Testo e Foto di Ugo Baldassarre
[Originale dell’articolo tradotto e pubblicato su Olympus Passion Magazine fine 2017 – alcune informazioni sono relative a quel periodo – la gallery è aggiornata anche con ultimi lavori
La fotografia di ritratto è da sempre, uno degli utilizzi più diffusi della fotografia. Sin dalla sua invenzione, la fotografia, ha trovato nel ritratto la sua applicazione più diffusa: prima di quel momento, infatti, solo a persone estremamente facoltose era possibile commissionare un proprio ritratto a qualche artista. La fotografia, e con essa il ritratto fotografico, hanno aperto la strada ad una più capillare cultura della propria immagine personale che si è poi, nei decenni successivi, estesa a tutte le classi sociali.

Fare ritratti non significa solamente fotografare una persona o chi si ha di fronte. Esattamente come si chiedeva ad un pittore di dare la propria interpretazione del soggetto, allo stesso modo il fotografo ritrattista deve dare un proprio contributo creativo e personale alla sua opera.
Paradossalmente trovo che il ritratto sia più una disciplina psicologica e sociale che non strettamente tecnica. Quando si fotografa qualcosa, bisogna conoscere l’argomento trattato e, in questo caso, l’argomento del ritratto sono le persone.

Quando tengo i miei corsi di ritratto la maggior parte dei partecipanti si stupisce di quanto sia importante la parte comunicativa tra fotografo e soggetto ripreso.
Ovviamente questo non significa che la macchina fotografica, le lenti e tutto quanto serva non abbiamo importanza, ma sono solo una parte dell’equazione che risolve il rapporto tra soggetto e fotografo: devono farlo bene e velocemente.Il sistema Olympus, ha tanti vantaggi in questo senso. Quando mi chiedono con che macchina fotografica abbia realizzato un mio ritratto, noto spesso stupore e meraviglia negli occhi del mio interlocutore. Ma come? Non hai usato una macchina full frame?“Grande è meglio” non sempre è vero. Per realizzare un buon ritratto ho quasi sempre bisogno di luce ausiliaria, pannello, softbox o un faretto led. Realizzare anche una sola foto davvero buona implica tempo, progettazione e qualche strumento extra.
Flessibilità è un concetto molto importante nella fotografia moderna e per me flessibile significapoter fare più cose senza troppo sforzo.
Un sistema fotografico tradizionale ha pesi e ingombri troppo elevati per potersi definire flessibile al giorno d’oggi. La vera svolta, nel mio modo di fotografare le persone, però è arrivata per un altro motivo.
Quando si fotografano persone non abituate a stare davanti ad una macchina fotografica è importantissimo il contatto visivo: faccia a faccia. Tenendo una grossa reflex davanti al viso si crea spesso un muro tra fotografo e soggetto che non aiuta la relazione.

Con il mio sistema Olympus e le splendide ottiche da ritratto disponibili, è possibile gestire la sessione in maniera completamente rilassata, parlando, chiacchierando, e scattando senza pause o interruzioni: il live view, l’anteprima dello scatto, la possibilità di utilizzare la macchina addirittura con una sola mano, rendono l’esperienza più rapida, intensa ed efficace.
Le dimensioni della macchina e delle lenti sono rassicuranti, non spaventano chi abbiamo di fronte e questo è davvero un enorme vantaggio per mantenere il controllo della situazione.Mi capita spesso, anche, di scattare ritratti in strada, da solo, e dover gestire tutto con due mani: facendo molta street photography ho imparato a essere rapido e conciso, riuscendo a scattare ed illuminare il soggetto, se necessario, con la mia Em1 in una mano e un illuminatore nell’altra.
l file della Olympus è perfetto, sia che parli di Raw, che di Jpeg. Generalmente utilizzo il primo, per poter poi tirare fuori il massimo dalle mie fotografie: il ritratto è un processo creativo, non descrittivo, quindi ho la necessità di perseguire la mia visione artistica con strumenti di post-produzione digitale.

Quando comunque mi capita di scattare direttamente in formato jpeg resto sempre piacevolmente colpito dalla resa finale dei toni della pelle e dei colori in generale: le immagini sono già pronte all’uso, e in alcune occasioni questo è davvero un grande aiuto alla produttività.Personalmente non ho mai trovato limitante la resa del sensore micro4/3. Sono abituato a comporre le mie immagini con attenzione e non sono un fan dello sfuocato eccessivo. Preferisco utilizzare sorgenti luminose per creare eventuali separazioni tra i piani. Spesso si da troppa importanza alla sola luce naturale, preferisco quasi sempre aggiungere una schiarita o creare da zero la mia illuminazione. Tuttavia anche gli amanti dello sfuocato estremo stanno per essere accontentati, le nuove lenti in arrivo, tra cui il fantastico Zuiko 45mm Pro f/1,2 andranno ad offrire prodotti di altissima qualità è una completa e creativa gestione della pdc.

Il sistema Olympus permette di scattare alla massima apertura di diaframma mantenendo una qualità e una nitidezza eccezionali e questo costituisce un enorme vantaggio quando si tratta di creare immagini in low-key o situazioni di luce più critiche. Nessun altro sistema permette di poter sfruttare così bene la luce ambiente.
Lo straordinario stabilizzattore a 5 assi (5 Axis IS) fa il resto, è davvero impressionante in alcune situazioni.Il sistema integrato di controllo remoto dei flash, poi, mi permette di poter creare un piccolo set fotografico ovunque e in pochi secondi: un semplice treppiedi o un assistente ed ecco pronto un mini studio fotografico ovunque mi trovi. Contrariamente a quanto molti dicano, per comodità trasportabilità ingombri e qualità io sono propenso a considerare il sistema Olympus la miglior soluzione per chi necessita di creare ritratti, interagendo a fondo con i propri soggetti e mantenendo una grande flessibilità e creatività.Per il mio lavoro utilizzo due corpi Olympus OMD EM-1 e lenti Pro. La mia focale preferita è il 45mm ma la lente che utilizzo maggiormente è lo splendido Zuiko Pro 40-150 f/2,8.

Ugo Baldassarre vive e lavora a Parma come fotografo professionista, Si occupa di Formazione, Eventi, Ritratti e Progetti personali che spaziano in diversi ambiti della fotografia. Tiene periodicamente Incontri e Workshop sulla fotografia di ritratto e “street”. E’ fondatore del Gruppo Fotografico Facebook Micro43 Italia e dell’omonimo Blog. Scrive da anni di fotografia sul suo blog personale
Sito internet: www.ugobaldassarre.com
Instagram: @ugobphoto
blog: https://ugofoto.blogspot.com/
mail: info@ugobaldassarre.com













