleggerire” la tensione della sessione distogliendo l’attenzione del mio soggetto dallo strumento fotografico e, in questa situazione, avere una macchina fotografica davvero invisibile ma che continua è un grosso vantaggio.
Per quanto riguarda invece l’utilizzo più classico, quello per cui è stata ovviamente progettata, la OM-5 non ha rivali. Street e reportage sono il suo pane quotidiano e sono gli ambiti in cui maggiormente si fa apprezzare per le sue dimensioni e per come riesce a non dare mai nell’occhio (soprattutto la versione silver sembra uscire direttamente dagli anni 70). Ho avuto modo di apprezzarne la comodità nelle mie lunghe passeggiate quotidiane sia urbane che extraurbane, mentre esploravo le mie zone di campagna: avere a disposizione il filtro ND digitale, lo scatto HI-Res e un autofocus versatile per tutte le situazioni mi ha permesso di non perdere nessuna occasione e situazione.
La tecnologia ha fatto passi avanti notevoli negli ultimi anni e non deve stupire quindi se nel piccolo corpo della OM-5 è possibile trovare prestazioni superiori, in molti campi, a quella offerte dalla super-top E-M1X. Come qualsiasi prodotto anche la OM-5 non è priva di qualche aspetto migliorabile o limitazione, come ad esempio l’impossibilità di ricaricarsi via usb durante il funzionamento, l’aver limitato il valore del filtro Live ND a ND16 invece che ND32 , una minor personalizzazione dei comandi, l’assenza del nuovo menu introdotto con la OM-1 etc. Che si tratti di scelte obbligate di progettazione o semplici decisioni dettate da necessità commerciali marketing, non mi sento proprio di dire che l’esperienza d’uso ne venga pregiudicata, pertanto preferisco prendere atto delle scelte fatte da OM System e godermi questo eccellente prodotto per i motivi abbondantemente elencati. Al prezzo cui viene proposta, considerando le varie proposte/offerte disponibili, la OM-5 è davvero una macchina completa e assieme alla OM-1 forma una line up davvero eccellente per OM System che, con soli due modelli, è in grado di accontentare la stragrande maggioranza di appassionati di fotografia.
Per maggiori informazioni sulla OM-5 leggi anche questo nostro articolo qui
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Perdonami ho comprato da pochi giorni la Om 5 ho letto l’articolo mi è piaciuto molto, l’ho trovato molto interessante ma ho visto delle foto sfuocate mi puoi spiegare come mai.
Grazie mille
talvolta le anteprime vengono mostrate sgranate prima di caricarsi completamente, soprattutto da smartphone o tablet. non c’è alcuna foto sfuocata a corredo dell’articolo 🙂
Che dire ho letto tanti tuoi articoli e visto video prima di scegliere la fotocamera. Avevo tanti dubbi sul micro 4/3. Pensavo fossero preferibile le Fuji con sensore più grande. Ora che ho in mano la mia Om5 e ho fatto le prime foto capisco veramente. Se anche altrove c’è qualcosa di migliore… Semplicemente non mi serve. Maneggevolezza da sogno per chi viene da Nikon d90 come me e foto che mi lasciano a bocca aperta. Hai ragione: dal primo giorno di prova ho capito che anche il problema della conversione dei file è un falso problema. Il 99% dei jpeg è già perfetto così! Oggi sono felice della mia scelta e ti ringrazio oltre ad un altro fotografo che sponsorizza il micro 4/3 e un canale YouTube che seguo!
Grazie mille Stefano. Purtroppo il canale you tube sia di Micro4/3 italia che mio personale non saranno più aggiornati o comunque non con contenuti miei. Micro4/3 Italia resterà l’unico canale in cui continuerò a portare avanti il mio “lavoro”. Se ti va di contribuire, anche una cifra simbolica, puoi utilizzare il link Paypal info@micro4/3italia.it