Testo e fotografie di Ugo Baldassarre
Durante questo periodo estivo sto avendo modo di muovermi (a piedi) parecchio e di dedicarmi alla mia walking photography che tanto mi piace praticare, quasi fosse una forma di meditazione. La pratica è molto semplice: scelgo un luogo e inizio ad esplorarlo, a più riprese, in diversi momenti della giornata, finché non inizio a sentirlo “mio” e a muovermi con maggior disinvoltura. Farsi vedere ripetutamente in un posto è anche un vantaggio operativo perché dopo un po’ le persone iniziano a non prestare più attenzione a quell’estraneo che con aria curiosa si aggira con la macchina fotografica e si riesce ad essere meno visibili pur restando perfettamente in vista.

Questo genere di approccio necessita di spostamenti a piedi abbastanza importanti (mediamente percorro sui 6km al giorno ma arrivo anche a 10 se clima e tempo a disposizione lo permettono) pertanto l’attrezzatura deve essere, prima di tutto, comoda e non deve mai rappresentare un ostacolo.
Da quando ho visto per la prima volta la OM-5 ho capito che sarebbe stata la mia fotocamera perfetta per questo tipo di fotografia: già la E-M5 Mark III a suo tempo mi aveva parecchio intrigato ma alcune sue caratteristiche erano un pò “in ritardo” rispetto al momento del lancio, cosa che invece non è assolutamente vera per la OM-5 che vanta invece un hardware al passo con i tempi facendo registrare ottime prestazione in tutti i campi di impiego. Inoltre è bella, elegante e soprattutto super trasportabile.
Un corpo piccolo e leggero è però assolutamente inutile se non può mantenere queste caratteristiche assieme al proprio corredo, ed è proprio per questo motivo che ho costruito, attorno alle mie esigenze di passeggio, un set specifico di lenti che mi accompagna praticamente ovunque nella massima comodità senza rinunciare alla qualità della migliori lenti Zuiko.
La lente più importante attorno cui ho costruito il corredo è lo Zuiko 20mm Pro f/1.4 che è entrato nella mia wishlist nel momento stesso in cui lo provai in anteprima poco prima che venisse lanciato ufficialmente sul mercato. E’ una lente PRO e questo le da tutti i vantaggi di questa gamma di prodotto (costruzione, AF, tropicalizzazione) ma allo stesso tempo è compatta e leggera e con la sua focale a metà tra un 35 e un 50 mm è un vero tuttofare super versatile. La uso per qualsiasi tipologia di fotografia in cui è necessario raccontare ed includere parte del contesto e mi permette anche di avere la giusta relazione tra primo e sfondo, offrendo un fuori fuoco progressivo e decisamente piacevole.
E’ un’ottica che uso molto anche per ritratti ambientati e per fotografare i miei figli in quanto ha una nitidezza davvero perfettamente bilanciata per questo genere di immagini.

La seconda lente, che si è ritagliata uno spazio davvero importante nella percentuale di foto che realizzo in strada, è lo Zuiko 12mm f/2 ED che con le sue dimensioni e la sua costruzione completamente in metallo è esteticamente il compagno perfetto per la OM-5. Ci ho messo anni prima di decidermi a farlo mio (complice anche una offerta irrinunciabile che ho trovato qualche mese fa un esemplare usato ) e devo dire che è stato un acquisto eccellente. Avevo già avuto modo di usarne uno in un viaggio e mi aveva sorpreso la velocità di utilizzo che riusciva a dare alla mia fotocamere trasformandola in una vera point&shoot, ideale per quelle situazioni di reportage urbano in cui si vuole scattare alla vecchia maniera, in iperfocale, senza quasi guardare. I 24mm equivalenti unitamente a pdc che si ottiene già a f/2 (nel mondo micro4/3) danno a questa lente la capacità di quasi tutto a fuoco già alla massima apertura e questo fa la differenza in molte situazioni. E’ una tipologia di lente che necessita di occhio e allenamento per essere padroneggiata al meglio ma che poi regala davvero soddisfazioni, anche in ambiti molto differenti da quelli che si può inizialmente immaginare: non mi è raro infatti utilizzarla anche per del ritratto in cui l’ambiente deve svolgere un ruolo più importante del semplice sfondo.

Il terzo ed ultimo obiettivo del mio kit è lo Zuiko 45mm f/1,8 che per peso, dimensioni e prezzo è un must have a prescindere dal tipo di fotografia che si pratichi. Lui è sempre nella borsa (tanto… è come non averlo dietro) e svolge l’importante ruolo di “arma segreta” quando è necessario tirar fuori qualcosa di più specifico in ambito di ritratto (o voglio impressionare il mio soggetto con uno scatto “wow” sul momento.
Per il prezzo cui si trova nel mercato dell’usato e spesso anche nel nuovo è una lente che non dovrebbe mancare davvero a nessun possessore di Micro4/3.

Tutto questo corredo occupa uno spazio davvero irrisorio nella mia tracolla e mi permette di avere spazio utile anche per il classico 1/2 litro di acqua, qualche altro accessorio e un ancora un pò di spazio extra per altri accessori e varie ed eventuali.
Con la copertura focale equivalente dai 24 ai 90mm e l’ ottima luminosità del corredo (la lente meno luminosa del trio è infatti il 12mm f/2) non c’è situazione “stradaiola” che non sia alla portata: il resto è lasciato solo alla mia visione e al mio modo di raccontare quello che mi circonda.
Fotografie:
Ugo Baldassarre / Puglia 2023
Attrezzatura:
OM System OM-5
Olympus M.zuiko 12mm f/2.0 ED
OM System M.Zuiko 20mm f/1.4 Pro
Olympus M.Zuiko 45mm f/1.8
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Buondì Ugo, condivido le tue scelte, che sono un po’ anche le mie.
Io uso una OM-D mk3, possiedo anche le due lenti non PRO che indichi tu., ma per le mie escursioni “leggere” uso il 12 – 40mm. f/2.8 PRO.
Lente che generalmente è montata fissa sulla camera anche in altre situazioni.
Il 12mm. f/2.0 ED lo usavo molto spesso con la PEN F, camera che poi ho cedute ad un amico, cedendo alle sue reiterate suppliche, ed oggi la rimpiango ancora.
Chissà mai che Olympus non ne faccia una nuova versione….
Probabilmente sostituirò il 14-150mm. f/4.5-5.6 II con il 40-150mm. f/2.8 PRO. che ne pensi???
Un cordiale saluto.
Giorgio
il 12-40 è una lente eccellente che ovviamente non manca nel mio corredo ma che utilizzo più quando fotografo più “seriamente”. per le uscite leggere ho trovato in questo kit davvero una ottima combinazione! il 12-40 lo sto usando molto per ritratto , rimanendo leggero ma con grande qualità. il 40-150 pro 2.8 è eccellente, però nell’ultimo anno gli ho preferito il fratello f/4 che è stupefacente per resa e ha un peso irrisorio