Ritratto in Luce Naturale con OM-5

testo e fotografie di Ugo Baldassarre

L’ eccesso di ritocco digitale e il dilagante abuso di tecnologia nella creazione di immagini pseudo -fotografiche stanno conquistando l’attenzione generale nelle ultime settimane: AI che vincono concorsi fotografici, AI che inventano scenari e situazioni mozzafiato, AI che migliorano/combinano foto per ottenere nuove vette “creative”.
A sentir parlare di tutta questa Intelligenza (!!) Artificiale mi viene solo voglia di prendere in mano la mia fotocamera e dedicarmi ad una bella sessione fotografica, in cui luce e soggetto sono al centro dei miei pensieri e dedicandomi unicamente ad ottenere un buon risultato fotografico.
Una bella e luminosa giornata pre-primaverile di inizio Marzo e la mia attrezzatura “light” sono state un mix irrinunciabile per perseguire questo proposito. 

Non vedevo Marina da diversi mesi; l’ultima volta era stato in occasione di un corso di fotografia in cui mi aveva fatto da modella. Quella che era nata come una collaborazione fotografo-soggetto si era trasformata col tempo in una piacevole amicizia e così stavolta, al posto del “classico” caffè, le ho proposto di fare due chiacchiere tra un click ed un altro.
L’idea di partenza era quella di fare tutto con la massima semplicità: tutto il corredo che avrei utilizzando doveva stare dentro la mia tracolla. Negli ultimi mesi, sulla spinta dell’entusiasmo dell’arrivo della OM-5 e anche grazie anche a qualche colpo di fortuna nell’usato avevo acquistato delle nuove lenti pensando proprio ad un utilizzo specifico con la OM-5. Questa era l’occasione adatta per mettere alla prova
 i neo arrivati obiettivi  M.Zuiko 45 mm f/1,8 e 75mm f/1,8 e il mio M.Zuiko 20mm f/1,4 Pro in una sessione di ritratto.

Non avevo ancora mai usato la OM-5 per qualcosa di diverso da una passeggiata fotografica (o street photography se preferite) o un utilizzo privato/famigliare ed ero curioso di vederla in azione in questo ambito: non avevo certo dubbi sui risultati che la OM-5 avrebbe fornito ma allo stesso tempo ero curioso di sentire il feeling dell’esperienza d’uso.
Quello che non sapevo era proprio quanto sarebbe stato divertente arrivare al risultato utilizzando le ottime performance della OM-5 in termini di AF e Tracking soprattutto considerando che non stavo usando – lo sottolineo di nuovo – lenti Pro ad alte prestazioni.

La location scelta,  alle porte della città, è una posto che utilizzo spesso per sessioni in luce naturale: offre ampi spazi, una luce bella e diffusa e una totale asetticità nello sfondo, fattore che permette di dare forza al soggetto senza grossi sforzi: la scelta di un una location “facile” è il primo passo per iniziare col piede giusto.

Ho utilizzato la OM-5 sempre in modalità AF-C con rilevamento del viso e occhi attivo  disattivandolo solo per un breve periodo al fine di valutare l’efficacia: normalmente utilizzo la gestione del punto singolo AF tramite lo stick (su E-M1X e OM-1) ma l’ottima performance della OM-5 nel tracking facciale/occhio mi ha fatto decidere diversamente. Negli scatti statici, vicino al fondale scuro, la modalità di AF era abbastanza irrilevante poiché la posa avveniva sotto mia indicazione e con spostamenti molto controllati; è stato molto interessante aumentare la dinamicità degli scatti quando, al livello superiore, le ho chiesto di muoversi molto, camminare, voltarsi, come se stesse sfilando mentre io le ruotavo attorno mantenendomi costantemente a fuoco sul suo viso.
La OM-5 ha fatto un lavoro egregio ed è davvero esaltante constatare quanta qualità sia stata inserita in quel corpo così poco appariscente.
La sessione è stata realizzata, come da mio desiderio iniziale, utilizzando solo la luce ambiente disponibile, senza utilizzo di modificatori o altri accessori/luce che normalmente utilizzo: stabilire la location e i vari punti dove scattare all’interno della stessa sono state le uniche scelte di illuminazione fatte.

Per gran parte della sessione ho utilizzato la modalità Monocolore per avere un’anteprima in BW nel live view e capire meglio la luce e i contrasti con cui avevo a che fare. E’ una modalità che utilizzo spesso quando scatto in strada ma che torna utile anche in situazioni di questo tipo.
Le foto finali che vedete a corredo di questo articolo sono ricavate dai RAW con solo qualche semplicissimo intervento nel recupero luci, bilanciamento del bianco e conversione in bianco e nero (Adobe Camera RAW). 

il mini corredo OM-5

Sono rimasto estremamente soddisfatto dal risultato ottenuto ma ancora di più di quanto sia stato bello e divertente utilizzare la OM-5 e il mio corredo “light” in questo contesto.
Tra una chiacchiera e una bella foto l’oretta che ci eravamo ritagliati è volata via senza neanche che ce ne rendessimo conto a dimostrazione ulteriore che la qualità del tempo trascorso assieme è stata appagante per tutti. 

 

 

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