a cura di Ugo Baldassarre
Ma se non faccio caccia fotografica e sport?
Quanti di voi si sono posti questa domanda in questi giorni? Credo che sia uno dei dubbi più più frequenti nella testa degli utenti Olympus, in questo periodo: da un lato c’è la voglia e l’entusiasmo per un nuovo prodotto, dall’altro la ricerca di reali motivazioni che possano giustificare l’investimento.
Appurato che per chi occupa di fotografia dinamica e ha necessità di estrema reattività e capacità di inseguimento di vari tipi di soggetti la nuova OM1 è davvero un salto enorme (leggi qui) per prestazioni, resta da comprendere le potenzialità per tutti coloro che praticano altri generi fotografici.
(leggi la nostra prima impressione qui)
Il nuovo cuore della fotocamera garantisce una velocità di trasmissione ed elaborazione dati ai vertici della categoria. Poichè la fotografia digitale è calcolo, tutta questa potenza porta beneficio a molti aspetti, forse non immediatamente percepibili e non solo quelli legati alla messa a fuoco e rapidità di scatto.
Tutte le funzionalità racchiuse sotto la voce Fotografia Computazionale godono di notevoli benefici e risultano più performanti rispetto alle precedenti implementazioni e soprattutto possono riguardare vari tipi di fotografia e tipologie di fotografi.


Basti vedere quanto abbia guadagnato la modalità Live Composite, da sempre cavallo di battaglia delle fotocamere Olympus, che adesso gode anche della stabilizzazione che ne innalza enormemente il potenziale e l’usabilità.
Questa è una funzione decisamente interessante per chi si occupa di paesaggio, ma non solo: una delle situazioni più scomode durante un matrimonio, ad esempio, è quando parte lo spettacolo pirotecnico: è un bel vantaggio poter esporre alcuni secondi a mano libera catturando tuta la magia dei giochi di luce senza dover predisporre treppiedi in anticipo e restando concentrati sull’evento.
Il paesaggista o lo street-photographer possono avere un grosso stimolo creativo da questa implementazione.
La velocità e l’elaborazione delle funzioni di stacking diventa molto interessante per utilizzare alcune lenti in campi più specialistici: la funzione di focus stacking a mano libera è ancora più reattiva e permette di scattare con diaframmi molto aperti ottenendo pdc elevatissime, superando quindi i limiti della normale fotografia macro quasi sempre impossibile a mano libera; in questo modo non è necessario chiudere il diaframma a valori elevati e si può quindi sfruttare al massimo la luce: provate a fare una macro con il 300mm a mano libera o con il 40-150pro!

Sono queste funzioni già disponibili sulle attuali top di gamma ma, con l’accelerazione avuta dal nuovo processore, sensore e stabilizzatore, risultano ancora più comode e usabili.




Molte di queste funzionalità non sono certo inedite (anche se a leggere in giro per il web molti sembrano averle scoperte solo ora!) ma alla luce delle considerazioni fatte è quasi come se lo fossero perchè divenute più accessibili, snelle nei tempi di elaborazione (ed attesa) e quindi più rapide da utilizzare.
Abbiamo già parlato del nuovo Live Composite e del Focus Stacking ma non si può non menzionare lo scatto ad alta definizione che, già notevole sulla EM1 III, ha fatto notevoli passi avanti.
Il tempo di salvataggio di uno scatto HI-Res eseguito a mano libera, adesso, è infatti di una manciata di secondi (circa 5-6 sec) fatto che ne rende l’utilizzo molto più pratico e piacevole: inoltre avendo dedicato un tasto rapido a questa funzione è davvero semplicissimo switchare da una modalità all’altra.
Rispetto alla pur ottima implementazione vista in passato è stata aggiunto un ulteriore aiuto grafico che aiuta il fotografo a scegliere con esattezza l’istante migliore per eseguire lo scatto HR, mediante l’allineamento di tre indicatori visivi a schermo (l’aiuto funziona a gestire ancora meglio lo stabilizzatore in tutte le situazioni).
Fotografia di prodotto, architettura, paesaggio sono tutti ambiti in cui questa funzione può dare una notevole spinta qualitativa.

Anche il potenziato filtro digitale LIVE ND, che adesso ha guadagnato un ulteriore stop (ND64 vs ND32), risulta essere uno strumento creativo adatto a svariati tipi di fotografia oltre quella di paesaggio (avete mai provato a fare una lunga esposizione con un filtro ND in una piazza piena di persone o una via piena di movida?).
Il fotografo ritrattista (come me) può ottenere benefici nella propria fotografia utilizzando la OM1. In prima persona ho sperimentato come il riconoscimento così efficiente del viso e dell’occhio rendano il fluire della sessione fotografica molto più dinamico, permettendo di concentrare la propria attenzione su altri fattori (luce, set, dettagli). Non è sicuramente una funzione che cambierà la qualità finale delle nostre fotografie ma aiuta sicuramente a trovare nuove soluzioni creative e introdurre un maggior dinamismo nei nostri scatti.


Personalmente, da un paio di anni, ho felicemente sposato la causa della Olympus OM-D E-M1X proprio per alcuni vantaggi non percepibili immediatamente dai più.
Il mirino, ad esempio, grande e comodo e l’impugnatura ampia e identica sia in scatto orizzontale che verticale, sono stati fattori determinanti nella scelta du questa fotocamera.
Nel mio lavoro in studio eseguo la maggior parte delle mie foto in portrait (verticale) e la E-M1X si era rivelata eccellente in questo senso perchè nessun altro corpo macchina riproduceva così fedelmente l’impugnatura in entrambi i versi.
La nuova OM1 offre a questo proposito due grossi vantaggi: è già molto comoda nella sua configurazione standard, grazie alla sua impugnatura maggiorata che offre una presa molto più solida di quanto non accada con le E-M1 II/III; con il suo battery grip HLDX, che replica fedelmente i comandi standard, guadagna anche una perfetta e completa usabilità anche nello scatto verticale (a tal proposito i progettisti hanno ben pensato di utilizzare un doppio incastro per evitare anche il minimo gioco con l’assemblaggio completo).
Insomma chi preferisce il corpo liscio, avrà una macchina comunque molto più comoda che in pasato, mentre chi vuole il massimo confort può trasformarla in una replica, quasi perfetta, della EM1X.


I fotografi che necessitano di tempi di scatto rapidi, indipendentemente dal vantaggio offerto dalla stabilizzazione meccanica, come ad esempio chi opera in teatro o al chiuso (e non deve avere soggetti mossi) hanno a disposizione una gamma ISO più estesa che in passato. Il nuovo sensore gestisce nativamente sensibilità molto alte, fino a 25.600 ISO e di conseguenza il file risultante è più utilizzabile che in passato. Nonostante sia ben difficile spingersi a queste sensibilità nell’uso comune è sicuramente un’ ottima cosa sapere che il sensore può lavorare a queste specifiche senza uscire dal range di funzionamento normale.
Con il software AI Denoise (o similare, basati su AI) si ottengono risultati davvero pregevoli ad alti ed altissimi iso, soprattutto se sono state utilizzate lenti molto luminose e di alta qualità come la serie Pro M-Zuiko.

Un altro vantaggio che la nuova OM1 porta con sé è l’introduzione do una nuova batteria. La nuova BLH-X ha una autonomia realmente superiore alle già buone BLH-1 offrendo un miglioramento nella dura di circa il 30% in più; a questo si deve aggiungere la possibilità di ricarica via USB, molto più flessibile che in passato, che rende la OM1 uno strumento molto appetibile per chi deve muoversi molto e fotografare o video-riprendere tanto, anche in posti che non permettono una agevole ricarica o mancano completamente di impianto elettrico.

Ultimo ma non ultimo, il nuovo EVF di grandissime dimensioni e ad altissima risoluzione con la sua continuità di visualizzazione e frame-rate elevatissimo (120fps, praticamente senza interruzioni) potrebbe essere da solo motivo più che sufficiente per desiderare una OM1: per tutti coloro che usano comporre dal mirino, preferendolo al display, utilizzando la macchina fotografica DSLR-style, un mirino con queste caratteristiche e questa qualità potrebbe essere un richiamo davvero irrinunciabile.

Insomma, nonostante la sua spiccata vocazione per la velocità , la OM1 è una macchina completa e versatile in grado di offrire vantaggi a tantissimi tipi di fotografi, senza parlare dei vantaggi e delle eccezionali capacità video (ma di questo cercheremo un parere più autorevole del mio).
Se non fosse ancora chiaro, qui a Micro4/3 Italia riteniamo che OM System abbia fatto davvero un capolavoro.
Si ringrazia Polyphoto SpA per la collaborazione.
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