OM-5, un anno dopo

a cura di Ugo Baldassarre

É passato un anno dal lancio della OM System OM-5, la prima fotocamera OMDS a portare orgogliosamente il nuovo nome in bella vista.

Accolta in maniera tiepida da molti addetti ai lavori a causa della sua scarsa originalità estetica e tacciata di essere un semplice upgrade software del precedente modello, la OM-5 si è dimostrata invece una macchina ottima e prestante.
Nonostante le apparenze qui a Micro4/3 abbiamo “nasato” subito le potenzialità del prodotto e ne abbiamo parlato sin da subito in termini entusiastici.
Certo, qualcosa in più si poteva fare in termini di rifiniture hardware, ma alla fin fine quel che conta sono l’uso sul campo e i risultati e in nessuno dei due campi la OM-5 ha deluso…anzi! 

Contrariamente a quanto fatto con la EM5 Mark III – che condivideva l’hardware della EM1.2 (già superato) – la OM-5, contando invece sulle prestazioni ancora attualissime della OM-D EM1 Mark III, ha portato effettivamente la qualità e le prestazioni di una ammiraglia nel corpi di una macchina per tutti i giorni! A ben vedere quindi il progetto OM-5 concretizza in pieno la filosofia propria del Micro4/3 che cerca prestazioni e dimensioni concentrate in un prodotto adatto a tutti e tutte le tasche.

Insomma, chi non si è lasciato accecare da commenti inopportuni (privi di fondamento pratico) ed ha al contrario dato un’occasione all’ultima nata ne è rimasto assolutamente soddisfatto.
E non siamo solo noi a dirlo perché i numeri delle vendite in Italia parlano chiaro: se prendiamo in esame lo stesso lasso di tempo, la OM-5 ha venduto, in proporzione, quasi come la OM-1 e questo è un dato assai interessante perché indica anche un forte sub-strato di utenza più generica rispetto all’appassionato di caccia fotografica che OM System identifica come proprio cliente perfetto.

Perchè quindi la OM-5 è piaciuta? Credo che rispondere sia abbastanza semplice. E’ una macchina fotografica moderna e completa sotto tutti i punti di vista, offerta al prezzo giusto (con le promo in atto ancora di più!) e in grado di soddisfare qualsiasi uso fotografico; si sposa bene, inoltre sia con le lenti PRO che quelle di serie Premium e si lascia quindi apprezzare da una larga fetta di utilizzatori.

Personalmente la ritengo una delle migliori fotocamere che abbia usato, soprattutto in quegli ambiti in cui discrezione e qualità devono andare di pari passo senza rinunce su nessun fronte. L’ho utilizzata con estrema soddisfazione in situazioni di ritratto, reportage, eventi e foto viaggio e le prestazioni e l’affidabilità sono state sempre di alto livello.
Rispetto alla macchina da cui è derivata (la E-M1 mk III), la OM-5 incute meno soggezione nell’utilizzatore (nonostante le funzionalità e le impostazioni siano le medesime) grazie al suo look accattivante e allo stesso tempo moderno: pur sembrando poco seriosa è in realtà un concentrato di tecnologia (la stessa EM1X deve piegarsi sotto diversi aspetti tecnici, ad iniziare dal tracking e funzioni computazionali). Nel corso dell’anno trascorso ho utilizzato le mie OM-5 per sessioni di ritratto, di street, di reportage e viaggio, sempre con ottimi risultati, sia co le lenti Pro che con il corredo di lenti premium che le ho costruito attorno.

La non adozione del nuovo menu, scelta molto criticata inizialmente al momento del lancio, non è stato poi questo dramma. Anzi, col senno di poi, la somiglianza d’uso con i prodotti precedenti ha avvicinato al prodotto quegli utenti già abituati a questa interfaccia, rendendo graduale l’upgrade. Anche la mancanza della connessione USB-C, per quanto antipatica, risulta essere più un problema di “principo” che pratico, perché la funzione di ricarica viene svolta perfettamente tramite qualsiasi adattatore USB e, salvo qualche emergenza, la soluzione più comoda per ricaricare le batterie è sempre quella di un charger esterno (io ad esempio uso un comodo Patona in grado di gestire due batterie alla volta, via USB).
Dal punto di vista della stabilità operativa, inoltre, la OM-5 è una macchina che non ha mai avuto alcun tipo di problema o anomalia operativa: non è mai stata soggetta ad operazioni di bug fix o interventi per migliorare le performance (a parte un aggiornamento software all’uscita del nuovo Zuiko 90 Macro indice di una ottima affidabilità).
La struttura in policarbonato, rispetto alla solida sensazione metallica delle sue progenitrici, non influenza la qualità costruttiva che, anzi, guadagna la certificazione ufficiale IP53 contro umidità e infiltrazioni di acqua e polvere; solo la scocca sembra avere una forte incompatibilità meccanica con le piastre da spallaccio da zaino che evidentemente esercitano uno sforzo oscillatorio troppo elevati in una zona troppo ristretta. Nel corso di questo anno ho utilizzato a lungo la OM-5 con treppiede e con la mia Black Rapid e non ho riscontrato il minimo problema. Una buona soluzione per rinforzare la base della fotocamere è quella di utilizzare o l’impugnatura ufficiale ECG-5 (che migliora la presa e la posizione del tasto di scatto ma fornisce anche una struttura più solida alla base) o una delle tante soluzioni alternative di terze parti che permettono l’innesto diretto Arca.

 

Nel momento in cui scrivo questo articolo la OM-5 è oggetto di una promozione cashback pari a €300 che, unitamente da uno street-price quasi sempre più basso del prezzo di listino ufficiale (fissato 1299€ solo corpo); è insomma è possibile portarsi a casa questa ottima fotocamera a meno di 1000€ ed è davvero difficile chiedere di più.

Per me, macchina riuscitissima e molto, molto consigliata.

 

Ho parlato della OM-5 anche  in questi miei articoli e post:


OM-5 – I Love You
Ritratto in luce naturale con OM-5
OM-5 – La prova
A passeggio nella Murgia
Anche una OM-5 Silver per me
La mia street con il 12mm Zuiko
Pomeriggio a Borgo Casale

 

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