OM-3 – Sei mesi dopo

testo e fotografie di Ugo Baldassarre

Sono passati esattamente 6 mesi da quando ho iniziato ad utilizzare costantemente la OM System OM-3 e mi sono ormai fatto una idea molto precisa di questo prodotto, basandomi proprio sull’utilizzo nel lungo periodo, che condividerò in questo nuovo articolo.

Per i più distratti farò un piccolo riassunto ma vi consiglio di andare a ripescare il materiale già pubblicato (qui e qui) per farvi un’idea più completa possibile di questo chiacchieratissimo prodotto.
Facendo leva su un aspetto vintage decisamente intrigante e su tutta una serie di emozioni e ricordi legati all’era d’oro della fotografia analogica, la OM 3 ha decisamente fatto parlare di se in questi mesi anche grazie ad una poderosa campagna pubblicitaria che ha coinvolto vecchi e nuovi canali di diffusione.

una gara ufficiale di Fiolet – Vetan, 2025

Sono stato via per qualche giorno per un rilassante week end familiare in Val D’Aosta e ho portato con me la OM-3 come unica fotocamera, assieme all’inseparabile M.Zuiko 12mm f/2 e 75mm f/1.8, (oltre al 45 1.8 che è con me sempre e comunque) due lenti eccezionali e in pieno stile retrò della fotocamera; ho condito il tutto con una bellissima (e comodissima)tracolla in cuoio della L.C.B e mi sono quindi messo nelle  condizioni ideali sia per l’utilizzo della fotocamera che per quello che riguarda il mio modo di fotografare, con l’intenzione di godermela per lo scopo per cui è stata pensata e progettata: essere uno strumento fotografico versatile e piacevole.

La mia OM-3 con la sua bella tracolla L.C.B

In queste settimane si sono sprecate parole di ogni tipo e portate argomentazioni più disparate per giustificare alcune scelte progettuali e di marketing, ma quello che è mancato quasi sempre è stato un vero uso sul campo, una vera esperienza d’uso basata più sull’utilizzo concreto del prodotto, che poi dovrebbe essere il motivo per cui qualcuno decide di acquistare ed utilizzare una fotocamera.

Tralasciando  l’uso prettamente professionale, per qualche motivo si dovrebbe possedere una macchina fotografica? Perchè nelle case dei nostri genitori e nonni c’era sempre una fotocamera? Sono partito da questo presupposto nell’affrontare un bellissimo weekend di relax con la mia famiglia, portandomi dietro quello che ho valutato essere il minimo indispensabile per l’occasione e di cui vedrete alcuni risultati fotografici a corredo di questo articolo.

La OM3 riesce a mantenere lo spirito e la filosofia Micro4/3 pur non essendo tanto piccola e compatta come si potrebbe pensare; le sue dimensioni sono abbastanza generose e  la rendono perfetta (e comoda) per adempiere al suo scopo: essere contemporaneamente uno strumento piacevole a 360°.
La OM-3 è studiata e pensata per essere una primadonna; può fare sicuramente da spalla ad una OM1 ma  se cercate la classica fotocamera “light” (il classico secondo corpo piccolo e leggero) credo sia meglio rivolgersi alla ottima OM-5, più adatta ad a questo scopo.
La citazione della tracolla che gli ho abbinato non è stata solo una scusa per ricordare gli splendidi prodotti dell’ amico Lorenzo, creatore e titolare del brand Leather Camera Bag, ma è un passaggio importante per mettervi nella condizione di capire come la OM3 sia in grado di dare il massimo solo se utilizzata nella maniera corretta. Come le fotocamere cui si ispira, deve stare a tracolla; deve essere impugnata ed utilizzata come una vecchia fotocamera. Solo in questa configurazione, rispettando la sua ergonomia, completamente differente da qualsiasi altra fotocamera OM System, prende senso e riesce a rivelare la sua eccezionale natura.

Vetan, 2025

Dobbiamo Immaginare la nostra OM3 come un oggetto allo stesso tempo sia utile che di piacere, come un orologio di pregio da portare con sé, usare al momento opportuno e poi lasciar tornare al proprio posto (come faceva mio padre con la sua Pentax sempre in spalla). Nel momento in cui viene sollevata e portata all’occhio fornisce al fotografo una quantità impressionante di opzioni e possibilità di ripresa (da qui la scelta di puntare al massimo tecnologico disponibile in casa propria), salvo poi tornare lì, in disparte, ad essere “la fotocamera” a tracolla.
La OM3 non mi ha mai dato quel senso di ingombrante presenza, quella sensazione di “dover essere usata” o essere uscito per “fare le foto”, ma è stata semplicemente una compagna di passeggiate, di viaggio che al momento opportuno era li pronta a tutto salvo poi tornare ad essere solo uno dei tanti accessori del mio equipaggiamento da turista.

Ogni funzionalità, semplicemente raggiungibile come mai prima d’ora grazie alla combinazione del nuovo tasto Cp e ghiera delle modalità colore, ha trovato il suo utilizzo, nella normale fruizione quotidiana come fotografare un suggestivo scorcio in BN o cogliere al volto qualche spericolatezza dei propri figli mentre danno libero sfogo alla propria energia sul un verde prato. Riconoscimento umano, tracking, riconoscimento animali, filtro ND… tutto è stato utilissimo e assolutamente rilevante nell’uso ed in maniera completamente naturale.
La sensazione più bella che la OM-3 trasmette è proprio la semplicità con cui si può realizzare tutto questo; e se ne sono impressionato io che utilizzo sistemi fotografici avanzati da diverso tempo non posso immaginare che stupore possa generare questo in un utilizzatore “standard” che si trova a disposizione questo strumento così performante.

Affrontare la scelta di acquisto della OM-3 basandosi sul rapporto prezzo/prestazioni è la strada migliore per NON comprendere né il prodotto in sé né l’esperienza che viene offerta.
Come avevo sottolineato già in sede di primo contatto, l’aspetto più intrigante della OM-3 è il divertimento di uso che ne deriva: un mix perfetto di prestazioni e piacere d’uso che forse mai prima di era riscontrato in maniera così marcata in nessun altro prodotto.

 

In conclusione, dopo tante settimane di uso e conoscenza diretta, reputo la OM3 è un gioiello di tecnologia, un oggetto bellissimo a vedersi, una fotocamera incredibilmente prestante e divertente e – in generale – uno degli oggetti tecnologici più belli che si possa desiderare. Ogni volta che la utilizzo me ne innamoro un po’ di più e questo non è assolutamente scontato: usate la OM-3 sfruttando tutto il suo potenziale e diventerà sicuramente la vostra fotocamera preferita per molto, molto tempo.

 

La OM System OM-3 e tutti i prodotti OM System sono distribuiti in Italia da Polyphoto SPA, che si ringrazia per la collaborazione per la stesura di questo articolo.

Commenti all'articolo

2 commenti su “OM-3 – Sei mesi dopo”

  1. Articolo davvero piacevole.
    Mi ha fatto pensare subito alla Fujifilm X100VI: super quotata, super pubblicizzata, tra social e versioni più o meno “modaiole”. L’idea di fondo è simile: fotocamere divertenti, discrete, che riportano al piacere puro dello scattare.

    Con una differenza chiave: la OM-3 consente il cambio obiettivo, aprendo a un mondo creativo. La X100 ha i suoi convertitori, ma resta un sistema chiuso, con limiti evidenti.

    Oggi, però, sembriamo più attratti dal mostrare di avere una fotocamera, che dal piacere di usarla. Una volta era un compagno di ricordi, oggi spesso è un accessorio da esibire.

    Mi chiedo se la OM-3, con il suo stile “analogico” (ormai tendenza diffusa: Fuji, Nikon Zf, Sony Alpha C… solo Canon pare fuori dai giochi) riuscirà davvero a restituire autenticità.
    Speriamo non diventi solo l’ennesimo hype da content creator. Fotografare dovrebbe restare un racconto, non una performance.

  2. Fotografo usando Olympus ora OM System da quando avevo 15 anni adesso ne ho 57 e non ho mai cambiato marchio, macchine straordinarie per non parlare degli obbiettivi attualmente ho tre corpi macchina con tanti obbiettivi più una analogica che pero ha smesso di funzionare. Io le rimango fedele e non la cambierei mai per un altro marchio.

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